Peeriodicals

peeriodicalsLa scorsa settimana PubPeer, servizio di post publication peer review, ha lanciato un nuovo sito, chiamato Peeriodicals, che permette di creare una rivista online selezionando preprint, o articoli già esistenti, ritenuti interessanti per il proprio ambito di ricerca. Una volta creato un account, la piattaforma Peeriodicals offre tutti gli strumenti necessari per creare e gestire la propria rivista online da soli o collaborando con un comitato editoriale. Nelle intenzioni dei creatori del sito queste nuove riviste, o peeriodicals, dovrebbero essere uno spazio attraverso il quale i ricercatori possano esplorare nuovi approcci alla divulgazione scientifica, in parallelo al tradizionale settore editoriale.
Questa iniziativa si avvicina in parte al concetto degli overlay journals, come Discrete Analysis, e vuole incentivare un diverso modo di pubblicare in cui la selezione e la certificazione della ricerca siano a cura dei ricercatori stessi, soprattutto nella situazione attuale in cui il recente incremento della pubblicazione dei preprint, anche in ambiti diversi dalla fisica e dalla matematica, ha di fatto aumentato la quantità di materiale che può essere reperito in rete che richiede una selezione di tipo qualitativo.

Think, Check, Attend

TCAttend
Negli ultimi tempi, i ricercatori hanno cominciato a ricevere un numero crescente di inviti a partecipare a vario titolo a conferenze che, in realtà, sono un mezzo utilizzato dagli editori predatori per fare soldi tramite le tariffe di iscrizione. A volte, queste conferenze vengono inspiegabilmente cancellate ma i soldi dell’iscrizione non restituiti, in altri casi le conferenze sono ben lontane dagli eventi internazionali di alto profilo che avrebbero dovuto essere.

Per aiutare i ricercatori a decidere se partecipare o presentare un proprio lavoro ad una conferenza è nata una nuova iniziativa chiamata Think Check Attend. Seguendo la stessa metodologia di Think Check Submit, iniziativa gemella nata qualche anno fa per aiutare i ricercatori a identificare le riviste dove pubblicare articoli, Think Check Attend fornisce delle linee guida che aiutano i ricercatori a distinguere tra un’autentica conferenza e una da evitare e si basa su una semplice lista di controllo che i ricercatori possono seguire per scegliere la conferenza giusta a cui partecipare e/o presentare un lavoro. Sul sito web appositamente creato viene quindi presentato un approccio in 3 fasi che incoraggia gli accademici a “Pensare” (Think) al problema posto da conferenze predatorie o di scarsa qualità, a “Controllare” (Check) la validità di una conferenza con una serie di domande e “Partecipare” (Attend) solo se la conferenza aderisce alle caratteristiche di una conferenza legittima.
All’interno del sito è presente anche un “Conference checker” che aiuta a valutare una conferenza tramite una procedura guidata.

OA Button lancia nuovi servizi per la fornitura dei documenti

openaccessbuttonL’Open Access Button ha recentemente aggiunto nuove importanti funzionalità per facilitare e migliorare il servizio di fornitura dei documenti e contribuire ad un risparmio in termini di tempo e costi per le biblioteche che offrono questo servizio.
Le nuove funzioni, che possono integrarsi con il sistema di fornitura dei documenti utilizzato, sono:
DeliverOA (per i bibliotecari)
Trova versioni di articoli di accesso aperto e le consegna direttamente all’interno del programma utilizzato per il servizio di fornitura dei documenti. Rende in questo modo semplice offrire ai ricercatori l’eventuale versione ad accesso aperto degli articoli a pagamento di cui hanno bisogno.
OAsheet (per i bibliotecari)
Permette di trovare molti articoli ad accesso aperto contemporaneamente inviando a OA Button una lista di articoli di cui si vuole cercare l’eventuale versione ad accesso aperto.
Embed OA (per gli utenti)
Permette di integrare all’interno del sito della biblioteca la barra di ricerca (attraverso DOI, URL o titolo) che consente agli utenti di trovare versioni ad accesso aperto di articoli a pagamento utilizzando fonti accreditate.

L’integrazione dell’OA Button con il servizio di fornitura dei documenti contribuisce alla causa dell’Open Access in quanto incoraggia gli autori a depositare i propri lavori negli archivi aperti e al tempo stesso li sensibilizza sull’importanza della condivisione del sapere al fine di garantire la circolazione della conoscenza.

L’ultimo esperimento di Google: Talk to books

talk-to-book-Segnaliamo l’ultimo, interessante esperimento di Google relativo alla ricerca semantica e all’Intelligenza Artificiale (AI): Talk to Books. Questo strumento può essere definito come un motore di ricerca che si basa sulla capacità dell’AI di comprendere il linguaggio umano naturale.
Digitando una domanda o un’affermazione (non delle parole chiave), lo strumento esamina ogni frase negli oltre 100.000 libri archiviati in Google Books per trovare la risposta che probabilmente avrebbe dato una persona se si fosse trattato di una conversazione. La frase di risposta è mostrata in grassetto ed è riportata insieme alla parte del testo da cui è stata estrapolata in modo da fornire un contesto.
I risultati possono essere più o meno pertinenti ma l’obiettivo di Talk to Books, in questa fase iniziale, è di testare la capacità dello strumento di elaborare delle risposte che suonino come la risposta che un essere umano potrebbe dare durante una conversazione.
Al momento Talk to Books comprende solo la lingua inglese.

Kopernio e Web of Science

kopernioIl 10 aprile Clarivate Analytics ha annunciato di aver acquisito Kopernio, che a breve verrà integrato con Web of Science. Kopernio, creato nel 2017, è un plug-in già disponibile gratuitamente che rende più semplice per i ricercatori trovare gli articoli in quanto oltre a permettere di recuperare online versioni gratuite di articoli a pagamento, rileva automaticamente quali sottoscrizioni individuali o istituzionali un utente già possiede facilitando notevolmente l’accesso all’articolo.

Una delle difficoltà che spesso lamentano i ricercatori è infatti legata proprio ai complicati processi di accesso (siti diversi, troppi link) necessari per scaricare un articolo pur essendo abbonati. Uno studio del 2016 dell’Università di Utrecht ha rilevato che ben il 75% degli articoli scaricati illegalmente dai loro ricercatori attraverso Sci-Hub era accessibile legalmente grazie agli abbonamenti sottoscritti dall’università.

Questo nuovo accordo mette in evidenza la crescente consapevolezza che per combattere la pirateria nell’editoria scientifica, gli editori devono apportare modifiche radicali al modo in cui i ricercatori cercano e accedono agli articoli, migliorando l’accesso globale alla conoscenza scientifica.

In cammino verso l’accesso aperto

PathwaystoOpenAccess

Le biblioteche della University of California hanno recentemente pubblicato un interessante documentoPathways to Open Accessper guidare la transizione dall’attuale modello di pubblicazione basato su abbonamento a modelli di finanziamento di accesso aperto (OA), al fine garantire il più ampio accesso possibile alla documentazione scientifico accademica che oggi è sempre più costosa e di difficile accesso. Il documento analizza i diversi modelli per il raggiungimento dell’accesso aperto (Green Open Access, Gold-APC e Gold-non-APC) e le strategie attuabili per sviluppare ciascun modello.
Per ogni modello di accesso aperto vengono analizzati:

  • Caratteristiche principali del modello
  • Prevalenza e impatto
  • Strategie necessarie per la sua realizzazione
  • Sfide e opportunità

Dopo aver analizzato i tre diversi modelli, il documento individua per ognuno di questi una serie di azioni concrete che le biblioteche possono intraprendere al fine di realizzare l’accesso aperto.
Il documento, nel suo complesso, rappresenta uno strumento molto concreto, una vera e propria guida che può essere utilizzata da tutte quelle istituzioni che sono interessate ad intraprendere il passaggio, anche graduale, all’accesso aperto per trasformare la comunicazione scientifico/accademica in un sistema economicamente sostenibile.

 

How to get the pdf?

how_to_get_the_pdfSegnaliamo un’interessante infografica, realizzata dal Consorzio delle biblioteche delle università olandesi, dove vengono segnalati tutti i servizi disponibili in rete che cercano la versione ad accesso aperto degli articoli accessibili solo tramite abbonamento.

Alcuni di questi li abbiamo già segnalati su questo blog, questa infografica li raccoglie tutti insieme unitamente ad una breve ed efficace informativa e rappresenta senz’altro un utile strumento per diffondere l’utilizzo di questi servizi e per promuovere la cultura dell’accesso aperto.