Nuova collaborazione Figshare-Springer Nature a favore dei dati aperti

figsharespringer natureFigshare, repository per i dati della ricerca, ha recentemente lanciato, in collaborazione con la Springer Nature, un nuovo strumento che permette agli autori di condividere i propri dati in modo più efficiente durante il processo di pubblicazione.

Questo nuovo strumento vuole facilitare il processo di condivisione dei dati della ricerca per aiutare gli autori a rispettare le sempre più numerose politiche di deposito dei dati adottate dagli enti finanziatori e dalle istituzioni. Nato per supportare attivamente la ricerca aperta, il suo utilizzo aumenta la visibilità delle pubblicazioni, favorisce il riuso dei dati e contribuisce al progresso scientifico garantendo una maggiore riproducibilità. I dati verranno resi disponibili con licenza Creative Commons con, quando possibile, l’attribuzione al pubblico dominio (CC0). Al momento questo strumento è disponibile per chi pubblica su 6 BMC journals ma Springer Nature immagina di incrementare il numero di riviste che lo adotteranno dopo questa prima fase pilota.

Initiative for Open Citations (I4OC)

I40CIl 6 aprile è stata lanciata ufficialmente una interessante iniziativa, Initiative for Open Citations (I4OC), promossa da Marc Patterson (eLife) e Catriona Mccallum (PLOS), per la creazione di un database ad accesso aperto delle citazioni delle pubblicazioni. Il punto di partenza di questa iniziativa è che questi dati sono già messi a disposizione da tutti i principali editori come parte del metadati che inviano a Crossref ma risultano chiusi per impostazione predefinita. Molti editori, anche ad accesso aperto, non sono a conoscenza del fatto che si può chiedere a CrossRef di rendere questi dati accessibili a tutti tramite l’invio di una semplice email. L’iniziativa avrebbe anche più peso in quanto gli editori cedono questi dati gratuitamente a servizi come Web of Science  e Scopus che a loro volta li rendono disponibili, dopo averli rielaborati, tramite un costoso abbonamento. La risposta degli editori è andata ben oltre le aspettative e in molti hanno deciso di rendere liberamente accessibili i loro dati relativi alle citazioni: quando l’iniziativa è partita 6 mesi fa, solo l’1% dei dati ospitati da Crossref era pubblicamente disponibile, oggi, con l’appoggio di editori come BMJ, Cambridge University Press, EMBO,Springer Nature, Taylor & Francis e  Wiley, ha raggiunto il 40% (l’elenco completo è disponibile sul sito web di I4OC) per un totale di  quasi 14 milioni di pubblicazioni con riferimenti aperti.

Un indice dell’interesse relativo all’apertura di questi dati è dato da chi ha finanziato o appoggiato l’iniziativa, dal Wellcome Trust alla biblioteca digitale Max Planck, da Altmetric a ImpactStory, da Dryad a Figshare. Probabilmente l’iniziativa richiederà del tempo ma è comunque un primo passo verso la creazione di un database di citazioni ben strutturato e aperto che chiunque potrà interrogare, analizzare e rielaborare.

Research Data Management Toolkit

LEARNPer le istituzioni che effettuano attività di ricerca, la gestione dei dati da loro prodotti presenta diverse problematiche quali, ad esempio, i costi, le politiche da adottare, la formazione e lo sviluppo delle competenze di coloro che gestiscono i dati.

Per contribuire a risolvere questi problemi, il progetto europeo LEARN (LEaders Activating Research Networks) ha pubblicato la settimana scorsa la versione finale del Toolkit of Best Practice for Research Data Management.

Questo Toolkit è stato concepito come una risorsa per tutti coloro che cercano il modo migliore per gestire i dati della ricerca, prendendo in considerazione le questioni individuate da un testo precedente (LERU Roadmap for Research Data) e fornendo modelli ed esempi da seguire, con lo scopo di aiutare le istituzioni a creare, o migliorare, i propri progetti di gestione dei dati della ricerca.

In dettaglio, il Toolkit include 23 esempi di gestione dei dati della ricerca presi da importanti istituzioni suddivisi, a loro volta, in 8 sezioni tematiche tra cui, ad esempio, le politiche di gestione dei dati da adottare, le infrastrutture necessarie, le competenze e i costi da affrontare. Il toolkit è corredato inoltre dalla presentazione della politica di gestione dei dati della ricerca dell’università di Vienna, con allegati una guida ed una griglia di valutazione delle politiche di altre 20 istituzioni europee. Alla fine del documento c’è anche un resoconto indirizzato ai decisori, tradotto in 6 lingue, tra cui l’italiano.

Are your data FAIR?

fairIn ogni ambito della ricerca vengono prodotti giornalmente un gran numero di dati in formato digitale che devono essere analizzati, resi accessibili, gestiti e conservati in modo che possano trasformarsi in informazioni strutturate che permettano il loro riutilizzo. Il movimento FAIR (acronimo di Findable, Accessible, Interoperable, Reusable) ha definito in un documento i principi fondamentali per l’accessibilità e la riproducibilità dei dati che devono essere ricercabili, accessibili, riutilizzabili ed interoperabili. I principi FAIR sono stati di recente adottati nelle nuove linee guida della Commissione europea in materia di gestione dei dati nei progetti finanziati da Horizon 2020 “H2020 Programme Guidelines on FAIR Data Management Plan“.

PLOS Open Data Collection

PLOSPolicyNell’ambito delle Collection di PLOS segnaliamo una nuova sezione, l’Open Data Collection, che raccoglie una selezione di articoli pubblicati sulle riviste di questo editore riguardanti aspetti chiave di questa tematica (ad esempio gli aspetti etici della pubblicazione dei dati riguardanti la salute pubblica, la gestione dei dati aperti, la loro archiviazione, la condivisione e l’uso, ecc). Al momento sono stati selezionati 26 articoli ma la Collezione verrà aggiornata regolarmente con articoli di ricerca ed altri contenuti quali blog post o editoriali. Tutti i contributi possono essere scaricati, stampati e riutilizzati secondo la logica di accesso aperto alla ricerca sostenuta da questo editore.

A che punto siamo con i dati aperti in Italia?

opendataSegnaliamo un interessante post di Paola Galimberti, pubblicato sul sito ROARS, che denuncia la totale assenza di strategie a livello nazionale relative all’accesso aperto ai dati della ricerca in Italia. Nel post la Galimberti fa una panoramica delle iniziative a livello europeo già in atto e riporta quello che si sta facendo in Italia grazie all’impegno di singole associazioni come AISA o alla partecipazione italiana al gruppo di lavoro NOADS  (National Open Access Desks) di OpenAIRE, ponendo l’accento sulla necessità di politiche e di infrastrutture a livello nazionale.

Il Data Management Plan

open dataSempre più enti finanziatori della ricerca richiedono ai responsabili dei progetti da loro finanziati di compilare un Data Management Plan (DMP) per spiegare le misure che intendono prendere al fine di favorire la conservazione nel tempo dei dati creati con il loro lavoro. Il DMP presuppone una analisi e una descrizione dei dati stessi, degli standard, delle tecniche e dei workflow che li caratterizzano e delle politiche di accesso, riuso e preservazione. L’Unione Europea, uno tra i principali finanziatori della ricerca nel mondo, ha attivato un Progetto Pilota, relativo ad alcune aree di ricerca, con il quale sta richiedendo di allegare un DMP ai progetti di ricerca finanziati tramite Horizon2020 entro sei mesi dalla loro approvazione. La creazione di un DMP per i progetti finanziati da Horizon2020 diventerà obbligatoria a partire dal 2017. Uno strumento molto utile per essere aiutati nella loro compilazione viene dal Digital Curation Center britannico che mette a disposizione sul proprio sito materiale informativo e uno strumento online personalizzabile, DMP online, per la creazione guidata del piano. Segnaliamo anche una guida alla redazione dei Data Management Plan, redatta dall’Università di Bologna, con una descrizione delle sezioni, del contenuto richiesto per ciascuna, e con alcuni consigli per la loro compilazione. Il DMP è uno strumento utilissimo per pianificare una vera politica di conservazione e accesso ai dati della ricerca e per la sua compilazione sarebbe auspicabile il coinvolgimento dei bibliotecari.