Integrazione tra Altmetric Explorer for institutions e Web of Science

I dati citazionali di Web of Science (WoS) sono da pochi mesi integrati con la piattaforma Altmetric Explorer for Institutions consentendo agli utenti di confrontare l’impatto accademico di un lavoro (tramite i dati di WoS) con il suo impatto più ampio (tramite le altmetrics). L’unione di queste due metriche complementari permette alle istituzioni di analizzare in modo più dettagliato l’impatto della ricerca pubblicata dai loro ricercatori.

L’integrazione dei dati è disponibile per gli abbonati ad Altmetric Explorer for Institutions e Web of Science Web Services Lite, Web of Science Web Services Expanded o InCites.

Buone vacanze, ci ritroviamo a settembre!

Nuovo gruppo di lavoro sui principi FAIR

fairLa Commissione Europea ha istituito un gruppo di lavoro, il FAIR Data Expert Groupcon il compito di elaborare un piano per mettere concretamente in atto i principi FAIR (Findable,  Accessible, Interoperable and Reusable) in modo che i dati della ricerca siano effettivamente disponibili, accessibili, interoperabili e riutilizzabili. Il gruppo si è dato al momento cinque obiettivi specifici:

  • produrre delle raccomandazioni su cosa occorre fare per trasformare i principi FAIR in realtà;
  • proporre indicatori per misurare i progressi di ciascuno dei principi FAIR;
  • contribuire al piano d’azione proposto dalla European Open Science Cloud (EOSC) su come rendere i dati FAIR;
  • contribuire alla valutazione del piano di gestione dei dati (DMP) di Horizon 2020;
  • fornire informazioni dettagliate sui costi ed i finanziamenti necessari per portare avanti le attività di gestione dei dati.

Il Gruppo ha inviato una richiesta di collaborazione a chiunque sia interessato a partecipare ai suoi lavori con suggerimenti riguardanti la disponibilità, l’accessibilità, l’interoperabilità ed il riutilizzo dei dati, la cultura dei dati della ricerca, come rendere reali i principi FAIR, misurare il cambiamento e renderlo possibile. Per l’occasione è stato creato un archivio su GitHub in modo da consentire a chiunque sia interessato di condividere suggerimenti e risorse. E’ possibile contribuire tra il 12 giugno e il 31 luglio 2017.

Elsevier vs Sci-Hub

E’ notizia di una settimana fa la sentenza che ha visto Elsevier vincitore nei confronti di Sci-Hub, sito che offre accesso gratuito a milioni di articoli, molti dei quali sotto copyright e normalmente disponibili solo in abbonamento.

Elsevier aveva chiesto un risarcimento di 15 milioni di dollari per coprire i danni per 100 articoli resi illegalmente disponibili dal sito pirata, risarcimento che la corte ha riconosciuto per violazione della legge che tutela il copyright.

Si stima che Elsevier detenga il diritto d’autore della gran parte dei circa 28 milioni di articoli scaricati da Sci-Hub in sei mesi nel 2016, seguito da Springer Nature e Wiley-Blackwell.

Questa sentenza sta facendo discutere e molti dubitano che Sci-Hub risarcirà mai Elsevier, e seppur consapevoli dell’aspetto illegale di Sci-Hub, ne riconoscono la funzione di “disobbedienza civile” in un contesto in cui il mercato dell’editoria scientifica è diventato di fatto un oligopolio con profitti elevatissimi per gli editori e con drammatiche conseguenze in termini di costi e accesso per la comunità scientifica.

La Commissione Europea e l’accesso aperto

openaccessBibliosan20La Commissione Europea, principale finanziatore della ricerca in Europa, sta pensando di seguire l’esempio di altri due importanti enti, il Wellcome Trust e la Bill & Melinda Gates Foundation, nel creare una piattaforma dove i ricercatori che hanno ricevuto un finanziamento potranno pubblicare e condividere i risultati della propria attività di ricerca. Questa iniziativa potrebbe essere un primo passo verso l’ambizioso piano, proposto dai leader europei lo scorso anno, di rendere ad accesso aperto entro il 2020 tutti i lavori pubblicati grazie a finanziamenti europei. L’idea, che al momento è solo una dichiarazione di intenti, è stata accolta favorevolmente anche se, giustamente, è stato sottolineato che bisognerebbe cercare di superare uno degli ostacoli più grossi alla diffusione di una cultura dell’open access: ad oggi, nell’ambito della ricerca, i posti di lavoro, le sovvenzioni e le promozioni tendono ancora a dipendere pesantemente da quanti lavori vengono pubblicati in riviste con un alto impact factor. Negli Stati Uniti, in relazione a questa problematica, l’NIH ha appena annunciato che permetterà ai ricercatori di includere i preprint ed i lavori non ancora pubblicati nelle richieste di finanziamento.

Pubblicare ad accesso aperto è facile se sai come fare!

oa-badge-2Segnaliamo un interessante post che, attraverso un’efficace infografica, evidenzia come oggi sia possibile pubblicare ad accesso aperto a costo zero grazie all’alta percentuale (circa il 70%) di periodici indicizzati in DOAJ che non richiedono APC (gold OA) o in alternativa grazie alla pratica del’auto-archiviazione del preprint e/o postprint (green OA), in uno numerosi repository disciplinari o istituzionali disponibili.
Quest’ultima opzione è quella preferita dall’autore soprattutto alla luce di servizi come Unpaywall che aiutano a recuperare la versione gratuita di articoli pubblicati a pagamento.
Il post in questione in realtà è l’ultimo di una serie dove l’autore si esprime dichiaratamente a favore della cosiddetta “via verde” in quanto l’unica opzione che garantisce a tutti la possibilità, a costo zero, di ottemperare alle sempre più diffuse politiche a favore dell’accesso aperto adottate da numerosi finanziatori della ricerca e che permette di auto archiviare anche lavori già pubblicati.
Se l’intera comunità scientifica scegliesse di adottare una delle due vie, secondo l’autore si potrebbero facilmente raggiungere importanti traguardi quali:
• Accesso globale e democratico a tutta la letteratura
• Le risorse economiche attualmente usate per pagare gli abbonamenti potrebbero essere usate diversamente
• Si creerebbero le basi per sviluppare strumenti sulla falsariga di Unpaywall in grado di sfruttare al meglio la forza dell’accesso aperto
• Strumenti ai limiti della legalità come SciHub e ReserchGate diventerebbero superflui

Paywall Watch

paywall watchPaywall Watch è un sito che, facendo riferimento al famoso blog Retraction Watch, monitora e documenta i casi in cui articoli per i quali sono state pagate delle tariffe per renderli ad accesso aperto in realtà non sono resi disponibili gratuitamente online dagli editori. Ad oggi non esiste nessuna regolamentazione del mercato editoriale scientifico-accademico e questo fa sì che gli editori possano comportarsi come meglio credono (servizi non sempre ottimali, prezzi esorbitanti…) senza che ci sia mai una ricaduta sulla loro credibilità. I creatori del sito dichiarano di averlo creato in modo che tutti gli attori del mercato della comunicazione scientifica, dagli autori ai lettori, dai finanziatori alle biblioteche, possano fare delle scelte più consapevoli quando dovranno affidarsi agli editori. Sul sito viene anche sottolineato che la questione dei documenti ingiustamente a pagamento sia nella maggior parte dei casi un errore che nasce dall’incapacità e dalla poca attenzione all’accesso aperto piuttosto che una azione volontaria da parte degli editori. Gli errori più diffusi sarebbero:

  • articoli che risultano a pagamento anche se gli autori hanno pagato una tariffa per renderli ad accesso aperto;
  • editori che dichiarano di avere il copyright di un articolo che in realtà non possiedono;
  • errori nella fornitura di servizi collegati alla pubblicazione in una data rivista (ad esempio la perdita del testo completo, dei dati aggiuntivi o di parti di un articolo come le equazioni matematiche o le immagini).

The self-journals of science

SJSThe Self-Journals of Science (SJS) è una nuova piattaforma, gratuita e multidisciplinare, a metà strada tra un open repository e una pubblicazione scientifica, dove la comunità accademico-scientifica può riunirsi per discutere di scienza e valutare i diversi contributi scientifici. 

Iscrivendosi alla piattaforma si ha la possibilità di creare uno spazio personale (self-journal) dove caricare i propri preprints o articoli, se i diritti d’autore lo consentono, e valutare e fare open review di articoli già pubblicati o caricati sulla piattaforma.

L’idea è quella di far sì che la scienza venga gestita autonomamente dalla propria comunità di appartenenza, senza doversi rivolgere ad intermediari per la valutazione, in un ambiente privo di conflitti di interesse che incentivi sempre più la qualità della ricerca. SJS vuole offrire un sistema aperto per la valutazione della ricerca, gestito direttamente dalla comunità scientifica,  per sottrarsi dalla dipendenza dalle riviste e promuovere un sistema orizzontale di valutazione che ha inoltre il merito di offrire la possibilità agli scienziati di farsi conoscere anche attraverso i loro giudizi e la loro visione di ciò che è importante nel loro campo. SJS in questo modo si contrappone al sistema di valutazione tipico dell’editoria scientifica offrendo a tutti gli scienziati (anche i più giovani) gli stessi mezzi per inviare e valutare la produzione scientifica in modo che la scienza possa essere guidata e promossa effettivamente da coloro che la fanno e ne hanno a cuore il progresso.