Siamo disposti a cedere i nostri dati per l’accesso aperto?

openaccessBibliosan20E’ di pochi giorni fa la notizia che Elsevier avrebbe proposto alle università olandesi, alleatesi con i centri medici universitari (NFU) e il principale finanziatore della ricerca olandese (NWO) nella trattativa con l’editore, un nuovo accordo che, se confermato, mostra un deciso cambio di strategia da parte dell’editore.
Di cosa si tratta? 
I  negoziati sono tuttora in corso, ma a far notizia è la proposta di Elsevier che dichiara di essere disposto a concedere l’accesso aperto a tutte le sue riviste, senza alcun aumento dei costi di contratto, in cambio di una piena collaborazione su una serie di progetti pilota relativi a dati e metadati
Chi beneficerebbe di questo nuovo accordo?
La notizia ha dato avvio ad un interessante scambio di opinioni su Twitter
Il timore diffuso è che accettare un accordo di questo tipo vorrebbe dire agevolare il cambio di business model da parte di Elsevier, che passerebbe dall’attuale subscription model ad uno basato sulla gestione dei dati e dei metadati, legando ulteriormente i ricercatori a sistemi e ambienti proprietari.
L’accesso ai dati della ricerca potrebbe offrire infatti ad Elsevier i mezzi per poter influenzare, in Olanda, le scelte politiche in ambito scientifico, rendendolo ancora più potente sul mercato di quanto non sia oggi.  Ad esempio, i dati sui flussi di finanziamento della ricerca potrebbero essere mappati e i dati sulla ricerca potrebbero essere utilizzati per condizionare/influenzare le scelte politiche.
Questa proposta mostra quella che probabilmente sarà la strategia futura degli editori, proiettati sempre di più verso una società dei dati per la quale offrire software e servizi per la gestione dei (meta)dati. 
I negoziati dovranno concludersi entro la fine dell’anno, sarà interessante vedere quale sarà la scelta dell’alleanza olandese.

10 temi caldi sull’editoria accademica

publications-07-00034-g004-550L’Open Access è responsabile della nascita degli editori predatory?
Gli editori aggiungono valore al processo della comunicazione accademica?
I preprint fanno “scoprire” la tua ricerca?
Queste sono 3 delle 10 domande alle quali risponde un lungo e interessante articolo, pubblicato su Publications, un peer-reviewed open access journal, che vuole fare luce su alcuni argomenti tra i più contestati e tuttora al centro del dibattito sull’accesso aperto. 

L’articolo vuole fornire un livello base di comprensione condiviso in merito a questioni fondamentali per poter avviare un dibattito costruttivo, non viziato da pregiudizi, basandosi sulla letteratura più recente e offrendo altresì lo stato dell’arte della ricerca grazie ad una ricchissima bibliografia.

Gli argomenti trattati sono stati identificati attraverso una discussione su Twitter e ridotti a 10 dagli autori per poter focalizzare la discussione sulle questioni che vanno affrontate.

Questo articolo vuole essere un punto di riferimento per la lotta contro la disinformazione che tuttora distorce le discussioni sull’accesso aperto e rappresentare un punto di partenza in merito ai temi affrontati.

Con questo post vi auguriamo buone vacanze, ci ritroviamo a settembre!

Transpose

transposeASAPBio ha appena lanciato Transpose, una banca dati online che fornisce un rapido accesso alle politiche editoriali di circa 2.900 riviste scientifiche. L’idea di questo database,  lanciato il 13 giugno, nasce da una indagine, condotta dal gruppo di lavoro che ha poi ideato Transpose, su 171 riviste tra le più citate che ha rilevato che quasi un terzo di queste non indica chiaramente sul proprio sito web nemmeno le informazioni di base sul proprio processo editoriale, come, ad esempio, che tipo di peer review viene praticata. 
Transpose, creato per aiutare i ricercatori che stanno cercando la rivista più adatta dove pubblicare, include dettagli su peer review, preprints e politiche editoriali che sono spesso difficili o impossibili da trovare sui siti web delle riviste. Il database permette anche di fare un confronto tra più riviste (fino ad un massimo di tre).

L’università di Leuven appoggia il FAIR OA

FAIR oAAnche l’università di Leuven si inserisce in quello che sta diventando un lungo elenco di enti finanziatori della ricerca che si stanno impegnando ad appoggiare la pubblicazione dei risultati delle ricerche da loro finanziate su riviste ad accesso aperto.
In questo caso, il fondo per la pubblicazione ad accesso aperto dell’università ha appena dichiarato che sosterrà i costi di pubblicazione solamente se si tratta di riviste che seguono i principi del FAIR Open Access.

In dettaglio, le riviste su cui gli autori intendono pubblicare devono:

  • avere una struttura editoriale trasparente
  • lasciare il copyright agli autori
  • pubblicare esclusivamente articoli ad accesso aperto (non vengono considerate “fair” le riviste ibride) ed avere licenze di utilizzo esclusivamente Open Access
  • prevedere delle tariffe (APC) esclusivamente per la pubblicazione di un articolo
  • richiedere spese di pubblicazione (APC) basse (non superare i 1000€ se non in casi eccezionali), trasparenti e proporzionate al lavoro svolto dall’editore

 

Cosa è cambiato nel ciclo della comunicazione scientifico/accademica?

Segnaliamo un interessante post che analizza quelli che, grazie alle innovazioni portate da Internet (in questo caso specifico i social media e l’open access), sono i principali cambiamenti nel ciclo della pubblicazione scientifico/accademica, ed il loro impatto sul modo in cui gli articoli scientifici vengono scritti, pubblicati, promossi e letti.
Secondo l’autrice del post, queste innovazioni hanno cambiato in parte il modo in cui i ricercatori si approcciano al proprio lavoro:

  • tendono sempre più a pensare di scrivere per le riviste non solo come autori di un articolo ma anche come lettori di quella particolare rivista
  • sono più disposti a pubblicare su nuove riviste, di medio livello e ad accesso aperto che si rivolgono più direttamente ai loro interessi particolari
  • hanno cominciato a considerare i bibliotecari come supporto per il proprio lavoro, dalla ricerca di articoli in early release, alla localizzazione degli archivi di preprint, all’organizzazione di workshop sulla pubblicazione in riviste ad accesso aperto
  • collaborano attivamente con gli editori per promuovere il proprio lavoro sul web

Quest’ultimo punto è particolarmente interessante: mentre molti editori accademici non hanno ancora sviluppato linee guida per la promozione dei contenuti, gli editori “tradizionali” offrono sempre più istruzioni agli autori su quelle che potrebbero essere strategie efficaci di promozione in rete, tra questi, SAGE, Elsevier e Wiley.
Sostanzialmente, queste innovazioni hanno modificato il percorso della comunicazione scientifico/accademica che da “lineare” è diventato “circolare” con alcune azioni che vengono ripetute più volte, come evidenzia chiaramente questa immagine che viene proposta nel post:

New-lifecycle

Progetto pilota di Springer Nature e ResearchGate

Il 1 marzo Springer Nature e ResearchGate (RG) hanno annunciato l’avvio di un progetto pilota che prevede che i full text degli articoli pubblicati da Novembre 2017 su 23 Nature journals siano caricati sui i profili dei ricercatori sulla piattaforma RG, per consentire la condivisione di articoli proteggendo al tempo stesso i diritti di autori ed editori.

Questa collaborazione, conseguenza degli accordi presi ad aprile scorso, è parte di un progetto più ampio il cui obiettivo è quello di migliorare l’accesso ai risultati della ricerca scientifica, aiutare gli autori a sfruttare la potenza collaborativa della rete, aumentare la visibilità del proprio lavoro e misurare l’impatto della propria ricerca.

Steven Inchcoombe, chief publishing officer di Springer Nature, ha dichiarato: “A Springer Nature ci impegniamo a trovare nuovi modi per aiutare i ricercatori a far progredire la ricerca. Essere in grado di accedere e collaborare alla ricerca è fondamentale per questo ed è importante per noi permettere che ciò accada sulle piattaforme utilizzate da ricercatori e autori”.

Questo progetto pilota rappresenta il primo esperimento significativo per la diffusione dei contenuti di un editore su una piattaforma quale RG, consentendo di fatto a chiunque di scaricare articoli a pagamento, e pone Springer Nature in una posizione strategica per diventare editore leader dell’accesso aperto nel prossimo futuro.

Per contro per ResearchGate la collaborazione con Springer Nature lo allontana dalla reputazione di pirateria nata a seguito delle continue azioni legali intentate da editori come Elsevier e American Chemical Society. 

 

Publish&Read

project-dealRecentemente è stato reso noto l’accordo che Projekt Deal, un consorzio tedesco di biblioteche, università e istituti di ricerca, ha raggiunto con Wiley. L’accordo prevede libero accesso alle oltre 1500 riviste di Wiley e all’intero archivio per le circa 700 istituzioni che partecipano al consorzio.
In cambio, Projekt Deal pagherà all’editore una cifra forfettaria di 2750 dollari per ogni pubblicazione sulle sue riviste ibride, per un totale annuo di circa 26 milioni di dollari per 9500 articoli, e riceverà uno sconto del 20% per pubblicare sui titoli completamente ad accesso aperto.

L’accordo, denominato “Publish&Read”, è il primo del genere ed avrà una durata di 3 anni. Prossimo obiettivo di Projekt Deal sarà di abbassare il costo del servizio.

La scelta di rendere pubblici gli aspetti economici dell’accordo rappresenta una novità nel settore ed un notevole passo avanti per il movimento OA, in quanto se in futuro verranno stipulati accordi analoghi, si potranno comparare i costi e conseguentemente trattare, cosa fino ad oggi mai stata possibile.