OpenUp Hub

OpenUPhubOpenUp Hub è una piattaforma che recupera ed organizza documenti, strumenti, best practice e linee guida relativi a peer review, disseminazione e metriche alternative nell’ambito dell’Open Science. Nasce da un progetto finanziato dal programma Horizon2020 della Commissione Europea indirizzato a tutti coloro che sono coinvolti nel ciclo della ricerca scientifica: dai ricercatori agli editori, dai finanziatori ai bibliotecari. Si può personalizzare la ricerca del materiale informativo raccolto nella piattaforma (articoli, corsi di formazione, guide, checklist, ecc.) sia in base al proprio profilo (bibliotecario, ricercatore, …) sia in base alle proprie esigenze ed esempio, quali sono le migliori strategie di disseminazione sul web di un articolo.

All’interno di OpenUp Hub si trovano anche una interessante sezione di domande e risposte sull’Open Science, un blog, ed uno spazio, chiamato The Observatory, che monitora i recenti sviluppi negli ambiti dei temi trattati dal sito utilizzando i social media come fonte di informazioni.

Wellcome Trust sostiene PlanS

wtIl 5 novembre, il Wellcome Trust (WT), uno dei maggiori finanziatori della ricerca biomedica, ha annunciato di sostenere PlanS, iniziativa lanciata a Settembre e sostenuta da 13 enti finanziatori della ricerca. Il Wellcome Trust è anche il primo finanziatore a spiegare in dettaglio come intende implementare Plan S.
Sono 5 i punti chiave della nuova politica verso l’accesso aperto adottata dal WT che sarà in vigore a partire dal 1 gennaio 2020:

  • Tutti gli articoli finanziati dal WT dovranno essere liberamente accessibili su PubMed Central e Europe PMC al momento della pubblicazione. Attualmente la politica del WT consente in alcuni casi un embargo fino a sei mesi dopo la pubblicazione, embargo che a partire dal 1 gennaio 2020 non sarà più ammesso
  • Tutti gli articoli dovranno essere pubblicati con licenza CC-BY (attualmente questa licenza è richiesta solo per gli articoli con APC)
  • Non saranno più coperti i costi per pubblicare ad accesso aperto su periodici a pagamento (modello ibrido)
  • Laddove vi sia un significativo beneficio per la salute pubblica per la condivisione di preprints su vasta scala, ad esempio durante un’epidemia, il lavoro deve essere pubblicato prima della peer-review con licenza CC-BY
  • Le organizzazioni finanziate dal WT devono firmare la Dichiarazione di San Francisco (DORA) sulla valutazione della ricerca, o un equivalente

Questa nuova politica del Wellcome Trust è stata accolta favorevolmente: l’International Association of Scientific,Technical and Medical Publishers (STM), associazione che rappresenta circa 140 editori di ambito scientifico/accademico, ha affermato di apprezzare gli sforzi del Wellcome Trust di lavorare per estendere l’accesso alle pubblicazioni scientifiche sottoposte a peer-review per massimizzarne il valore e il riutilizzo. Un portavoce di Springer Nature ha dichiarato: “Come la Wellcome Trust e la Gates Foundation, Springer Nature sostiene l’intenzione di avanzare più rapidamente verso un sistema in cui la ricerca finanziata con fondi pubblici sia apertamente disponibile al momento della pubblicazione”.
Che qualcosa stia cambiando?

Google Dataset Search

google data setLo scorso settembre Google ha lanciato un nuovo motore di ricerca che permetterà di recuperare più facilmente i set di dati disponibili liberamente sul web. Questo nuovo motore di ricerca si chiama Dataset Search e si affianca agli altri due motori di ricerca specializzati Google Scholar e Google Books. L’iniziativa nasce dal fatto che esistono migliaia di archivi aperti di dati nel web, gestiti da agenzie governative, editori scientifici, istituti di ricerca e persino singoli ricercatori, che purtroppo non sono facilmente individuabili. Dataset Search, come Google Scholar, consente di trovare i set di dati ovunque siano ospitati, sia che si tratti del sito di un editore, di una biblioteca digitale o di una pagina web personale di un autore anche se attualmente non legge o analizza i dati, come fa invece con le pagine Web o le immagini. Per aiutare Dataset Search ad indicizzare i set di dati, la collaborazione dei loro proprietari è fondamentale: coloro che lavorano per questi archivi di dati dovrebbero taggarli (fornendo informazioni come, ad esempio, chi ha creato il set di dati, quando sono stati raccolti, quali sono le licenze per il loro utilizzo…) usando un vocabolario standardizzato chiamato Schema.org. Al momento, risultano indicizzati prevalentemente dataset relativi alle scienze ambientali e sociali ma la copertura aumenterà man mano che i vari archivi cominceranno ad utilizzare lo standard di Schema.org per descrivere i propri set di dati.

The State of Open Data 2018

state open dataIn concomitanza con le celebrazioni della Open Access Week, Figshare ha pubblicato il rapporto annuale The State of Open Data 2018,  il terzo della serie, per presentare i risultati di un sondaggio sullo stato dell’arte dei dati aperti corredato da una raccolta di articoli di esperti internazionali del settore.
Il rapporto,  che è nato per esaminare le attitudini e le esperienze dei ricercatori che lavorano con dati aperti mostra dati incoraggianti, soprattutto se confrontati con quelli del 2016, anno di pubblicazione del primo rapporto.
Tuttavia, sebbene i dati aperti stiano diventando sempre più parte integrante della ricerca (il 64% degli intervistati ha reso i propri dati disponibili nel 2018), una percentuale ancora rilevante (il 60% degli intervistati) dichiara di non essere a conoscenza dei principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable), definiti proprio per garantire l’accessibilità e la riproducibilità dei dati.
Gli intervistati che hanno dichiarato di aver riutilizzato dati aperti nelle loro ricerche si riducono: il 48% rispetto al 57% del 2016, mentre aumenta la percentuale dei ricercatori che si dichiarano a sostegno dei mandati nazionali per i dati aperti: il 63% rispetto al 55% del 2017.
Nel complesso i risultati confermano che, nonostante gli editori, i finanziatori e le istituzioni abbiano adottato questi principi, molto rimane da fare per educare i ricercatori ad una corretta gestione dei dati e pertanto mostrano la necessità di iniziative per fornire ai ricercatori istruzioni chiare su come essere conformi ai principi FAIR al fine di garantire l’accessibilità e la riproducibilità dei dati aperti.

Open Access Week 2018 (22-28 Ottobre )

OAweek2018La prossima settimana si terrà, con eventi in tutto il mondo, la Open Access Week. Il tema di quest’anno è “Designing equitable foundations for open knowledge” e vorrebbe far riflettere sul fatto che tutti coloro che lavorano attivamente alle politiche relative all’Open Access dovrebbero impegnarsi affinché siano inclusive, eque e soddisfino le esigenze di una comunità molto diversificata.
Con l’occasione, segnaliamo alcuni eventi che si svolgeranno in Italia:
– Il Politecnico di Torino propone una serie di seminari e incontri articolati in tre giornate (22-24 ottobre) per apprendere e riflettere su principi, pratiche e opportunità della Scienza Aperta. Qui il link all’evento
– L’Università di Trento il 25 ottobre propone la Giornata di studio: “Non per profitto: la scienza aperta e il ruolo dell’università” .
– L’università di Roma “La Sapienza” organizza il 23 ottobre un workshop sullo stato dell’arte dell’Open Access
– L’università degli studi del Piemonte Orientale organizza dei brevi seminari aperti a tutti 
Per quanto riguarda le iniziative internazionali, anche quest’anno OpenAIRE e FOSTER hanno organizzato una serie di webinar su vari aspetti legati all’Open Science in generale. A questo link troverete tutte le informazioni utili.
Si può seguire l’evento su Twitter usando l’hashtag officiale #OAweek

PlanS: accesso aperto alla ricerca senza se e senza ma!

pLANsIl 4 settembre 2018 Science Europe, l’associazione degli enti finanziatori della ricerca in Europa, con il sostegno della Commissione europea e del Consiglio europeo della ricerca (CER), ha annunciato il lancio di cOAlition S, un’iniziativa per rendere concreto l’accesso aperto immediato alle pubblicazioni scientifiche, proseguendo il processo già avviato dalla Commissione Europea con il programma quadro Horizon2020.
L’iniziativa ruota attorno a Plan S, piano strategico che si articola in un obiettivo
“Dal 1° gennaio 2020 le pubblicazioni scientifiche sui risultati della ricerca finanziata da sovvenzioni pubbliche fornite da consigli di ricerca e organismi di finanziamento nazionali ed europei dovranno essere pubblicate su riviste o piattaforme ad accesso aperto conformi alle indicazioni di Plan S”
e 10 principi tra cui sottolineiamo:

  • Gli autori mantengono il copyright della loro pubblicazione senza restrizioni. Tutte le pubblicazioni devono essere pubblicate con una licenza aperta, preferibilmente la licenza Creative Commons Attribution License CC BY
  • Viene stabilito un tetto massimo alle APC (valido per tutti i paesi europei)
  • Gli enti finanziatori della ricerca pagheranno direttamente le APC; nel caso in cui non esistano ancora riviste o piattaforme ad accesso aperto di qualità in uno specifico ambito, gli enti finanziatori si impegnano a proporre incentivi per la loro creazione
  • I finanziatori chiederanno alle università, agli enti di ricerca e alle biblioteche di allineare le loro politiche e strategie per garantire trasparenza nella contrattazione e acquisizione delle risorse informative
  • Il modello di pubblicazione “ibrido” non sarà preso in considerazione perchè non è conforme ai suddetti principi
  • I finanziatori controlleranno il rispetto dei suddetti principi e ne sanzioneranno il mancato rispetto

Attualmente la coalizione S comprende 13 organizzazioni nazionali di finanziamento della ricerca (in Italia lo ha sottoscritto l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, INFN) che si sono impegnate ad attuare i 10 principi del PlanS. Altri finanziatori di ricerca di tutto il mondo, sia pubblici che privati, sono stati invitati ad unirsi a cOalition S.
Il documento ha suscitato un acceso dibattito in Europa che si può seguire su twitter attraverso #PlanS

Serie di webinar sulla Scienza Aperta

open scienceSegnaliamo una serie di webinar in italiano, organizzati dai gruppi italiani dei progetti europei OpenAIRE e RDA e da IOSSG, sulla scienza aperta.
Questi Webinar offrono, tramite informazioni chiare e strumenti pratici, un supporto su modalità e strumenti dell’Open Science e degli Open Data. I webinar, dal taglio molto pratico, avranno la durata di un’ora complessiva, di cui 30 minuti di presentazione e 30 minuti per le domande dei partecipanti.
Il primo seminario online, dal titolo Open Science e la politica Europea sulle pubblicazioni, è programmato per il 17 ottobre alle ore 10.30 ed è a cura di Emma Lazzeri ed Elena Giglia.
A questo link è possibile trovare il programma ed effettuare la registrazione.