Le Article Level Metrics (ALM) di PLoS vanno in pensione

donutPublic Library of Science (PLoS) è stato il primo editore scientifico a proporre l’uso di metriche che fossero alternative e complementari alle metriche tradizionali utilizzate per valutare la produzione scientifica implementando, nel 2009, la piattaforma ALM (Article Level Metrics). 

Da allora, il movimento che ha poi nel tempo appoggiato l’uso delle metriche alternative (le cosiddette altmetrics) ha avuto un tale successo che al suo interno sono nati vari fornitori specializzati nella raccolta e nella cura di metriche relative a come i risultati della ricerca vengono utilizzati e discussi. Altmetric, in particolare, ha superato di gran lunga la portata e le capacità delle ALM e PLoS ha deciso di non tracciare più personalmente le metriche relative ai propri articoli e di affidarsi a quello che è ormai considerato il fornitore di metriche alternative più importante sul mercato.

A partire dalla scorsa settimana, quindi, tutti i dati relativi ai singoli articoli visualizzati sotto la dicitura “Metrics” e “Media coverage” riportano i dati di Altmetric.

Compass to publish

CompassL’Università di Liegi ha creato uno strumento, Compass to publish, attualmente in beta, per aiutare la comunità scientifica a comprendere meglio il problema dei predatory publishers tramite la valutazione del grado di affidabilità di una rivista Open Access che chieda il pagamento delle APC per pubblicare.

I ricercatori sono invitati a rispondere a una serie di domande (26) sulla rivista sulla quale intendono pubblicare e, a seconda delle risposte fornite, verrà loro indicato il grado di affidabilità della rivista: dal rosso brillante per le riviste ad alto rischio al verde scuro per le riviste che non mostrano comportamenti ingannevoli.

Il risultato si basa su punteggi dati alle risposte alle domande che vanno a stabilire il grado di autenticità della rivista che può andare da -20 (rivista sicuramente predatoria) a +20 (nessun sospetto di comportamento ingannevole), non pretende di offrire una valutazione formale in pochi click ma mira a coinvolgere i ricercatori in un processo critico e analitico. Per ogni domanda, infatti, il sistema ha predisposto link diretti per andare immediatamente ad approfondire la questione e verificare la risposta corretta.

Per chi vuole approfondire, sul sito viene spiegata, nei minimi dettagli, tutta la griglia metodologica che è alla base di Compass to publish.

scite: nuovo plug-in per Zotero

Zotero, strumento per la gestione dei riferimenti bibliografici open source (RMS), si è recentemente dotato di un nuovo plug-in: scite

scite è una piattaforma che aiuta a valutare e scoprire articoli scientifici grazie alle smart citations, citazioni che non si limitano ad indicare quante volte un articolo viene citato, ma forniscono anche il contesto ed il significato di ciascuna citazione, ad esempio se fornisce prove a sostegno o, al contrario, che contraddicono i risultati dell’articolo citato. 

Lo sviluppo del plug-in scite per Zotero rende ora molto facile verificare come vengono citati gli articoli presenti nella propria libreria e vedere a colpo d’occhio se sono stati supportati, contestati o semplicemente menzionati da altri articoli. 

Per ogni articolo presente nella propria libreria, Zotero scite produce inoltre dei report nei quali le citazioni ricevute possono essere filtrate per classificazione (a supporto, contestazione o sola menzione), parola chiave, posizione nell’articolo (introduzione, metodi, risultati, ecc.) o tipo di articolo (journal article, preprint, libro, capitolo di libro, ecc.).

E’ online la nuova versione del database Sherpa Romeo

Sherpa RomeoIl 18 giugno Jisc ha rilasciato una nuova versione di Sherpa Romeo, risorsa online che aggrega e analizza le politiche di accesso aperto degli editori di tutto il mondo, insieme a Sherpa Fact, servizio che fornisce ai ricercatori chiare indicazioni sulla conformità delle riviste alle politiche di accesso aperto di un ente finanziatore.

In questa nuova versione sono stati apportati cambiamenti che migliorano l’usabilità complessiva del database, tra cui un’interfaccia più moderna con un migliore supporto per i dispositivi mobili, un miglioramento delle funzioni di ricerca e navigazione che rende più veloce il recupero delle informazioni di cui si ha bisogno, un nuovo layout di presentazione dei risultati che semplifica la comprensione delle diverse politiche degli editori e una rappresentazione grafica chiara e semplice per presentare le varie opzioni offerte.

Una novità che non è passata inosservata è che gli editori non sono più classificati secondo i famosi colori Romeo, questo perché le politiche editoriali negli ultimi anni sono divenute troppo complesse e quindi non più rappresentabili da semplici colori.

La vecchia versione rimarrà ancora visibile online fino al 31 luglio.

Un nuovo modo per condividere i propri lavori: shareyourpaper.org

shareyourpaperL’associazione no-profit Open Access Button, in collaborazione con la biblioteca dell’Università statale del Montana, ha creato una piattaforma per rendere estremamente semplice condividere i propri lavori in maniera legale tramite l’autoarchiviazione: shareyourpaper.org.

Alla base dell’idea di questa piattaforma, attualmente ancora in versione beta, c’è la volontà di automatizzare il flusso di lavoro richiesto dall’autoarchiviazione per semplificare il più possibile il lavoro degli autori, o di chi carica il lavoro per loro, completando moduli, controllando ciò che è possibile archiviare legalmente tramite Sherpa/Romeo e verificando che venga condivisa la versione permessa del lavoro. 

Gli autori devono semplicemente collegarsi a shareyourpaper.org e caricare il DOI relativo al proprio lavoro per permettere al sistema di fare una ricerca e stabilire cosa è possibile fare con il documento in questione. Una volta che il sistema dà il via libera alla condivisione, devono caricare la versione che intendono condividere ed il sistema provvederà a controllare se è la versione corretta e a produrre istantaneamente un link al testo, liberamente accessibile e visualizzabile su Google Scholar, Web of Science, Zenodo, un proprio sito personale ed altro.

Unsub

unsubUnpaywall journals, il servizio creato dal gruppo di Our Research (i cui fondatori sono Jason Priem ed Heather Piwowar) per aiutare i bibliotecari a gestire al meglio i propri abbonamenti ai periodici sostituendo i costosi Big Deal con raccolte più piccole e personalizzate di titoli, ha cambiato nome: unsub. Il cambiamento del nome è stato deciso a causa di alcune importanti modifiche apportate a questo strumento, prima fra tutte l’aggiunta di ulteriori risorse su cui fa affidamento il servizio (prima era solo Unpaywall). Altra motivazione è stata che lo scopo di unsub ora è principalmente quello di supportare in maniera attiva la chiusura ragionata degli abbonamenti per favorire un accesso più mirato ai bisogni dell’utenza delle biblioteche.

Per saperne di più si può fare un tour online di unsub su Vimeo

Nuove funzioni per gli strumenti di scrittura condivisa

d41586-020-00916-6_17834142E’ stato da poco pubblicato sulla rivista Nature un interessante articolo, Synchronized editing: the future of collaborative writing, che elenca e descrive alcune nuove funzioni legate agli strumenti di scrittura condivisa (strumenti che consentono a gruppi di ricercatori di elaborare documenti scientifici da remoto e in maniera collettiva).

A differenza di Google Docs, forse lo strumento di scrittura condivisa più conosciuto, gli strumenti di cui si parla nell’articolo hanno funzionalità molto avanzate e specifiche per la comunità della ricerca e, ad esempio:

  • supportano LaTeX, il linguaggio preferito da fisici, matematici e scienziati informatici (Authorea e Overleaf )
  • gestiscono i riferimenti bibliografici (Authorea, ad esempio, ha un pulsante “cita” che consente agli utenti di effettuare ricerche su PubMed o CrossRef o di inserire articoli tramite DOI o URL; Manubot ha una funzionalità per creare bibliografie usando un DOI, un identificatore arXiv o un URL senza bisogno di un riferimento bibliografico)
  • supportano la gestione di codici e di dati (con Authorea e Manuscripts.io gli autori possono incorporare ed eseguire codici software nei propri articoli o raggruppare le figure insieme ai dati che sono stati utilizzati per crearle)
  • prevedono la possibilità di inviare direttamente gli articoli a riviste e archivi di preprint (Authorea, ad esempio, consente agli autori di inviare direttamente i propri articoli a circa 41 riviste e archivi di preprint)

Anche per quanto riguarda Google Docs, si stanno studiando nuovi strumenti utili alla sua implementazione, un esempio è un plug-in, creato da Stencila, che consente agli autori di inserire nei documenti blocchi di codice eseguibili, tabelle di dati ed equazioni.

Nuova risorsa su Think, Check, Submit

thinkchecksubmitThink, Check, Submit, iniziativa nata per aiutare i ricercatori a scegliere le riviste più adatte dove pubblicare i propri lavori e a non finir preda dei predatory publishers, ha annunciato di aver aggiunto sul proprio sito una nuova risorsa: una checklist specifica per chi vuole verificare l’affidabilità di un editore di monografie. 

In linea con le raccomandazioni già offerte dalla famosa checklist per le riviste (tradotta anche in italiano), questa  lista di controllo per le monografie presenta una serie di domande che un ricercatore dovrebbe porsi prima di sottoporre il proprio lavoro ad un editore in modo da essere sicuro della sua affidabilità, ad esempio se fa parte di qualche associazione riconosciuta come il Committee on Publication Ethics (COPE) o, se è ad accesso aperto, se le sue monografie sono indicizzate nella Directory of Open Access Books (DOAB).

WHO COVID-19 Database

whoLa scorsa settimana l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato una nuova e più potente interfaccia di ricerca del WHO COVID-19 Database, banca dati che raccoglie la letteratura internazionale pubblicata relativa al Covid-19.

Questo strumento si affianca ai numerosi database nati con finalità analoghe, quali ad esempio CORD-19 dell’Allen Institute for AI o LitCovid della NLM, ma si caratterizza per la particolare attenzione che pone nell’identificazione della letteratura di tutto il mondo e ad oggi rappresenta una fonte multilingue completa della letteratura corrente sull’argomento.

Il database viene aggiornato quotidianamente dal lunedì al venerdì, attraverso ricerche nei database bibliografici e ricerche manuali. Per ottenere questa prospettiva globale vengono utilizzate più strategie di ricerca in continua revisione.

CORD-19

cord-19In risposta alla pandemia di COVID-19, l’Allen Institute for AI ha collaborato con alcuni importanti gruppi di ricerca per preparare e distribuire il COVID-19 Open Research Dataset (CORD-19), risorsa gratuita che ad oggi archivia oltre 45.000 articoli accademici, di cui oltre 33.000 con testo completo, e relativi dati, su COVID-19, SARS-CoV-2 ed i coronavirus in generale.

Questo database viene aggiornato settimanalmente, man mano che nuovi articoli vengono revisionati e pubblicati su riviste scientifiche e man mano che nuovi preprint vengono caricati su bioRxiv, medRxiv ed altri archivi ad accesso aperto.

Sul sito è possibile sia fare delle ricerche tramite il CORD-19 Explorer (abbastanza semplice, nella pagina è presente anche un elenco di strumenti che permettono una ricerca più estensiva) sia scaricare localmente tutto il set di dati per fare data e text mining, principale attrattiva del sito.