Research Data Management Toolkit

LEARNPer le istituzioni che effettuano attività di ricerca, la gestione dei dati da loro prodotti presenta diverse problematiche quali, ad esempio, i costi, le politiche da adottare, la formazione e lo sviluppo delle competenze di coloro che gestiscono i dati.

Per contribuire a risolvere questi problemi, il progetto europeo LEARN (LEaders Activating Research Networks) ha pubblicato la settimana scorsa la versione finale del Toolkit of Best Practice for Research Data Management.

Questo Toolkit è stato concepito come una risorsa per tutti coloro che cercano il modo migliore per gestire i dati della ricerca, prendendo in considerazione le questioni individuate da un testo precedente (LERU Roadmap for Research Data) e fornendo modelli ed esempi da seguire, con lo scopo di aiutare le istituzioni a creare, o migliorare, i propri progetti di gestione dei dati della ricerca.

In dettaglio, il Toolkit include 23 esempi di gestione dei dati della ricerca presi da importanti istituzioni suddivisi, a loro volta, in 8 sezioni tematiche tra cui, ad esempio, le politiche di gestione dei dati da adottare, le infrastrutture necessarie, le competenze e i costi da affrontare. Il toolkit è corredato inoltre dalla presentazione della politica di gestione dei dati della ricerca dell’università di Vienna, con allegati una guida ed una griglia di valutazione delle politiche di altre 20 istituzioni europee. Alla fine del documento c’è anche un resoconto indirizzato ai decisori, tradotto in 6 lingue, tra cui l’italiano.

Are your data FAIR?

fairIn ogni ambito della ricerca vengono prodotti giornalmente un gran numero di dati in formato digitale che devono essere analizzati, resi accessibili, gestiti e conservati in modo che possano trasformarsi in informazioni strutturate che permettano il loro riutilizzo. Il movimento FAIR (acronimo di Findable, Accessible, Interoperable, Reusable) ha definito in un documento i principi fondamentali per l’accessibilità e la riproducibilità dei dati che devono essere ricercabili, accessibili, riutilizzabili ed interoperabili. I principi FAIR sono stati di recente adottati nelle nuove linee guida della Commissione europea in materia di gestione dei dati nei progetti finanziati da Horizon 2020 “H2020 Programme Guidelines on FAIR Data Management Plan“.

PLOS Open Data Collection

PLOSPolicyNell’ambito delle Collection di PLOS segnaliamo una nuova sezione, l’Open Data Collection, che raccoglie una selezione di articoli pubblicati sulle riviste di questo editore riguardanti aspetti chiave di questa tematica (ad esempio gli aspetti etici della pubblicazione dei dati riguardanti la salute pubblica, la gestione dei dati aperti, la loro archiviazione, la condivisione e l’uso, ecc). Al momento sono stati selezionati 26 articoli ma la Collezione verrà aggiornata regolarmente con articoli di ricerca ed altri contenuti quali blog post o editoriali. Tutti i contributi possono essere scaricati, stampati e riutilizzati secondo la logica di accesso aperto alla ricerca sostenuta da questo editore.

A che punto siamo con i dati aperti in Italia?

opendataSegnaliamo un interessante post di Paola Galimberti, pubblicato sul sito ROARS, che denuncia la totale assenza di strategie a livello nazionale relative all’accesso aperto ai dati della ricerca in Italia. Nel post la Galimberti fa una panoramica delle iniziative a livello europeo già in atto e riporta quello che si sta facendo in Italia grazie all’impegno di singole associazioni come AISA o alla partecipazione italiana al gruppo di lavoro NOADS  (National Open Access Desks) di OpenAIRE, ponendo l’accento sulla necessità di politiche e di infrastrutture a livello nazionale.

Il Data Management Plan

open dataSempre più enti finanziatori della ricerca richiedono ai responsabili dei progetti da loro finanziati di compilare un Data Management Plan (DMP) per spiegare le misure che intendono prendere al fine di favorire la conservazione nel tempo dei dati creati con il loro lavoro. Il DMP presuppone una analisi e una descrizione dei dati stessi, degli standard, delle tecniche e dei workflow che li caratterizzano e delle politiche di accesso, riuso e preservazione. L’Unione Europea, uno tra i principali finanziatori della ricerca nel mondo, ha attivato un Progetto Pilota, relativo ad alcune aree di ricerca, con il quale sta richiedendo di allegare un DMP ai progetti di ricerca finanziati tramite Horizon2020 entro sei mesi dalla loro approvazione. La creazione di un DMP per i progetti finanziati da Horizon2020 diventerà obbligatoria a partire dal 2017. Uno strumento molto utile per essere aiutati nella loro compilazione viene dal Digital Curation Center britannico che mette a disposizione sul proprio sito materiale informativo e uno strumento online personalizzabile, DMP online, per la creazione guidata del piano. Segnaliamo anche una guida alla redazione dei Data Management Plan, redatta dall’Università di Bologna, con una descrizione delle sezioni, del contenuto richiesto per ciascuna, e con alcuni consigli per la loro compilazione. Il DMP è uno strumento utilissimo per pianificare una vera politica di conservazione e accesso ai dati della ricerca e per la sua compilazione sarebbe auspicabile il coinvolgimento dei bibliotecari.

Lancio dell’Open Data Button

openaccessbuttonLa prossima settimana, in occasione dell’Open Data Day, che si terrà il prossimo 5 marzo, i creatori dell’Open Access Button lanceranno una nuova applicazione specifica, l’Open Data Button, per aiutare i ricercatori a trovare, pubblicare e condividere i dati su cui si basano le pubblicazioni. Questa applicazione permetterà a chi legge un articolo, ed è  interessato a consultare i dati su cui si basa, di fare una ricerca automatica: se i dati sono già stati pubblicati il sistema fornirà il link dove trovarli, altrimenti verrà inoltrata una richiesta all’autore dell’articolo che, a sua volta, potrà fornire il link che indirizza ai dati o fornire una spiegazione del perché i dati non sono liberamente accessibili. Nel caso in cui il ricercatore non avesse già archiviato i dati ma fosse disponibile a farlo, il sistema si impegna ad archiviarli nell’Open Science Framework e a renderli disponibili a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta nel frattempo. Dal 29 febbraio sarà possibile scaricare il bottone da Chrome e, in seguito, da Firefox, e partecipare alla fase di test dello strumento. Il codice ed i contenuti saranno liberamente disponibili su Github e si potrà seguire l’evoluzione dell’Open Data Button su Twitter con l’hastag #opendatabutton.