Free Journal Network

FJNIl Free Journal Network (FJN) è una iniziativa partita all’inizio del 2018 nell’ambito del movimento dell’Open Access per promuovere le riviste che vengono definite “diamante” o “platino” (riviste che non fanno pagare né abbonamento né tariffe per pubblicare). Nell’ambito delle pubblicazioni che seguono i principi dell’accesso aperto ci sono molte riviste che sono di livello alto e non pongono nessun tipo di barriera finanziaria agli autori di articoli scientifici o ai lettori. Uno degli obiettivi principali di questa iniziativa è quello di aiutare tali riviste a coordinare i loro sforzi per accelerare la creazione di un ecosistema di riviste che coinvolga editori ad accesso aperto “platino” o “diamante” per superare l’offerta delle riviste degli editori commerciali. FJN vuole quindi dimostrare che può esistere una valida alternativa alle riviste degli editori commerciali rappresentata da riviste “professionali” (in termini di qualità) ma, nello stesso tempo, “amatoriali” (solitamente gestite su base volontaria).
Va sottolineato che questo tipo di riviste possono essere molto economiche da gestire (ad esempio la maggior parte del lavoro viene “offerto” dai ricercatori e utilizzano software open source) anche se, ovviamente, non sono a costo zero, per esempio già assegnare un DOI ad un articolo costa 2$.

Per far parte dell’iniziativa, le riviste devono seguire dei criteri piuttosto semplici: devono soddisfare i 5 principi del Fair Open Access, dichiarare pubblicamente la loro appartenenza al Free Journal Network e permettere di pubblicare gli articoli in inglese. In futuro probabilmente sarà richiesta la registrazione nella DOAJ (Directory of Open Access Journals). Le riviste vengono selezionate da un Comitato e, ad oggi, fanno parte del FJN 39 pubblicazioni.

La Commissione europea prova ad accelerare verso l’accesso aperto totale

CEE’ della settimana scorsa la proposta della Commissione Europea (CE) che prevede per il prossimo programma a lungo termine di finanziamento della ricerca la soppressione dei finanziamenti per il pagamento delle article processing charge (APC) per gli articoli pubblicati sui periodici cosiddetti ibridi.
Attualmente la CE richiede che i lavori da lei finanziati siano liberamente accessibili tramite periodici ad accesso aperto, inclusi gli ibridi, o in alternativa attraverso la cosiddetta via verde che implica l’archiviazione di un articolo a pagamento in un archivio aperto.
Horizon Europe, il programma di finanziamento della ricerca e dell’innovazione, pagherà le APC solo ed esclusivamente per “purely open access venues”, cioè riviste che sono completamente ad accesso aperto.
La Commissione Europea sta abbandonando il proprio sostegno alle riviste ibride perché “al momento non sembrano sostenere una transizione verso modelli di pubblicazione ad accesso aperto”, e, qualora la proposta venisse approvata, potrebbe impedire ai ricercatori di pubblicare nei periodici che loro considerano di prima scelta.

La mossa della Commissione costringerà i ricercatori che ricevono finanziamenti da Horizon Europe a pubblicare solo in riviste ad accesso aperto o ad autoarchiviare i propri lavori in archivi ad accesso aperto attraverso il modello verde se vogliono che il programma sostenga i costi necessari per la pubblicazione.
Nel caso in cui questa risoluzione venga presa, la CE dovrà affrontare il problema della valutazione dei risultati della ricerca tenendo conto del fatto che una gran parte delle riviste di alto prestigio sono ibride.

Transparent Transition to Open Access

FAIR oALa Commissione Europea (CE) ha recentemente aperto un bando per la costituzione di una “Open Research Europe Publication Platformal fine di raggiungere l’obiettivo  dell’accesso aperto al 100% nel 2020. 
Il Consorzio TTOA (Transparent Transition to Open Access), un’iniziativa della Fair Open Access Alliance che comprende editori “nativi” ad accesso aperto come PLoS, Open Edition…, editori tradizionali ed editori ad accesso aperto che non fanno pagare gli autori, ha scelto di non partecipare al bando ed ha invece proposto un approccio diverso per gestire la transizione all’accesso aperto totale mantenendo tutte le caratteristiche specificate nel bando della CE che sono:

  • la piattaforma deve essere open source;
  • i costi per la pubblicazione di ciascun articolo devono essere trasparenti;
  • gli autori devono essere esonerati da qualsiasi spesa/costo;
  • tutti i contenuti pubblicati sulla piattaforma devono essere immediatamente e liberamente accessibili a tutti;
  • la piattaforma deve poter integrare la pubblicazione dei risultati della ricerca sponsorizzati da altri finanziatori.

La scelta del consorzio nasce dalla convinzione che la nuova piattaforma, così come proposta dalla CE, si profilerebbe come una sorta di mega-journal che può ospitare contributi di tutte le discipline e vista la riluttanza dei ricercatori a pubblicare su simili piattaforme, offre un portale/piattaforma ad accesso aperto per la pubblicazione di articoli peer reviewed ad accesso aperto.
TTOA sostiene infatti che gli editori Open Access esistenti siano nella posizione migliore per garantire standard di qualità e soddisfare le esigenze della comunità scientifica.
La proposta di TTOA prevede che, dopo aver inviato un articolo ad un portale comune, gli autori debbano indicare, in ordine di preferenza, le riviste in cui sperano che il loro articolo venga pubblicato (tra quelle aderenti all’iniziativa). Utilizzando un sistema  di “portable peer review ” (ad esempio quella offerta da Peerage of Scienceservizio di revisione a cui si rivolgono gli autori di un articolo prima di sottoporlo ad una rivista in particolare)  l’articolo verrà poi indirizzato alla rivista selezionata per la pubblicazione.
Il portale e la piattaforma di pubblicazione saranno finanziati dalle organizzazioni che finanziano la ricerca, mentre la peer-review e il controllo di qualità saranno effettuati dalle riviste degli editori partecipanti. La tariffa media massima di pubblicazione sarà di € 1400 ad articolo (senza costi aggiuntivi per gli autori) offrendo di fatto una notevole riduzione dei costi di pubblicazione rispetto agli attuali € 3800 – € 5000 per articolo.
La proposta del consorzio TTOA, accolta favorevolmente dalla CE, potrebbe modificare drasticamente la tabella di marcia prevista dalla Commissione europea per il raggiungimento dell’accesso aperto totale nel 2020.

OA Button lancia nuovi servizi per la fornitura dei documenti

openaccessbuttonL’Open Access Button ha recentemente aggiunto nuove importanti funzionalità per facilitare e migliorare il servizio di fornitura dei documenti e contribuire ad un risparmio in termini di tempo e costi per le biblioteche che offrono questo servizio.
Le nuove funzioni, che possono integrarsi con il sistema di fornitura dei documenti utilizzato, sono:
DeliverOA (per i bibliotecari)
Trova versioni di articoli di accesso aperto e le consegna direttamente all’interno del programma utilizzato per il servizio di fornitura dei documenti. Rende in questo modo semplice offrire ai ricercatori l’eventuale versione ad accesso aperto degli articoli a pagamento di cui hanno bisogno.
OAsheet (per i bibliotecari)
Permette di trovare molti articoli ad accesso aperto contemporaneamente inviando a OA Button una lista di articoli di cui si vuole cercare l’eventuale versione ad accesso aperto.
Embed OA (per gli utenti)
Permette di integrare all’interno del sito della biblioteca la barra di ricerca (attraverso DOI, URL o titolo) che consente agli utenti di trovare versioni ad accesso aperto di articoli a pagamento utilizzando fonti accreditate.

L’integrazione dell’OA Button con il servizio di fornitura dei documenti contribuisce alla causa dell’Open Access in quanto incoraggia gli autori a depositare i propri lavori negli archivi aperti e al tempo stesso li sensibilizza sull’importanza della condivisione del sapere al fine di garantire la circolazione della conoscenza.

L’effettiva possibilità di pubblicare in riviste ad accesso aperto

No-APCs.jpgSegnaliamo un interessante intervento sul blog di PLoS, A reality check on author access to open access publishingche discute i risultati presentati da uno studio, basato sui dati DOAJ, che afferma che il 71% delle riviste presenti nella Directory non fa pagare le APCs (Article Processing Charges) per pubblicare articoli.

L’autrice del post dichiara che  inquadrare i dati sulle riviste ad accesso aperto non a pagamento solo dal punto di vista del loro numero, senza contestualizzarle, può essere fuorviante ed anche controproducente: questo dato non dice nulla sull’effettiva disponibilità di riviste ad accesso aperto che non fanno pagare le APCs. Per dare una base alla propria affermazione, l’autrice del post, utilizzando sempre il dataset di DOAJ e partendo dal numero di riviste che dichiarano di non far pagare una APC (8.072), ha selezionato quelle che pubblicano in ambito biomedico (1.602). Restringendo successivamente la propria ricerca a quello che effettivamente interessa a coloro che vogliono pubblicare un articolo, quindi a riviste che pubblicano in inglese, che assegnano un DOI e che sono indicizzate in Medline e PubMed Central si arriva a 105 riviste (circa il 10% delle riviste indicizzate in DOAJ).

L’autrice conclude il proprio post affermando che al momento è fuorviante affermare che gli autori possono scegliere tra un gran numero di riviste che non applicano le APCs e che si potrebbero cambiare le cose se le istituzioni accademiche offrissero maggiore supporto (anche economico) al proprio personale o adottassero modelli di consorzi come l’Open Library of Humanities.

In cammino verso l’accesso aperto

PathwaystoOpenAccess

Le biblioteche della University of California hanno recentemente pubblicato un interessante documentoPathways to Open Accessper guidare la transizione dall’attuale modello di pubblicazione basato su abbonamento a modelli di finanziamento di accesso aperto (OA), al fine garantire il più ampio accesso possibile alla documentazione scientifico accademica che oggi è sempre più costosa e di difficile accesso. Il documento analizza i diversi modelli per il raggiungimento dell’accesso aperto (Green Open Access, Gold-APC e Gold-non-APC) e le strategie attuabili per sviluppare ciascun modello.
Per ogni modello di accesso aperto vengono analizzati:

  • Caratteristiche principali del modello
  • Prevalenza e impatto
  • Strategie necessarie per la sua realizzazione
  • Sfide e opportunità

Dopo aver analizzato i tre diversi modelli, il documento individua per ognuno di questi una serie di azioni concrete che le biblioteche possono intraprendere al fine di realizzare l’accesso aperto.
Il documento, nel suo complesso, rappresenta uno strumento molto concreto, una vera e propria guida che può essere utilizzata da tutte quelle istituzioni che sono interessate ad intraprendere il passaggio, anche graduale, all’accesso aperto per trasformare la comunicazione scientifico/accademica in un sistema economicamente sostenibile.

 

How to get the pdf?

how_to_get_the_pdfSegnaliamo un’interessante infografica, realizzata dal Consorzio delle biblioteche delle università olandesi, dove vengono segnalati tutti i servizi disponibili in rete che cercano la versione ad accesso aperto degli articoli accessibili solo tramite abbonamento.

Alcuni di questi li abbiamo già segnalati su questo blog, questa infografica li raccoglie tutti insieme unitamente ad una breve ed efficace informativa e rappresenta senz’altro un utile strumento per diffondere l’utilizzo di questi servizi e per promuovere la cultura dell’accesso aperto.