Il futuro della comunicazione scientifico/accademica

future scholarly publishingSegnaliamo un interessante Rapporto dell’ Expert Group on the future of scholarly publishing and scholarly communication, nominato dalla Commissione Europea a supporto della politica della Commissione sulla scienza aperta.
Il Rapporto propone una visione del futuro della comunicazione scientifico/accademica analizzandone il recente passato ed il presente, con i suoi punti di forza e di debolezza. Tra questi ultimi, l’imperativo della valutazione tramite l’utilizzo dell’Impact Factor che influisce su tutti i livelli della struttura della ricerca, dai singoli ricercatori, ai gruppi di ricerca, da interi istituti di ricerca a, persino, interi paesi.
Tentando di sviluppare una visione d’insieme di come la comunicazione scientifico/accademica potrebbe evolversi nel corso dei prossimi dieci-quindici anni, il Rapporto individua anche quelli che sono i principali “attori” in questo ambito (ricercatori, editori, enti finanziatori…) e per ognuno di essi stila alcuni suggerimenti da seguire per migliorare il sistema attuale.
Il Rapporto si conclude con la tesi generale che l’attuale panorama dell’editoria e della comunicazione scientifico/accademica può essere cambiato significativamente solo attraverso la collaborazione di tutti coloro che ne fanno parte anche se il ruolo principale dovrà essere svolto dagli enti che finanziano la ricerca.

Il punto di vista di uno scienziato

mignoranceProponiamo la lettura di un post recentemente pubblicato da Ferran Martinez-Garcia, professore di biologia cellulare e responsabile del Laboratorio di istologia all’Università Jaume I in Spagna, sul blog Mapping Ignorance. 
L’autore espone il suo punto di vista in merito alla situazione che gli scienziati si trovano ad affrontare ogni qual volta devono pubblicare, ovvero quel cortocircuito che si crea tra la necessità di pubblicare in periodici con un buon Impact Factor (non sempre possibile) per ricevere finanziamenti e la necessità di pubblicare ad accesso aperto per soddisfare le politiche adottate dai principali finanziatori della ricerca.
Attraverso un breve resoconto di come l’accesso aperto ha cambiato le modalità di pubblicazione per gli scienziati, dal suo esordio negli anni ‘90 ad oggi, l’autore sottolinea come attualmente il costo per pubblicare (APC) sia aumentato rispetto agli inizi del movimento, sottraendo preziose risorse alla ricerca.
Martinez-Garcia sostiene infatti che l’accesso aperto sia diventato nel tempo un business model, prevalentemente gestito da editori commerciali che stanno sfruttando  il movimento dell’Open Access arricchendosi notevolmente, e che gli scienziati ad oggi riescono a sostenere questa situazione pubblicando nei repository istituzionali.
Perché, si chiede l’autore, gli scienziati devono continuare a lavorare a beneficio degli editori privati (facendo ricerca, scrivendo articoli e offrendosi come reviewer) vedendo una buona parte dei propri budget sottratta alla ricerca?
E’ possibile sottrarsi a questo meccanismo?
Gli scienziati hanno un ruolo di primo piano nel processo di pubblicazione e la soluzione è nelle loro mani.  
La proposta di Martinez-Garcia ruota attorno alle società scientifiche, europee ed americane, che dovrebbero cominciare a gestire le proprie riviste ad accesso aperto senza ricorrere agli editori commerciali per la pubblicazione, come invece oggi spesso accade a danno della disciplina e dei ricercatori che sono chiamate a rappresentare.
Queste società potrebbero:

  • applicare tariffe ragionevoli ai loro autori (inferiori a 1000 euro/dollari)
  • offrire sconti ai ricercatori che lavorano come revisori per le proprie riviste

Le agenzie di finanziamento, per contro, potrebbero aiutare a sovvenzionare le società scientifiche che applicano queste politiche OA, favorendo la crescita di riviste ad accesso aperto, invece di pagare somme astronomiche alle riviste ad accesso aperto a beneficio di società editoriali private ed oligopolistiche. In questo modo gli scienziati potrebbero sbarazzarsi degli editori privati ​​e fare un passo avanti per controllare la pubblicazione dei propri lavori.
E’ un punto di vista, sicuramente discutibile ma interessante, che riporta ancora una volta al centro del discorso il ruolo dell’intera comunità scientifica, ivi comprese le società che la rappresentano.

Un altro comitato editoriale saluta Elsevier

qssE’ di pochi giorni fa l’annuncio da parte dell’intero comitato di redazione del Journal of Informetrics, di proprietà di Elsevier, di rassegnare le dimissioni per protestare contro le alte tariffe per l’accesso aperto, l’accesso limitato ai dati citazionali e il controllo commerciale del lavoro accademico.
Lo stesso team sta lanciando un nuovo periodico ad accesso aperto, Quantitative Science Studies, che sarà a cura della comunità accademica, di proprietà della International Society for Scientometrics and Informetrics (ISSI) e pubblicato in collaborazione con MIT Press.

Nel comunicare la propria scelta, il comitato di redazione ha sottolineato che le riviste scientifiche dovrebbero essere di proprietà della comunità scientifico-accademica piuttosto che degli editori commerciali e ad accesso aperto secondo i Fair Open Access Principles, pertanto gli editori dovrebbero rendere i citation data liberamente disponibili.

Uno dei motivi che ha creato il conflitto tra Elsevier e il comitato redazionale è stato proprio l’accesso limitato ai dati citazionali, sui quali gli editori sono particolarmente interessati a mantenere la proprietà in quanto, insieme alle altre metriche, giocano e giocheranno un ruolo sempre più importante, e potranno rappresentare un aspetto importante della loro attività. Johan Rooryck, che è stato coinvolto in questo passaggio per conto della FAIR Open Access Alliance, sostiene che l’entrata in vigore di Plan S, e l’imminente cambio delle politiche di accesso aperto, hanno dato la spinta necessaria al comitato redazionale per effettuare questo coraggioso cambiamento, e rappresenta un’ottima notizia per l’intero movimento dell’Open Access augurandosi che questa esperienza possa essere da esempio per molti altri.

PlanS: accesso aperto alla ricerca senza se e senza ma!

pLANsIl 4 settembre 2018 Science Europe, l’associazione degli enti finanziatori della ricerca in Europa, con il sostegno della Commissione europea e del Consiglio europeo della ricerca (CER), ha annunciato il lancio di cOAlition S, un’iniziativa per rendere concreto l’accesso aperto immediato alle pubblicazioni scientifiche, proseguendo il processo già avviato dalla Commissione Europea con il programma quadro Horizon2020.
L’iniziativa ruota attorno a Plan S, piano strategico che si articola in un obiettivo
“Dal 1° gennaio 2020 le pubblicazioni scientifiche sui risultati della ricerca finanziata da sovvenzioni pubbliche fornite da consigli di ricerca e organismi di finanziamento nazionali ed europei dovranno essere pubblicate su riviste o piattaforme ad accesso aperto conformi alle indicazioni di Plan S”
e 10 principi tra cui sottolineiamo:

  • Gli autori mantengono il copyright della loro pubblicazione senza restrizioni. Tutte le pubblicazioni devono essere pubblicate con una licenza aperta, preferibilmente la licenza Creative Commons Attribution License CC BY
  • Viene stabilito un tetto massimo alle APC (valido per tutti i paesi europei)
  • Gli enti finanziatori della ricerca pagheranno direttamente le APC; nel caso in cui non esistano ancora riviste o piattaforme ad accesso aperto di qualità in uno specifico ambito, gli enti finanziatori si impegnano a proporre incentivi per la loro creazione
  • I finanziatori chiederanno alle università, agli enti di ricerca e alle biblioteche di allineare le loro politiche e strategie per garantire trasparenza nella contrattazione e acquisizione delle risorse informative
  • Il modello di pubblicazione “ibrido” non sarà preso in considerazione perchè non è conforme ai suddetti principi
  • I finanziatori controlleranno il rispetto dei suddetti principi e ne sanzioneranno il mancato rispetto

Attualmente la coalizione S comprende 13 organizzazioni nazionali di finanziamento della ricerca (in Italia lo ha sottoscritto l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, INFN) che si sono impegnate ad attuare i 10 principi del PlanS. Altri finanziatori di ricerca di tutto il mondo, sia pubblici che privati, sono stati invitati ad unirsi a cOalition S.
Il documento ha suscitato un acceso dibattito in Europa che si può seguire su twitter attraverso #PlanS

Free Journal Network

FJNIl Free Journal Network (FJN) è una iniziativa partita all’inizio del 2018 nell’ambito del movimento dell’Open Access per promuovere le riviste che vengono definite “diamante” o “platino” (riviste che non fanno pagare né abbonamento né tariffe per pubblicare). Nell’ambito delle pubblicazioni che seguono i principi dell’accesso aperto ci sono molte riviste che sono di livello alto e non pongono nessun tipo di barriera finanziaria agli autori di articoli scientifici o ai lettori. Uno degli obiettivi principali di questa iniziativa è quello di aiutare tali riviste a coordinare i loro sforzi per accelerare la creazione di un ecosistema di riviste che coinvolga editori ad accesso aperto “platino” o “diamante” per superare l’offerta delle riviste degli editori commerciali. FJN vuole quindi dimostrare che può esistere una valida alternativa alle riviste degli editori commerciali rappresentata da riviste “professionali” (in termini di qualità) ma, nello stesso tempo, “amatoriali” (solitamente gestite su base volontaria).
Va sottolineato che questo tipo di riviste possono essere molto economiche da gestire (ad esempio la maggior parte del lavoro viene “offerto” dai ricercatori e utilizzano software open source) anche se, ovviamente, non sono a costo zero, per esempio già assegnare un DOI ad un articolo costa 2$.

Per far parte dell’iniziativa, le riviste devono seguire dei criteri piuttosto semplici: devono soddisfare i 5 principi del Fair Open Access, dichiarare pubblicamente la loro appartenenza al Free Journal Network e permettere di pubblicare gli articoli in inglese. In futuro probabilmente sarà richiesta la registrazione nella DOAJ (Directory of Open Access Journals). Le riviste vengono selezionate da un Comitato e, ad oggi, fanno parte del FJN 39 pubblicazioni.

Peeriodicals

peeriodicalsLa scorsa settimana PubPeer, servizio di post publication peer review, ha lanciato un nuovo sito, chiamato Peeriodicals, che permette di creare una rivista online selezionando preprint, o articoli già esistenti, ritenuti interessanti per il proprio ambito di ricerca. Una volta creato un account, la piattaforma Peeriodicals offre tutti gli strumenti necessari per creare e gestire la propria rivista online da soli o collaborando con un comitato editoriale. Nelle intenzioni dei creatori del sito queste nuove riviste, o peeriodicals, dovrebbero essere uno spazio attraverso il quale i ricercatori possano esplorare nuovi approcci alla divulgazione scientifica, in parallelo al tradizionale settore editoriale.
Questa iniziativa si avvicina in parte al concetto degli overlay journals, come Discrete Analysis, e vuole incentivare un diverso modo di pubblicare in cui la selezione e la certificazione della ricerca siano a cura dei ricercatori stessi, soprattutto nella situazione attuale in cui il recente incremento della pubblicazione dei preprint, anche in ambiti diversi dalla fisica e dalla matematica, ha di fatto aumentato la quantità di materiale che può essere reperito in rete che richiede una selezione di tipo qualitativo.

Transparent Transition to Open Access

FAIR oALa Commissione Europea (CE) ha recentemente aperto un bando per la costituzione di una “Open Research Europe Publication Platformal fine di raggiungere l’obiettivo  dell’accesso aperto al 100% nel 2020. 
Il Consorzio TTOA (Transparent Transition to Open Access), un’iniziativa della Fair Open Access Alliance che comprende editori “nativi” ad accesso aperto come PLoS, Open Edition…, editori tradizionali ed editori ad accesso aperto che non fanno pagare gli autori, ha scelto di non partecipare al bando ed ha invece proposto un approccio diverso per gestire la transizione all’accesso aperto totale mantenendo tutte le caratteristiche specificate nel bando della CE che sono:

  • la piattaforma deve essere open source;
  • i costi per la pubblicazione di ciascun articolo devono essere trasparenti;
  • gli autori devono essere esonerati da qualsiasi spesa/costo;
  • tutti i contenuti pubblicati sulla piattaforma devono essere immediatamente e liberamente accessibili a tutti;
  • la piattaforma deve poter integrare la pubblicazione dei risultati della ricerca sponsorizzati da altri finanziatori.

La scelta del consorzio nasce dalla convinzione che la nuova piattaforma, così come proposta dalla CE, si profilerebbe come una sorta di mega-journal che può ospitare contributi di tutte le discipline e vista la riluttanza dei ricercatori a pubblicare su simili piattaforme, offre un portale/piattaforma ad accesso aperto per la pubblicazione di articoli peer reviewed ad accesso aperto.
TTOA sostiene infatti che gli editori Open Access esistenti siano nella posizione migliore per garantire standard di qualità e soddisfare le esigenze della comunità scientifica.
La proposta di TTOA prevede che, dopo aver inviato un articolo ad un portale comune, gli autori debbano indicare, in ordine di preferenza, le riviste in cui sperano che il loro articolo venga pubblicato (tra quelle aderenti all’iniziativa). Utilizzando un sistema  di “portable peer review ” (ad esempio quella offerta da Peerage of Scienceservizio di revisione a cui si rivolgono gli autori di un articolo prima di sottoporlo ad una rivista in particolare)  l’articolo verrà poi indirizzato alla rivista selezionata per la pubblicazione.
Il portale e la piattaforma di pubblicazione saranno finanziati dalle organizzazioni che finanziano la ricerca, mentre la peer-review e il controllo di qualità saranno effettuati dalle riviste degli editori partecipanti. La tariffa media massima di pubblicazione sarà di € 1400 ad articolo (senza costi aggiuntivi per gli autori) offrendo di fatto una notevole riduzione dei costi di pubblicazione rispetto agli attuali € 3800 – € 5000 per articolo.
La proposta del consorzio TTOA, accolta favorevolmente dalla CE, potrebbe modificare drasticamente la tabella di marcia prevista dalla Commissione europea per il raggiungimento dell’accesso aperto totale nel 2020.