Open Research Publishing Platform.

CEE’ notizia di pochi giorni fa che la Commissione Europea ha affidato a F1000 il contratto per la gestione della European Commission Open Research Publishing Platform.

La piattaforma offrirà un servizio di pubblicazione peer-reviewed a supporto dei beneficiari di Horizon 2020 e Horizon Europe per pubblicare le loro ricerche ad accesso aperto e senza APC, sia in versione preprint che definitiva, soddisfacendo i requisiti di accesso aperto richiesti dai due programmi.
La piattaforma gestirà l’intero processo di pubblicazione, dalla sottomissione dell’articolo alla pubblicazione, compresa la revisione tra pari, adotterà un “open peer-review system”, il post-pubblication e la conservazione, profilandosi come un archivio con servizi editoriali.

Open Research Europe accetterà la presentazione di articoli finanziati da H2020 a partire dall’autunno 2020. Il suo lancio ufficiale è previsto per l’inizio del 2021.

Webinar “Open access, come e perché”

oa-badge-2OpenAIRE, a seguito del successo del webinar Open Access, come e perché del 6 febbraio scorso, ha deciso di riproporne una seconda versione il 18 febbraio alle 15:00. Scopo del webinar è di chiarire le logiche e le modalità dell’Open Access e di fornire strumenti utili per la loro applicazione come, ad esempio, la verifica delle politiche di copyright degli editori.

Il webinar avrà una durata di 1 ora, di cui 30 minuti per lo sviluppo del tema e 30 minuti per le domande.
Questo webinar è pensato per bibliotecari, ricercatori, docenti, studenti di dottorato e, in generale, per tutto il personale di ricerca che lavora su progetti finanziati dalla Commissione Europea, dal Ministero dell’Università e della Ricerca, e che viene sottoposto a valutazione.
Le docenti del webinar sono Elena Giglia (Università di Torino) ed Emma Lazzeri (CNR-ISTI Pisa).

L’indirizzo del webinar è https://zoom.us/j/324191427.
Per partecipare si deve compilare un modulo online.

“S-legami” Open Access – Manuale d’uso per ricercatori

aprequaderniSegnaliamo l’uscita del Quaderno APRE “S-legami” Open Access – Manuale d’uso per ricercatori.
Il documento nasce nell’ambito delle attività svolte dal Gruppo di Lavoro APRE (Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea) dedicato all’Open Science e si sviluppa come un manuale d’uso per i ricercatori sul tema Scienza Aperta e, nello specifico, su Open Access e Open Data.
La sua redazione ha coinvolto tutti i membri del Gruppo di lavoro, composto da rappresentanti delle biblioteche e degli uffici di supporto alla ricerca di diverse università e centri di ricerca italiani.
Il manuale è il prodotto finale di un lavoro che si è sviluppato in 3 fasi:

  • raccolta delle domande più comuni poste dai ricercatori in materia di Open Access e Open Data alle proprie strutture di appartenenza: biblioteche e/o grant office
  • le domande raccolte sono state suddivise in 6 temi che rappresentano le sezioni del manuale: I falsi miti, Considerazioni individuali, Peer Review e Impact Factor, La proprietà intellettuale e il contratto con l’editore, Quello che i ricercatori non sanno e Open Access e progetti europei
  • redazione delle risposte alle domande e preoccupazioni più frequenti dei ricercatori

Il manuale è di facile consultazione in quanto mantiene la struttura in domanda e risposta permettendo di individuare rapidamente le proprie perplessità e le relative risposte poste sempre in modo preciso e sintetico.

Esiste il OA Altmetrics Advantage?

donutSegnaliamo un interessante articolo, da poco pubblicato su Scientometrics, che riporta i risultati di una ricerca volta a verificare se gli articoli ad accesso aperto hanno realmente il cosiddetto OA Altmetrics Advantage, ovvero una maggiore capacità di attirare la “online attention” (misurata dalle altmetrics) rispetto a quelli a pagamento, e verificare le eventuali differenze dovute all’ambito disciplinare.

Lo studio si basa su lavori/research output, di cui almeno uno degli autori sia affiliato con una delle università finlandesi, pubblicati su periodici Gold OA tra il 2012 e il 2014.

Questa ricerca si concentra sulla misura della relative visibility, ovvero la frequenza con cui gli articoli pubblicati nelle riviste OA ricevono almeno una menzione sulle diverse piattaforme online prese in esame (Mendeley, Twitter, Facebook, Web of Science, Blog…) e della relative receptivity, ovvero la frequenza con cui gli articoli pubblicati nelle riviste OA ottengono menzioni rispetto agli articoli pubblicati in riviste a pagamento. 

I dati raccolti mostrano significative differenze nella misura in cui l’OA Altmetrics Advantage si manifesta, dovute sia alla natura delle diverse piattaforme sia agli ambiti disciplinari. Uno degli aspetti più interessanti emerso è che per diverse discipline l’accesso aperto non si traduce automaticamente in maggiore visibilità e ricettività online, indipendentemente dalle piattaforme considerate. 

Unpaywall Journals

unpaywall beta

E’ stata da poco rilasciata la versione beta di un nuovo strumento, Unpaywall Journals, creato per aiutare i bibliotecari a gestire al meglio i propri abbonamenti alle riviste.

In pratica, si tratta di una dashboard che riunisce su un’unica schermata i dati relativi ai costi degli abbonamenti alle riviste, alle statistiche elaborate da COUNTER, all’offerta disponibile ad accesso aperto e alle citazioni dei lavori pubblicati da ricercatori afferenti all’istituzione, in modo da poter integrare i dati e sperimentare differenti possibilità di abbonamento fino a trovare quella che potrebbe essere la migliore per la propria istituzione.

Lo scopo di questo nuovo strumento è quindi quello di aiutare le biblioteche ad ottimizzare i costi e a bilanciare, così, il budget a disposizione per gli abbonamenti facendo scelte ragionate, e personalizzate, utilizzando anche l’enorme offerta di riviste ad accesso aperto a disposizione. 

La dashboard personalizzata costa 1000$ all’anno.

Siamo disposti a cedere i nostri dati per l’accesso aperto?

openaccessBibliosan20E’ di pochi giorni fa la notizia che Elsevier avrebbe proposto alle università olandesi, alleatesi con i centri medici universitari (NFU) e il principale finanziatore della ricerca olandese (NWO) nella trattativa con l’editore, un nuovo accordo che, se confermato, mostra un deciso cambio di strategia da parte dell’editore.
Di cosa si tratta? 
I  negoziati sono tuttora in corso, ma a far notizia è la proposta di Elsevier che dichiara di essere disposto a concedere l’accesso aperto a tutte le sue riviste, senza alcun aumento dei costi di contratto, in cambio di una piena collaborazione su una serie di progetti pilota relativi a dati e metadati
Chi beneficerebbe di questo nuovo accordo?
La notizia ha dato avvio ad un interessante scambio di opinioni su Twitter
Il timore diffuso è che accettare un accordo di questo tipo vorrebbe dire agevolare il cambio di business model da parte di Elsevier, che passerebbe dall’attuale subscription model ad uno basato sulla gestione dei dati e dei metadati, legando ulteriormente i ricercatori a sistemi e ambienti proprietari.
L’accesso ai dati della ricerca potrebbe offrire infatti ad Elsevier i mezzi per poter influenzare, in Olanda, le scelte politiche in ambito scientifico, rendendolo ancora più potente sul mercato di quanto non sia oggi.  Ad esempio, i dati sui flussi di finanziamento della ricerca potrebbero essere mappati e i dati sulla ricerca potrebbero essere utilizzati per condizionare/influenzare le scelte politiche.
Questa proposta mostra quella che probabilmente sarà la strategia futura degli editori, proiettati sempre di più verso una società dei dati per la quale offrire software e servizi per la gestione dei (meta)dati. 
I negoziati dovranno concludersi entro la fine dell’anno, sarà interessante vedere quale sarà la scelta dell’alleanza olandese.

The Future of Open Access

biorxivPer celebrare la OA week segnaliamo un interessante preprint a cura di H. Piwowar, da poco pubblicato su BioRxiv, che riporta i risultati di uno studio che, esaminando la crescita degli articoli ad accesso aperto (nelle diverse versioni: Gold, Green e Hybrid…) disponibili nel tempo e i dati sul loro utilizzo, mira a fornire modelli di crescita dell’accesso aperto in tutte le sue forme.
Lo studio è stato portato avanti su 71 milioni di articoli pubblicati tra il 1950 e il 2019. I dati sulle visualizzazioni sono stati elaborati grazie ad Unpaywall (servizio che cerca sul web la versione ad accesso aperto di un articolo disponibile solo tramite abbonamento). E’ emerso che gli articoli Green, Gold e Hybrid ricevono più visualizzazioni rispetto ai loro omologhi a pagamento, in particolare i Green resi disponibili entro un anno dalla pubblicazione.
Inoltre, la percentuale di articoli Green, Gold e Hybrid sta crescendo più rapidamente delle aspettative.

In particolare, nel 2019:

  • il 31% di tutti gli articoli pubblicati su riviste è disponibile come OA
  • il 52% delle visualizzazioni degli articoli riguarda articoli OA

Date le attuali tendenze, gli autori dello studio stimano che entro il 2025:

  • il 44% di tutti gli articoli di riviste sarà disponibile come OA
  • il 70% delle visualizzazioni degli articoli riguarderà gli articoli OA

E’ facile immaginare che il progressivo declino degli articoli ad accesso chiuso cambierà il panorama della comunicazione scientifico/accademica nei prossimi anni, e prevedere la prevalenza futura dell’OA è fondamentale per molte delle parti interessate che sono tenute a prendere decisioni adesso: sia le biblioteche, che devono decidere a quali riviste abbonarsi, sia le istituzioni insieme agli enti finanziatori che devono stabilire quali politiche mandatorie adottare.