PlanS: accesso aperto alla ricerca senza se e senza ma!

pLANsIl 4 settembre 2018 Science Europe, l’associazione degli enti finanziatori della ricerca in Europa, con il sostegno della Commissione europea e del Consiglio europeo della ricerca (CER), ha annunciato il lancio di cOAlition S, un’iniziativa per rendere concreto l’accesso aperto immediato alle pubblicazioni scientifiche, proseguendo il processo già avviato dalla Commissione Europea con il programma quadro Horizon2020.
L’iniziativa ruota attorno a Plan S, piano strategico che si articola in un obiettivo
“Dal 1° gennaio 2020 le pubblicazioni scientifiche sui risultati della ricerca finanziata da sovvenzioni pubbliche fornite da consigli di ricerca e organismi di finanziamento nazionali ed europei dovranno essere pubblicate su riviste o piattaforme ad accesso aperto conformi alle indicazioni di Plan S”
e 10 principi tra cui sottolineiamo:

  • Gli autori mantengono il copyright della loro pubblicazione senza restrizioni. Tutte le pubblicazioni devono essere pubblicate con una licenza aperta, preferibilmente la licenza Creative Commons Attribution License CC BY
  • Viene stabilito un tetto massimo alle APC (valido per tutti i paesi europei)
  • Gli enti finanziatori della ricerca pagheranno direttamente le APC; nel caso in cui non esistano ancora riviste o piattaforme ad accesso aperto di qualità in uno specifico ambito, gli enti finanziatori si impegnano a proporre incentivi per la loro creazione
  • I finanziatori chiederanno alle università, agli enti di ricerca e alle biblioteche di allineare le loro politiche e strategie per garantire trasparenza nella contrattazione e acquisizione delle risorse informative
  • Il modello di pubblicazione “ibrido” non sarà preso in considerazione perchè non è conforme ai suddetti principi
  • I finanziatori controlleranno il rispetto dei suddetti principi e ne sanzioneranno il mancato rispetto

Attualmente la coalizione S comprende 13 organizzazioni nazionali di finanziamento della ricerca (in Italia lo ha sottoscritto l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, INFN) che si sono impegnate ad attuare i 10 principi del PlanS. Altri finanziatori di ricerca di tutto il mondo, sia pubblici che privati, sono stati invitati ad unirsi a cOalition S.
Il documento ha suscitato un acceso dibattito in Europa che si può seguire su twitter attraverso #PlanS

Free Journal Network

FJNIl Free Journal Network (FJN) è una iniziativa partita all’inizio del 2018 nell’ambito del movimento dell’Open Access per promuovere le riviste che vengono definite “diamante” o “platino” (riviste che non fanno pagare né abbonamento né tariffe per pubblicare). Nell’ambito delle pubblicazioni che seguono i principi dell’accesso aperto ci sono molte riviste che sono di livello alto e non pongono nessun tipo di barriera finanziaria agli autori di articoli scientifici o ai lettori. Uno degli obiettivi principali di questa iniziativa è quello di aiutare tali riviste a coordinare i loro sforzi per accelerare la creazione di un ecosistema di riviste che coinvolga editori ad accesso aperto “platino” o “diamante” per superare l’offerta delle riviste degli editori commerciali. FJN vuole quindi dimostrare che può esistere una valida alternativa alle riviste degli editori commerciali rappresentata da riviste “professionali” (in termini di qualità) ma, nello stesso tempo, “amatoriali” (solitamente gestite su base volontaria).
Va sottolineato che questo tipo di riviste possono essere molto economiche da gestire (ad esempio la maggior parte del lavoro viene “offerto” dai ricercatori e utilizzano software open source) anche se, ovviamente, non sono a costo zero, per esempio già assegnare un DOI ad un articolo costa 2$.

Per far parte dell’iniziativa, le riviste devono seguire dei criteri piuttosto semplici: devono soddisfare i 5 principi del Fair Open Access, dichiarare pubblicamente la loro appartenenza al Free Journal Network e permettere di pubblicare gli articoli in inglese. In futuro probabilmente sarà richiesta la registrazione nella DOAJ (Directory of Open Access Journals). Le riviste vengono selezionate da un Comitato e, ad oggi, fanno parte del FJN 39 pubblicazioni.

Peeriodicals

peeriodicalsLa scorsa settimana PubPeer, servizio di post publication peer review, ha lanciato un nuovo sito, chiamato Peeriodicals, che permette di creare una rivista online selezionando preprint, o articoli già esistenti, ritenuti interessanti per il proprio ambito di ricerca. Una volta creato un account, la piattaforma Peeriodicals offre tutti gli strumenti necessari per creare e gestire la propria rivista online da soli o collaborando con un comitato editoriale. Nelle intenzioni dei creatori del sito queste nuove riviste, o peeriodicals, dovrebbero essere uno spazio attraverso il quale i ricercatori possano esplorare nuovi approcci alla divulgazione scientifica, in parallelo al tradizionale settore editoriale.
Questa iniziativa si avvicina in parte al concetto degli overlay journals, come Discrete Analysis, e vuole incentivare un diverso modo di pubblicare in cui la selezione e la certificazione della ricerca siano a cura dei ricercatori stessi, soprattutto nella situazione attuale in cui il recente incremento della pubblicazione dei preprint, anche in ambiti diversi dalla fisica e dalla matematica, ha di fatto aumentato la quantità di materiale che può essere reperito in rete che richiede una selezione di tipo qualitativo.

Transparent Transition to Open Access

FAIR oALa Commissione Europea (CE) ha recentemente aperto un bando per la costituzione di una “Open Research Europe Publication Platformal fine di raggiungere l’obiettivo  dell’accesso aperto al 100% nel 2020. 
Il Consorzio TTOA (Transparent Transition to Open Access), un’iniziativa della Fair Open Access Alliance che comprende editori “nativi” ad accesso aperto come PLoS, Open Edition…, editori tradizionali ed editori ad accesso aperto che non fanno pagare gli autori, ha scelto di non partecipare al bando ed ha invece proposto un approccio diverso per gestire la transizione all’accesso aperto totale mantenendo tutte le caratteristiche specificate nel bando della CE che sono:

  • la piattaforma deve essere open source;
  • i costi per la pubblicazione di ciascun articolo devono essere trasparenti;
  • gli autori devono essere esonerati da qualsiasi spesa/costo;
  • tutti i contenuti pubblicati sulla piattaforma devono essere immediatamente e liberamente accessibili a tutti;
  • la piattaforma deve poter integrare la pubblicazione dei risultati della ricerca sponsorizzati da altri finanziatori.

La scelta del consorzio nasce dalla convinzione che la nuova piattaforma, così come proposta dalla CE, si profilerebbe come una sorta di mega-journal che può ospitare contributi di tutte le discipline e vista la riluttanza dei ricercatori a pubblicare su simili piattaforme, offre un portale/piattaforma ad accesso aperto per la pubblicazione di articoli peer reviewed ad accesso aperto.
TTOA sostiene infatti che gli editori Open Access esistenti siano nella posizione migliore per garantire standard di qualità e soddisfare le esigenze della comunità scientifica.
La proposta di TTOA prevede che, dopo aver inviato un articolo ad un portale comune, gli autori debbano indicare, in ordine di preferenza, le riviste in cui sperano che il loro articolo venga pubblicato (tra quelle aderenti all’iniziativa). Utilizzando un sistema  di “portable peer review ” (ad esempio quella offerta da Peerage of Scienceservizio di revisione a cui si rivolgono gli autori di un articolo prima di sottoporlo ad una rivista in particolare)  l’articolo verrà poi indirizzato alla rivista selezionata per la pubblicazione.
Il portale e la piattaforma di pubblicazione saranno finanziati dalle organizzazioni che finanziano la ricerca, mentre la peer-review e il controllo di qualità saranno effettuati dalle riviste degli editori partecipanti. La tariffa media massima di pubblicazione sarà di € 1400 ad articolo (senza costi aggiuntivi per gli autori) offrendo di fatto una notevole riduzione dei costi di pubblicazione rispetto agli attuali € 3800 – € 5000 per articolo.
La proposta del consorzio TTOA, accolta favorevolmente dalla CE, potrebbe modificare drasticamente la tabella di marcia prevista dalla Commissione europea per il raggiungimento dell’accesso aperto totale nel 2020.

ResearchGate scende a patti con gli editori scientifici?

resgateResearchGate (RG) ha annunciato pochi giorni fa di aver raggiunto un accordo con gli editori Springer Nature, Cambridge University Press e Thieme per collaborare alla condivisione di articoli, proteggendo sia i diritti degli autori sia degli editori, tentando di risolvere, almeno in parte, le controversie sul diritto d’autore tra la piattaforma e gli editori. L’accordo, infatti, sembra essere conseguenza della polemica dello scorso anno quando l’International Association of Scientific,Technical and Medical Publishers (STM),  aveva chiesto formalmente a RG di migliorare la comunicazione con i propri utenti sulle politiche di condivisione degli articoli alla luce del fatto che molti articoli condivisi sulla piattaforma infrangono il copyright.

L’accordo prevede un processo di notifica da parte degli editori delle violazioni del copyright a RG che a sua volta si impegna a garantire la rimozione immediata di quei contenuti. RG collaborerà inoltre con gli editori per informare i propri utenti su quale materiale possono liberamente condividere sulla piattaforma.
Gli editori avranno una maggiore consapevolezza di quando e dove il loro materiale viene condiviso, ma, secondo l’accordo, non saranno in grado di bloccare o filtrare preventivamente gli studi che vengono caricati su RG. Quest’ultima clausola ha sollevato reazioni negative da parte di altri colossi dell’editoria scientifica, in particolare Elsevier e l’American Chemical Society, che vogliono spingere RG ad assumersi la responsabilità di esaminare gli articoli prima che vengano pubblicati sulla piattaforma.

How to get the pdf?

how_to_get_the_pdfSegnaliamo un’interessante infografica, realizzata dal Consorzio delle biblioteche delle università olandesi, dove vengono segnalati tutti i servizi disponibili in rete che cercano la versione ad accesso aperto degli articoli accessibili solo tramite abbonamento.

Alcuni di questi li abbiamo già segnalati su questo blog, questa infografica li raccoglie tutti insieme unitamente ad una breve ed efficace informativa e rappresenta senz’altro un utile strumento per diffondere l’utilizzo di questi servizi e per promuovere la cultura dell’accesso aperto.

 

11 mosse per trasformare velocemente il proprio articolo in un blog post

blogI blog, e più in generale i social media, offrono la possibilità di ampliare moltissimo la platea di potenziali lettori di un articolo scientifico, garantendogli una visibilità che va ben oltre il contesto strettamente accademico e disciplinare.

L’autore del post che proponiamo oggi, si chiede un po’ provocatoriamente, per quale motivo molti ricercatori, dopo aver speso mesi/anni per pubblicare un articolo, non spendono ancora poco del loro tempo per estrarne un riassunto da pubblicare su uno dei tanti aggregatori di blog e sfruttare le capacità di disseminazione che questo strumento offre.

Ricavare un post dal proprio articolo scientifico può essere un’operazione veloce se seguiamo questi 11 step proposti dall’autore:

  1. Riassumi il tuo articolo in massimo 1000 parole
  2. Elimina la parte relativa alla metodologia (a meno che non sia innovativa)
  3. Elimina la parte relativa alla revisione della letteratura e alla discussione dei risultati
  4. Scrivi un titolo -max 140 caratteri- che racconti la tua ricerca (che può diventare un tweet)
  5. Inserisci un paragrafo “trailer” per descrivere il contenuto e il messaggio chiave 
  6. Esponi i risultati, a quali conclusioni o scoperte porta il tuo lavoro. Questa è la parte centrale del post, deve attirare l’attenzione del lettore e mantenerla viva andando subito al punto!
  7. Quando possibile inserisci una tabella o un grafico (mai più di 4) ben spiegati. Limitati ai dati essenziali e usa i colori!
  8. Non pensare che i lettori capiscano il tuo messaggio senza spiegazioni: limita il più possibile un linguaggio troppo tecnico (e nel caso spiega i termini), fai attenzione agli acronimi e non scrivere paragrafi troppo lunghi. Le referenze devono essere linkate al testo
  9. Prova a concludere il post in modo interessante, con una frase ad effetto che riassume il messaggio principale
  10. Alla fine del post scrivi il titolo completo del tuo articolo e linkalo al full-text, possibilmente ad accesso aperto
  11. Concludi con una breve nota biografica completa di eventuali account Twitter, Facebook o email