Unsub

unsubUnpaywall journals, il servizio creato dal gruppo di Our Research (i cui fondatori sono Jason Priem ed Heather Piwowar) per aiutare i bibliotecari a gestire al meglio i propri abbonamenti ai periodici sostituendo i costosi Big Deal con raccolte più piccole e personalizzate di titoli, ha cambiato nome: unsub. Il cambiamento del nome è stato deciso a causa di alcune importanti modifiche apportate a questo strumento, prima fra tutte l’aggiunta di ulteriori risorse su cui fa affidamento il servizio (prima era solo Unpaywall). Altra motivazione è stata che lo scopo di unsub ora è principalmente quello di supportare in maniera attiva la chiusura ragionata degli abbonamenti per favorire un accesso più mirato ai bisogni dell’utenza delle biblioteche.

Per saperne di più si può fare un tour online di unsub su Vimeo

La scienza da prendere con le pinze

infodemia

Segnaliamo un interessante articolo di Graham Lawton pubblicato su New Scientist (a pagamento) e disponibile gratuitamente tradotto in italiano su Internazionale.

L’articolo analizza quella che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito infodemia scatenata in occasione dell’emergenza sanitaria da Covid-19.
In particolare l’autore fa una riflessione sul ruolo giocato dai preprint in questo contesto: da una parte hanno permesso di avere accesso ai dati preliminari, consentendo una prima comprensione del virus, dall’altra si sono rivelati uno strumento “pericoloso”. Infatti improvvisamente una grande quantità di persone, che normalmente non si interesserebbero ai preprint, e che quindi non necessariamente ne colgono i limiti, ha cominciato a leggerli e a condividerli, con conseguenze negative in più di un’occasione.

L’autore riporta diversi esempi di mala gestione dell’informazione scientifica senza negare l’importanza che i preprint possono avere soprattutto in caso di pandemia.

Nuove funzioni per gli strumenti di scrittura condivisa

d41586-020-00916-6_17834142E’ stato da poco pubblicato sulla rivista Nature un interessante articolo, Synchronized editing: the future of collaborative writing, che elenca e descrive alcune nuove funzioni legate agli strumenti di scrittura condivisa (strumenti che consentono a gruppi di ricercatori di elaborare documenti scientifici da remoto e in maniera collettiva).

A differenza di Google Docs, forse lo strumento di scrittura condivisa più conosciuto, gli strumenti di cui si parla nell’articolo hanno funzionalità molto avanzate e specifiche per la comunità della ricerca e, ad esempio:

  • supportano LaTeX, il linguaggio preferito da fisici, matematici e scienziati informatici (Authorea e Overleaf )
  • gestiscono i riferimenti bibliografici (Authorea, ad esempio, ha un pulsante “cita” che consente agli utenti di effettuare ricerche su PubMed o CrossRef o di inserire articoli tramite DOI o URL; Manubot ha una funzionalità per creare bibliografie usando un DOI, un identificatore arXiv o un URL senza bisogno di un riferimento bibliografico)
  • supportano la gestione di codici e di dati (con Authorea e Manuscripts.io gli autori possono incorporare ed eseguire codici software nei propri articoli o raggruppare le figure insieme ai dati che sono stati utilizzati per crearle)
  • prevedono la possibilità di inviare direttamente gli articoli a riviste e archivi di preprint (Authorea, ad esempio, consente agli autori di inviare direttamente i propri articoli a circa 41 riviste e archivi di preprint)

Anche per quanto riguarda Google Docs, si stanno studiando nuovi strumenti utili alla sua implementazione, un esempio è un plug-in, creato da Stencila, che consente agli autori di inserire nei documenti blocchi di codice eseguibili, tabelle di dati ed equazioni.

Nuovo accordo tra ResearchGate e Wiley

ResearchGate e Wiley hanno annunciato ieri un accordo di cooperazione per supportare i ricercatori nell’accesso e nella condivisione di articoli sulla piattaforma RG proteggendo i diritti degli autori e degli editori e tentando così di risolvere le note controversie sul diritto d’autore tra RG e gli editori.
In particolare Wiley e ResearchGate si impegnano a:

  • sperimentare nuove modalità per recuperare articoli di riviste e promuovere la comunicazione e la collaborazione nella ricerca
  • sviluppare e condividere approfondimenti sull’utilizzo dei contenuti di Wiley su RG
  • collaborare per educare gli utenti sui loro diritti in relazione ai contenuti protetti da copyright fornendo informazioni chiare su come e quando possono condividere i propri articoli in rete
  • lavorare per identificare prontamente qualsiasi condivisione pubblica che violi il copyright dei contenuti di Wiley su RG

Wiley si aggiunge così agli editori che hanno cercato un punto di incontro con RG per permettere ai ricercatori di collaborare responsabilmente in modo conforme al copyright.

Alla luce di questo accordo Wiley non sarà più membro della Coalition for Responsible Sharing, che ha ribadito che “i membri della Coalition for Responsible Sharing continuano a ritenere che la pubblicazione e la successiva rimozione di contenuti illeciti sul sito di ResearchGate siano insostenibili e dannose per la comunità scientifica. I contenuti che violano il copyright non devono essere resi disponibili sul sito di ResearchGate in nessun momento “.

Nuova risorsa su Think, Check, Submit

thinkchecksubmitThink, Check, Submit, iniziativa nata per aiutare i ricercatori a scegliere le riviste più adatte dove pubblicare i propri lavori e a non finir preda dei predatory publishers, ha annunciato di aver aggiunto sul proprio sito una nuova risorsa: una checklist specifica per chi vuole verificare l’affidabilità di un editore di monografie. 

In linea con le raccomandazioni già offerte dalla famosa checklist per le riviste (tradotta anche in italiano), questa  lista di controllo per le monografie presenta una serie di domande che un ricercatore dovrebbe porsi prima di sottoporre il proprio lavoro ad un editore in modo da essere sicuro della sua affidabilità, ad esempio se fa parte di qualche associazione riconosciuta come il Committee on Publication Ethics (COPE) o, se è ad accesso aperto, se le sue monografie sono indicizzate nella Directory of Open Access Books (DOAB).

WHO COVID-19 Database

whoLa scorsa settimana l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato una nuova e più potente interfaccia di ricerca del WHO COVID-19 Database, banca dati che raccoglie la letteratura internazionale pubblicata relativa al Covid-19.

Questo strumento si affianca ai numerosi database nati con finalità analoghe, quali ad esempio CORD-19 dell’Allen Institute for AI o LitCovid della NLM, ma si caratterizza per la particolare attenzione che pone nell’identificazione della letteratura di tutto il mondo e ad oggi rappresenta una fonte multilingue completa della letteratura corrente sull’argomento.

Il database viene aggiornato quotidianamente dal lunedì al venerdì, attraverso ricerche nei database bibliografici e ricerche manuali. Per ottenere questa prospettiva globale vengono utilizzate più strategie di ricerca in continua revisione.

Come la pandemia sta cambiando il mondo della ricerca scientifica

pandemiaQuesta settimana vogliamo segnalare l’articolo, scritto dal ricercatore Massimo Sandal, Come la pandemia sta cambiando il mondo della ricerca scientifica.

L’autore dell’articolo sottolinea quelli che sono gli aspetti fondamentali della ricerca biomedica che sono completamente cambiati in presenza di questa emergenza sanitaria, alcuni dei quali sono:
– la velocizzazione dei tempi della peer review (dai mesi richiesti di norma si è passati anche alle 24-48 ore)
– la proliferazione degli archivi di preprint che sono diventati strumenti di lavoro e di informazione a tutti gli effetti
– una maggiore rapidità nell’assegnazione dei fondi della ricerca
– la spinta alla collaborazione tra ricercatori di diverse istituzioni nel mondo
– una gran quantità di dati liberamente accessibili a tutti
– una comunicazione più chiara al grande pubblico

I risultati sono stati una esplosione di letteratura scientifica senza precedenti e una intensa collaborazione che hanno portato la ricerca scientifica a fare molti passi in avanti in breve tempo, si spera che una volta conclusa questa situazione di emergenza si possa fare tesoro di alcune di queste esperienze e farle diventare la norma.