8 mosse per disintossicarsi dall’Impact Factor

RecreateditawhileagohavefunSegnaliamo un divertente post recentemente pubblicato da ScienceOpen sull’uso sbagliato da parte del mondo scientifico-accademico dell’Impact Factor (IF). Il post sottolinea che tutti i protagonisti coinvolti nella comunicazione scientifica (autori, editori e finanziatori) hanno una parte di responsabilità in questo meccanismo contorto per il quale, nonostante la diffusa consapevolezza dell’errato uso che si fa dell’IF, esso continua ad essere utilizzato come elemento principale per la valutazione della ricerca. Il post utilizza la metafora dell’IF visto come una dipendenza per i ricercatori e, giocando con questa metafora, propone 8 mosse per liberarsene:

1 Detox on the Leiden Manifesto: invito all’adozione da parte delle istituzioni e dei finanziatori della ricerca dei principi esposti nel Leiden Manifesto

2 Take a DORA nicotine patch: invito a non utilizzare le metriche basate sui periodici per la valutazione della ricerca ma piuttosto valutare la ricerca per i propri meriti ed esplorare nuove metriche

3 Attend “objective evaluation” clinics and bathe in a sea of metrics: invito a basare la valutazione della ricerca sulla peer review e sugli indicatori qualitativi ed usare le metriche quantitative solo come elemento supplementare

4 Vape your way to a deeper understanding of impact factors: capire i limiti dell’IF per poterlo “combattere” efficacemente

5 Chew on the gummy content of the paper: quando possibile, affidarsi alla lettura dell’articolo per la sua valutazione

6 Just quit. Go cold turkey: impegnarsi a non soccombere più alle lusinghe dell’IF

7 Don’t hang around other impact factor junkies:  non collaborare con chi è ancora soggiogato dall’IF

8 Take a metadone hit of sweet sweet altmetrics : invito ad affidarsi alle altmetrics che, offrendo una visione molto precisa sul modo in cui viene riutilizzata la ricerca online, rappresentano un’ottima alternativa nella valutazione della ricerca

Kudos

kudos

Kudos è un servizio online che offre gratuitamente ai ricercatori (e con membership alle loro istituzioni) uno strumento per monitorare e massimizzare la visibilità e l’impatto del proprio lavoro. Come funziona? Una volta che il ricercatore si è registrato e ha aggiunto le proprie pubblicazioni al profilo che ha creato, ha la possibilità di aggiungere materiali extra quali commenti/spiegazioni, dati, link a post che ne parlano, in modo da contestualizzare la propria ricerca ed enfatizzare il suo valore nel tempo. Le informazioni possono anche essere condivise automaticamente sui social network. I ricercatori poi possono anche monitorare i dati relativi all’impatto delle proprie pubblicazioni tramite le altmetrics e, grazie ad un accordo con Thomson Reuters, i dati relativi alle citazioni scaricati da Web of Science. Kudos vuole anche essere uno strumento a supporto dei ricercatori per selezionare velocemente, grazie ai materiali extra allegati alle pubblicazioni, le pubblicazioni di interesse tra le tante disponibili online. Il servizio è stato lanciato ad aprile 2014 e già oltre 35.000 ricercatori lo utilizzano.

Leiden Manifesto

Leiden1La misurazione dell’impatto della ricerca scientifica ai fini della sua valutazione è da sempre tema complesso e controverso. Le attuali modalità di misurazione incentrate sulla valutazione quantitativa sono state messe in discussione da più parti. L’ultima iniziativa in questa direzione è nata in occasione dell’ International Conference on Science and Technology Indicators (STI 2014) tenutasi a Leiden, dedicata al tema della valutazione, dalla quale è scaturito il Leiden Manifesto for Research Metrics.

In questa occasione scienziati e ricercatori si sono espressamente rivolti a coloro che sono preposti alla valutazione della ricerca elaborando una serie di raccomandazioni nel tentativo di arginare gli usi scorretti e gli abusi di utilizzo di metriche e indicatori. Il Manifesto contiene 10 raccomandazioni che, pur essendo note, troppo spesso non vengono prese in considerazione nella fase valutativa. In particolare si consiglia di utilizzare l’analisi quantitativa a supporto di quella qualitativa, essere trasparenti, permettere ai valutati di verificare i dati, tenere conto delle differenze tra aree disciplinari nelle pratiche di pubblicazione e citazione e verificare regolarmente la qualità degli indicatori.

DORA avvia l’iniziativa JIF-less per migliorare la valutazione della ricerca

Dorabibliosan20A pochi giorni dalla pubblicazione del Journal Citation Reports 2013 gli organizzatori della San Francisco Declaration on Research Assessment (DORA), hanno promosso uno spazio del proprio sito web dove vengono illustrati esempi di buone pratiche JIF-less in cui viene messa al primo posto l’attività di ricerca indipendentemente da dove vengono pubblicati i suoi risultati. Questa iniziativa consentirà di realizzare una banca dati di buone pratiche e suggerimenti per migliorare la valutazione della ricerca alla quale tutti sono invitati a partecipareLe pubblicazioni di Bibliosan 2.0 riprenderanno a settembre, buone vacanze a tutti.

Predatory Metrics


SchloarlyOA
Jeffrey Beall segnala in un post del suo blog Scholarly Open Access alcune aziende che propongono servizi di calcolo dell’impatto delle riviste sulla base di false metriche.
Secondo Beall, queste società sfruttano il fenomeno dei predatory publishers, che pubblicizzano riviste senza IF, per promuovere nuovi indici d’impatto basati su calcoli non attendibili. Solitamente, afferma Beall, queste società si basano (o affermano di basarsi) su citazioni prese da Google Scholar che, non effettuando uno screening qualitativo nell’indicizzare la letteratura online, include anche i cosidetti predatory journals.

Impatto della ricerca: una guida delle Biblioteche dell’Università di Sydney

Bibliosan2.0SidneySegnaliamo un’accattivante infografica sull’impatto della ricerca creata dalle biblioteche dell’Università di Sydney per i propri utenti. Strutturata sotto forma di domande/risposte suddivise in tre categorie – My research impact, Publishing for impact e Research communication –  risponde a quelli che sono i quesiti che maggiormente i ricercatori si pongono sull’argomento, ad esempio come aumentare l’impatto dei propri lavori o come calcolare il proprio h-index.