Guidance on the Implementation of Plan S

pLANsI membri di cOAlition S hanno approvato una bozza delle linee guida per l’implementazione del Plan S, presentato a settembre per rendere l’accesso aperto completo e immediato una realtà.
La guida, pubblicata il 27 novembre, oltre a fornire risposte a domande e commenti derivanti dalle discussioni nate online su Plan S, descrive le regole esatte e le linee guida che i ricercatori devono seguire nel caso ricevano finanziamenti da uno dei firmatari di Plan S.
In particolare, affermando di non voler favorire nessun modello specifico per la pubblicazione ad accesso aperto, cOAlition S dichiara di sostenere qualsiasi percorso i ricercatori vogliano seguire per conformarsi al Plan S:

  • pubblicando in un periodico (registrato o in fase di registrazione in DOAJ) o una piattaforma ad accesso aperto utilizzando la licenza CC BY
  • depositando, seguendo specifiche condizioni, gli articoli in un archivio ad accesso aperto: immediatamente dopo la pubblicazione, gli autori depositano la versione finale pubblicata del proprio articolo (Version of Record o Author Accepted Manuscript) in un repository conforme a Plan S (registrato o in fase di registrazione in DOAR). Il documento è reso disponibile immediatamente ad accesso aperto (senza embargo) sotto una licenza CC BY
  • i ricercatori sono infine autorizzati, per un periodo di transizione, a pubblicare su riviste ibride, a condizione che la rivista si sia impegnata a passare ad un modello OA completo.

Le linee guida forniscono ulteriori informazioni e requisiti tecnici sulle tre vie per la conformità al Plan S e forniscono indicazioni sulle politiche che i finanziatori di cOALition S intendono mettere in atto entro gennaio 2020, data di attuazione prevista del Plan S. 
In una fase successiva, cOAlition S pubblicherà anche indicazioni su monografie e capitoli di libri ad accesso aperto.
Il documento è disponibile online fino al 1 febbraio 2019 al fine di raccogliere ulteriori suggerimenti dalle diverse parti interessate.

 

Direct2AAM

OpenAccessButtonLa maggior parte degli editori commerciali permette il deposito in un archivio aperto di una versione dell’articolo che hanno accettato per la pubblicazione. In molti casi la versione “permessa” è quella del manoscritto definitivo, quindi quello accettato per la pubblicazione che, però, non è ancora stato strutturato con il layout della rivista (per approfondire si può consultare SHERPA/RoMEO, servizio che elenca le varie politiche editoriali in merito a copyright e autoarchiviazione). Questa versione del documento viene chiamata AAM (Author Accepted Manuscript) e si può recuperare all’interno del proprio account creato al momento dell’invio dell’articolo alla rivista.

L’Open Access Button ha creato Direct2AAM, una serie di guide con istruzioni dettagliate per recuperare in maniera semplice i propri manoscritti accettati per la pubblicazione (AAM) in modo da poterne autoarchiviare la versione corretta. Quest’iniziativa nasce dall’esperienza maturata da Open Access Button nella ricerca delle versioni ad accesso aperto degli articoli che ha messo in evidenza come molti autori non autoarchivino il proprio articolo perché hanno difficoltà a trovare la copia giusta o hanno paura di utilizzare una versione sbagliata ed infrangere il copyright. Per chi fosse interessato ad ulteriori chiarimenti riguardo a quali sono le varie versioni di un articolo, può consultare la risorsa “Article Version Explainer, sempre creata da Open Access Button, che spiega, in modo semplice, la differenza tra le varie versioni.

Wellcome Trust sostiene PlanS

wtIl 5 novembre, il Wellcome Trust (WT), uno dei maggiori finanziatori della ricerca biomedica, ha annunciato di sostenere PlanS, iniziativa lanciata a Settembre e sostenuta da 13 enti finanziatori della ricerca. Il Wellcome Trust è anche il primo finanziatore a spiegare in dettaglio come intende implementare Plan S.
Sono 5 i punti chiave della nuova politica verso l’accesso aperto adottata dal WT che sarà in vigore a partire dal 1 gennaio 2020:

  • Tutti gli articoli finanziati dal WT dovranno essere liberamente accessibili su PubMed Central e Europe PMC al momento della pubblicazione. Attualmente la politica del WT consente in alcuni casi un embargo fino a sei mesi dopo la pubblicazione, embargo che a partire dal 1 gennaio 2020 non sarà più ammesso
  • Tutti gli articoli dovranno essere pubblicati con licenza CC-BY (attualmente questa licenza è richiesta solo per gli articoli con APC)
  • Non saranno più coperti i costi per pubblicare ad accesso aperto su periodici a pagamento (modello ibrido)
  • Laddove vi sia un significativo beneficio per la salute pubblica per la condivisione di preprints su vasta scala, ad esempio durante un’epidemia, il lavoro deve essere pubblicato prima della peer-review con licenza CC-BY
  • Le organizzazioni finanziate dal WT devono firmare la Dichiarazione di San Francisco (DORA) sulla valutazione della ricerca, o un equivalente

Questa nuova politica del Wellcome Trust è stata accolta favorevolmente: l’International Association of Scientific,Technical and Medical Publishers (STM), associazione che rappresenta circa 140 editori di ambito scientifico/accademico, ha affermato di apprezzare gli sforzi del Wellcome Trust di lavorare per estendere l’accesso alle pubblicazioni scientifiche sottoposte a peer-review per massimizzarne il valore e il riutilizzo. Un portavoce di Springer Nature ha dichiarato: “Come la Wellcome Trust e la Gates Foundation, Springer Nature sostiene l’intenzione di avanzare più rapidamente verso un sistema in cui la ricerca finanziata con fondi pubblici sia apertamente disponibile al momento della pubblicazione”.
Che qualcosa stia cambiando?

PlanS: accesso aperto alla ricerca senza se e senza ma!

pLANsIl 4 settembre 2018 Science Europe, l’associazione degli enti finanziatori della ricerca in Europa, con il sostegno della Commissione europea e del Consiglio europeo della ricerca (CER), ha annunciato il lancio di cOAlition S, un’iniziativa per rendere concreto l’accesso aperto immediato alle pubblicazioni scientifiche, proseguendo il processo già avviato dalla Commissione Europea con il programma quadro Horizon2020.
L’iniziativa ruota attorno a Plan S, piano strategico che si articola in un obiettivo
“Dal 1° gennaio 2020 le pubblicazioni scientifiche sui risultati della ricerca finanziata da sovvenzioni pubbliche fornite da consigli di ricerca e organismi di finanziamento nazionali ed europei dovranno essere pubblicate su riviste o piattaforme ad accesso aperto conformi alle indicazioni di Plan S”
e 10 principi tra cui sottolineiamo:

  • Gli autori mantengono il copyright della loro pubblicazione senza restrizioni. Tutte le pubblicazioni devono essere pubblicate con una licenza aperta, preferibilmente la licenza Creative Commons Attribution License CC BY
  • Viene stabilito un tetto massimo alle APC (valido per tutti i paesi europei)
  • Gli enti finanziatori della ricerca pagheranno direttamente le APC; nel caso in cui non esistano ancora riviste o piattaforme ad accesso aperto di qualità in uno specifico ambito, gli enti finanziatori si impegnano a proporre incentivi per la loro creazione
  • I finanziatori chiederanno alle università, agli enti di ricerca e alle biblioteche di allineare le loro politiche e strategie per garantire trasparenza nella contrattazione e acquisizione delle risorse informative
  • Il modello di pubblicazione “ibrido” non sarà preso in considerazione perchè non è conforme ai suddetti principi
  • I finanziatori controlleranno il rispetto dei suddetti principi e ne sanzioneranno il mancato rispetto

Attualmente la coalizione S comprende 13 organizzazioni nazionali di finanziamento della ricerca (in Italia lo ha sottoscritto l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, INFN) che si sono impegnate ad attuare i 10 principi del PlanS. Altri finanziatori di ricerca di tutto il mondo, sia pubblici che privati, sono stati invitati ad unirsi a cOalition S.
Il documento ha suscitato un acceso dibattito in Europa che si può seguire su twitter attraverso #PlanS

Free Journal Network

FJNIl Free Journal Network (FJN) è una iniziativa partita all’inizio del 2018 nell’ambito del movimento dell’Open Access per promuovere le riviste che vengono definite “diamante” o “platino” (riviste che non fanno pagare né abbonamento né tariffe per pubblicare). Nell’ambito delle pubblicazioni che seguono i principi dell’accesso aperto ci sono molte riviste che sono di livello alto e non pongono nessun tipo di barriera finanziaria agli autori di articoli scientifici o ai lettori. Uno degli obiettivi principali di questa iniziativa è quello di aiutare tali riviste a coordinare i loro sforzi per accelerare la creazione di un ecosistema di riviste che coinvolga editori ad accesso aperto “platino” o “diamante” per superare l’offerta delle riviste degli editori commerciali. FJN vuole quindi dimostrare che può esistere una valida alternativa alle riviste degli editori commerciali rappresentata da riviste “professionali” (in termini di qualità) ma, nello stesso tempo, “amatoriali” (solitamente gestite su base volontaria).
Va sottolineato che questo tipo di riviste possono essere molto economiche da gestire (ad esempio la maggior parte del lavoro viene “offerto” dai ricercatori e utilizzano software open source) anche se, ovviamente, non sono a costo zero, per esempio già assegnare un DOI ad un articolo costa 2$.

Per far parte dell’iniziativa, le riviste devono seguire dei criteri piuttosto semplici: devono soddisfare i 5 principi del Fair Open Access, dichiarare pubblicamente la loro appartenenza al Free Journal Network e permettere di pubblicare gli articoli in inglese. In futuro probabilmente sarà richiesta la registrazione nella DOAJ (Directory of Open Access Journals). Le riviste vengono selezionate da un Comitato e, ad oggi, fanno parte del FJN 39 pubblicazioni.

La Commissione europea prova ad accelerare verso l’accesso aperto totale

CEE’ della settimana scorsa la proposta della Commissione Europea (CE) che prevede per il prossimo programma a lungo termine di finanziamento della ricerca la soppressione dei finanziamenti per il pagamento delle article processing charge (APC) per gli articoli pubblicati sui periodici cosiddetti ibridi.
Attualmente la CE richiede che i lavori da lei finanziati siano liberamente accessibili tramite periodici ad accesso aperto, inclusi gli ibridi, o in alternativa attraverso la cosiddetta via verde che implica l’archiviazione di un articolo a pagamento in un archivio aperto.
Horizon Europe, il programma di finanziamento della ricerca e dell’innovazione, pagherà le APC solo ed esclusivamente per “purely open access venues”, cioè riviste che sono completamente ad accesso aperto.
La Commissione Europea sta abbandonando il proprio sostegno alle riviste ibride perché “al momento non sembrano sostenere una transizione verso modelli di pubblicazione ad accesso aperto”, e, qualora la proposta venisse approvata, potrebbe impedire ai ricercatori di pubblicare nei periodici che loro considerano di prima scelta.

La mossa della Commissione costringerà i ricercatori che ricevono finanziamenti da Horizon Europe a pubblicare solo in riviste ad accesso aperto o ad autoarchiviare i propri lavori in archivi ad accesso aperto attraverso il modello verde se vogliono che il programma sostenga i costi necessari per la pubblicazione.
Nel caso in cui questa risoluzione venga presa, la CE dovrà affrontare il problema della valutazione dei risultati della ricerca tenendo conto del fatto che una gran parte delle riviste di alto prestigio sono ibride.

Transparent Transition to Open Access

FAIR oALa Commissione Europea (CE) ha recentemente aperto un bando per la costituzione di una “Open Research Europe Publication Platformal fine di raggiungere l’obiettivo  dell’accesso aperto al 100% nel 2020. 
Il Consorzio TTOA (Transparent Transition to Open Access), un’iniziativa della Fair Open Access Alliance che comprende editori “nativi” ad accesso aperto come PLoS, Open Edition…, editori tradizionali ed editori ad accesso aperto che non fanno pagare gli autori, ha scelto di non partecipare al bando ed ha invece proposto un approccio diverso per gestire la transizione all’accesso aperto totale mantenendo tutte le caratteristiche specificate nel bando della CE che sono:

  • la piattaforma deve essere open source;
  • i costi per la pubblicazione di ciascun articolo devono essere trasparenti;
  • gli autori devono essere esonerati da qualsiasi spesa/costo;
  • tutti i contenuti pubblicati sulla piattaforma devono essere immediatamente e liberamente accessibili a tutti;
  • la piattaforma deve poter integrare la pubblicazione dei risultati della ricerca sponsorizzati da altri finanziatori.

La scelta del consorzio nasce dalla convinzione che la nuova piattaforma, così come proposta dalla CE, si profilerebbe come una sorta di mega-journal che può ospitare contributi di tutte le discipline e vista la riluttanza dei ricercatori a pubblicare su simili piattaforme, offre un portale/piattaforma ad accesso aperto per la pubblicazione di articoli peer reviewed ad accesso aperto.
TTOA sostiene infatti che gli editori Open Access esistenti siano nella posizione migliore per garantire standard di qualità e soddisfare le esigenze della comunità scientifica.
La proposta di TTOA prevede che, dopo aver inviato un articolo ad un portale comune, gli autori debbano indicare, in ordine di preferenza, le riviste in cui sperano che il loro articolo venga pubblicato (tra quelle aderenti all’iniziativa). Utilizzando un sistema  di “portable peer review ” (ad esempio quella offerta da Peerage of Scienceservizio di revisione a cui si rivolgono gli autori di un articolo prima di sottoporlo ad una rivista in particolare)  l’articolo verrà poi indirizzato alla rivista selezionata per la pubblicazione.
Il portale e la piattaforma di pubblicazione saranno finanziati dalle organizzazioni che finanziano la ricerca, mentre la peer-review e il controllo di qualità saranno effettuati dalle riviste degli editori partecipanti. La tariffa media massima di pubblicazione sarà di € 1400 ad articolo (senza costi aggiuntivi per gli autori) offrendo di fatto una notevole riduzione dei costi di pubblicazione rispetto agli attuali € 3800 – € 5000 per articolo.
La proposta del consorzio TTOA, accolta favorevolmente dalla CE, potrebbe modificare drasticamente la tabella di marcia prevista dalla Commissione europea per il raggiungimento dell’accesso aperto totale nel 2020.