La Commissione europea prova ad accelerare verso l’accesso aperto totale

CEE’ della settimana scorsa la proposta della Commissione Europea (CE) che prevede per il prossimo programma a lungo termine di finanziamento della ricerca la soppressione dei finanziamenti per il pagamento delle article processing charge (APC) per gli articoli pubblicati sui periodici cosiddetti ibridi.
Attualmente la CE richiede che i lavori da lei finanziati siano liberamente accessibili tramite periodici ad accesso aperto, inclusi gli ibridi, o in alternativa attraverso la cosiddetta via verde che implica l’archiviazione di un articolo a pagamento in un archivio aperto.
Horizon Europe, il programma di finanziamento della ricerca e dell’innovazione, pagherà le APC solo ed esclusivamente per “purely open access venues”, cioè riviste che sono completamente ad accesso aperto.
La Commissione Europea sta abbandonando il proprio sostegno alle riviste ibride perché “al momento non sembrano sostenere una transizione verso modelli di pubblicazione ad accesso aperto”, e, qualora la proposta venisse approvata, potrebbe impedire ai ricercatori di pubblicare nei periodici che loro considerano di prima scelta.

La mossa della Commissione costringerà i ricercatori che ricevono finanziamenti da Horizon Europe a pubblicare solo in riviste ad accesso aperto o ad autoarchiviare i propri lavori in archivi ad accesso aperto attraverso il modello verde se vogliono che il programma sostenga i costi necessari per la pubblicazione.
Nel caso in cui questa risoluzione venga presa, la CE dovrà affrontare il problema della valutazione dei risultati della ricerca tenendo conto del fatto che una gran parte delle riviste di alto prestigio sono ibride.

La Commissione Europea e l’accesso aperto

openaccessBibliosan20La Commissione Europea, principale finanziatore della ricerca in Europa, sta pensando di seguire l’esempio di altri due importanti enti, il Wellcome Trust e la Bill & Melinda Gates Foundation, nel creare una piattaforma dove i ricercatori che hanno ricevuto un finanziamento potranno pubblicare e condividere i risultati della propria attività di ricerca. Questa iniziativa potrebbe essere un primo passo verso l’ambizioso piano, proposto dai leader europei lo scorso anno, di rendere ad accesso aperto entro il 2020 tutti i lavori pubblicati grazie a finanziamenti europei. L’idea, che al momento è solo una dichiarazione di intenti, è stata accolta favorevolmente anche se, giustamente, è stato sottolineato che bisognerebbe cercare di superare uno degli ostacoli più grossi alla diffusione di una cultura dell’open access: ad oggi, nell’ambito della ricerca, i posti di lavoro, le sovvenzioni e le promozioni tendono ancora a dipendere pesantemente da quanti lavori vengono pubblicati in riviste con un alto impact factor. Negli Stati Uniti, in relazione a questa problematica, l’NIH ha appena annunciato che permetterà ai ricercatori di includere i preprint ed i lavori non ancora pubblicati nelle richieste di finanziamento.