Altmetrics 7:AM conference

7AM

Quest’anno la settima conferenza Altmetrics, a causa dell’emergenza relativa al Covid-19 che non permette ancora di programmare eventi di questo tipo in presenza, si svolgerà direttamente online il 21 e 28 ottobre. 

E’ già possibile registrarsi alla conferenza, quest’anno gratuita, e, se interessati, fino a mercoledì 15 luglio si può proporre alternativamente una presentazione di 20 minuti, di 5 minuti o una intera sessione (qui si trovano gli argomenti che saranno affrontati durante la conferenza e il link per la proposta). 

Con questo post vi auguriamo buone vacanze, ci ritroviamo a settembre!

Covid-19 Shows That Scientific Journals Need to Open Up

open_access_for_researchersUn importante cambiamento causato dalla pandemia da Covid-19 è stata la disponibilità da parte dei maggiori editori scientifici a garantire il libero accesso alla quasi totalità degli articoli pubblicati sul nuovo virus, normalmente accessibili solamente tramite abbonamento.
Cosa accadrà alla comunicazione scientifica con la fine della pandemia? Si pagherà nuovamente o gli editori manterranno questa posizione?

Se lo chiede in un lungo e interessante articolo Covid-19 Shows That Scientific Journals Need to Open Up pubblicato su Bloomberg Opinion Justin Fox, che, ripercorrendo la storia delle riviste scientifiche dalle origini, racconta come si è arrivati allo status quo e dove sta andando oggi l’industria dell’editoria scientifica.

Fox sostiene che il Covid-19 abbia solo accelerato il complesso passaggio da un sistema di comunicazione scientifica per lo più chiuso ad uno per lo più aperto, per il quale accademici, governi e organizzazioni no profit stanno lavorando da decenni, e che difficilmente si potrà tornare indietro.
Se fino ad oggi mantenere la ricerca dietro paywalls è stato proficuo, ora gli editori devono trovare un nuovo approccio ed abbracciare la scienza aperta, come la pandemia da Covid-19 ha evidenziato, ma non mancheranno conseguenze.
La più perversa di queste conseguenze, dal punto di vista di molti sostenitori dell’accesso aperto, sarà un aumento del potere e dei profitti dei grandi editori commerciali che infatti nel frattempo hanno acquistato server di preprint, social network accademici, piattaforme di hosting di riviste, strumenti di valutazione della ricerca e altri servizi al fine di rendersi essenziali per il mondo accademico.

E’ online la nuova versione del database Sherpa Romeo

Sherpa RomeoIl 18 giugno Jisc ha rilasciato una nuova versione di Sherpa Romeo, risorsa online che aggrega e analizza le politiche di accesso aperto degli editori di tutto il mondo, insieme a Sherpa Fact, servizio che fornisce ai ricercatori chiare indicazioni sulla conformità delle riviste alle politiche di accesso aperto di un ente finanziatore.

In questa nuova versione sono stati apportati cambiamenti che migliorano l’usabilità complessiva del database, tra cui un’interfaccia più moderna con un migliore supporto per i dispositivi mobili, un miglioramento delle funzioni di ricerca e navigazione che rende più veloce il recupero delle informazioni di cui si ha bisogno, un nuovo layout di presentazione dei risultati che semplifica la comprensione delle diverse politiche degli editori e una rappresentazione grafica chiara e semplice per presentare le varie opzioni offerte.

Una novità che non è passata inosservata è che gli editori non sono più classificati secondo i famosi colori Romeo, questo perché le politiche editoriali negli ultimi anni sono divenute troppo complesse e quindi non più rappresentabili da semplici colori.

La vecchia versione rimarrà ancora visibile online fino al 31 luglio.

Open Science, Open Access FAIR data, EOSC, webinar in collaborazione con OpenAIRE

OPAIREInizia domani un corso online su Open Science, Open Access, dati FAIR e European Open Science Cloud, organizzato da OpenAIRE, in collaborazione con l’Unità di progetto Formazione dell’Università di Torino. Docente: Elena Giglia dell’Università di Torino, Unità di progetto Open Access.

Il corso prevede tre incontri (19, 22 e 25 giugno) da due ore ciascuno in cui si affronteranno:

– la crisi dell’attuale modello di comunicazione scientifica e l’alternativa Open, con gli strumenti per aprire ogni passo del ciclo della ricerca 

– l’Open Access in pratica, con una panoramica sulle politiche europee per testi e dati, e sulla European Open Science Cloud

– come gestire i dati della ricerca, come renderli FAIR e come aprirli, se e quando possibile

Il primo incontro si terrà domani, venerdì 19 giugno alle ore 10:00:
LA CRISI DELLA COMUNICAZIONE SCIENTIFICA E L’ALTERNATIVA OPEN

2 incontro: OPEN ACCESS E POLITICHE EUROPEE
Lunedì 22 giugno alle 14.00 

3 incontro: DATI DELLA RICERCA, DATI FAIR, DATI OPEN (E COME SCRIVERE UN DATA MANAGEMENT PLAN)
Giovedì 25 giugno 25 alle 14.00

I link alle sessioni Webex sono alla pagina:
https://www.oa.unito.it/new/open-science-open-access-fair-data-eosc-webinar-in-collaborazione-con-openaire/

Un nuovo modo per condividere i propri lavori: shareyourpaper.org

shareyourpaperL’associazione no-profit Open Access Button, in collaborazione con la biblioteca dell’Università statale del Montana, ha creato una piattaforma per rendere estremamente semplice condividere i propri lavori in maniera legale tramite l’autoarchiviazione: shareyourpaper.org.

Alla base dell’idea di questa piattaforma, attualmente ancora in versione beta, c’è la volontà di automatizzare il flusso di lavoro richiesto dall’autoarchiviazione per semplificare il più possibile il lavoro degli autori, o di chi carica il lavoro per loro, completando moduli, controllando ciò che è possibile archiviare legalmente tramite Sherpa/Romeo e verificando che venga condivisa la versione permessa del lavoro. 

Gli autori devono semplicemente collegarsi a shareyourpaper.org e caricare il DOI relativo al proprio lavoro per permettere al sistema di fare una ricerca e stabilire cosa è possibile fare con il documento in questione. Una volta che il sistema dà il via libera alla condivisione, devono caricare la versione che intendono condividere ed il sistema provvederà a controllare se è la versione corretta e a produrre istantaneamente un link al testo, liberamente accessibile e visualizzabile su Google Scholar, Web of Science, Zenodo, un proprio sito personale ed altro.

Don’t be shy: 10 consigli per twittare per promuovere la propria ricerca

twitterI social media possono essere uno strumento potente per attirare l’attenzione sui propri lavori tra la miriade di articoli pubblicati ogni anno. Per ottenere questo risultato non è sufficiente twittare e basta, di seguito alcuni consigli per sfruttare a pieno Twitter in modo da promuovere la propria ricerca e aumentarne l’impatto:

  • Non aver timore di promuovere il tuo lavoro. Twitter non è un posto dove essere timido. Sei il miglior sostenitore del tuo lavoro e l’autopromozione è un modo comprovato per favorire la diffusione della ricerca
  • Se hai intenzione di twittare su qualcosa di controverso, pianificalo in anticipo
  • Più twitti, più follower avrai
  • Usa gli hashtag – saggiamente. Gli hashtag possono essere un modo efficace per accedere alle communities di twitter più attive nel tuo ambito. Cerca anche gli hashtag “del momento” pertinenti al tuo lavoro

Questi sono alcuni dei 10 consigli proposti da Bec Crew nell’articolo 10 tips for tweeting research pubblicato su Nature index, dove ogni consiglio è accompagnato da dati ed esempi che ne comprovano la veridicità.
Una guida agile e utile soprattutto per chi non ha ancora scoperto le enormi potenzialità di questo strumento.

Unsub

unsubUnpaywall journals, il servizio creato dal gruppo di Our Research (i cui fondatori sono Jason Priem ed Heather Piwowar) per aiutare i bibliotecari a gestire al meglio i propri abbonamenti ai periodici sostituendo i costosi Big Deal con raccolte più piccole e personalizzate di titoli, ha cambiato nome: unsub. Il cambiamento del nome è stato deciso a causa di alcune importanti modifiche apportate a questo strumento, prima fra tutte l’aggiunta di ulteriori risorse su cui fa affidamento il servizio (prima era solo Unpaywall). Altra motivazione è stata che lo scopo di unsub ora è principalmente quello di supportare in maniera attiva la chiusura ragionata degli abbonamenti per favorire un accesso più mirato ai bisogni dell’utenza delle biblioteche.

Per saperne di più si può fare un tour online di unsub su Vimeo

La scienza da prendere con le pinze

infodemia

Segnaliamo un interessante articolo di Graham Lawton pubblicato su New Scientist (a pagamento) e disponibile gratuitamente tradotto in italiano su Internazionale.

L’articolo analizza quella che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito infodemia scatenata in occasione dell’emergenza sanitaria da Covid-19.
In particolare l’autore fa una riflessione sul ruolo giocato dai preprint in questo contesto: da una parte hanno permesso di avere accesso ai dati preliminari, consentendo una prima comprensione del virus, dall’altra si sono rivelati uno strumento “pericoloso”. Infatti improvvisamente una grande quantità di persone, che normalmente non si interesserebbero ai preprint, e che quindi non necessariamente ne colgono i limiti, ha cominciato a leggerli e a condividerli, con conseguenze negative in più di un’occasione.

L’autore riporta diversi esempi di mala gestione dell’informazione scientifica senza negare l’importanza che i preprint possono avere soprattutto in caso di pandemia.

Nuove funzioni per gli strumenti di scrittura condivisa

d41586-020-00916-6_17834142E’ stato da poco pubblicato sulla rivista Nature un interessante articolo, Synchronized editing: the future of collaborative writing, che elenca e descrive alcune nuove funzioni legate agli strumenti di scrittura condivisa (strumenti che consentono a gruppi di ricercatori di elaborare documenti scientifici da remoto e in maniera collettiva).

A differenza di Google Docs, forse lo strumento di scrittura condivisa più conosciuto, gli strumenti di cui si parla nell’articolo hanno funzionalità molto avanzate e specifiche per la comunità della ricerca e, ad esempio:

  • supportano LaTeX, il linguaggio preferito da fisici, matematici e scienziati informatici (Authorea e Overleaf )
  • gestiscono i riferimenti bibliografici (Authorea, ad esempio, ha un pulsante “cita” che consente agli utenti di effettuare ricerche su PubMed o CrossRef o di inserire articoli tramite DOI o URL; Manubot ha una funzionalità per creare bibliografie usando un DOI, un identificatore arXiv o un URL senza bisogno di un riferimento bibliografico)
  • supportano la gestione di codici e di dati (con Authorea e Manuscripts.io gli autori possono incorporare ed eseguire codici software nei propri articoli o raggruppare le figure insieme ai dati che sono stati utilizzati per crearle)
  • prevedono la possibilità di inviare direttamente gli articoli a riviste e archivi di preprint (Authorea, ad esempio, consente agli autori di inviare direttamente i propri articoli a circa 41 riviste e archivi di preprint)

Anche per quanto riguarda Google Docs, si stanno studiando nuovi strumenti utili alla sua implementazione, un esempio è un plug-in, creato da Stencila, che consente agli autori di inserire nei documenti blocchi di codice eseguibili, tabelle di dati ed equazioni.

Nuovo accordo tra ResearchGate e Wiley

ResearchGate e Wiley hanno annunciato ieri un accordo di cooperazione per supportare i ricercatori nell’accesso e nella condivisione di articoli sulla piattaforma RG proteggendo i diritti degli autori e degli editori e tentando così di risolvere le note controversie sul diritto d’autore tra RG e gli editori.
In particolare Wiley e ResearchGate si impegnano a:

  • sperimentare nuove modalità per recuperare articoli di riviste e promuovere la comunicazione e la collaborazione nella ricerca
  • sviluppare e condividere approfondimenti sull’utilizzo dei contenuti di Wiley su RG
  • collaborare per educare gli utenti sui loro diritti in relazione ai contenuti protetti da copyright fornendo informazioni chiare su come e quando possono condividere i propri articoli in rete
  • lavorare per identificare prontamente qualsiasi condivisione pubblica che violi il copyright dei contenuti di Wiley su RG

Wiley si aggiunge così agli editori che hanno cercato un punto di incontro con RG per permettere ai ricercatori di collaborare responsabilmente in modo conforme al copyright.

Alla luce di questo accordo Wiley non sarà più membro della Coalition for Responsible Sharing, che ha ribadito che “i membri della Coalition for Responsible Sharing continuano a ritenere che la pubblicazione e la successiva rimozione di contenuti illeciti sul sito di ResearchGate siano insostenibili e dannose per la comunità scientifica. I contenuti che violano il copyright non devono essere resi disponibili sul sito di ResearchGate in nessun momento “.