Direct2AAM

OpenAccessButtonLa maggior parte degli editori commerciali permette il deposito in un archivio aperto di una versione dell’articolo che hanno accettato per la pubblicazione. In molti casi la versione “permessa” è quella del manoscritto definitivo, quindi quello accettato per la pubblicazione che, però, non è ancora stato strutturato con il layout della rivista (per approfondire si può consultare SHERPA/RoMEO, servizio che elenca le varie politiche editoriali in merito a copyright e autoarchiviazione). Questa versione del documento viene chiamata AAM (Author Accepted Manuscript) e si può recuperare all’interno del proprio account creato al momento dell’invio dell’articolo alla rivista.

L’Open Access Button ha creato Direct2AAM, una serie di guide con istruzioni dettagliate per recuperare in maniera semplice i propri manoscritti accettati per la pubblicazione (AAM) in modo da poterne autoarchiviare la versione corretta. Quest’iniziativa nasce dall’esperienza maturata da Open Access Button nella ricerca delle versioni ad accesso aperto degli articoli che ha messo in evidenza come molti autori non autoarchivino il proprio articolo perché hanno difficoltà a trovare la copia giusta o hanno paura di utilizzare una versione sbagliata ed infrangere il copyright. Per chi fosse interessato ad ulteriori chiarimenti riguardo a quali sono le varie versioni di un articolo, può consultare la risorsa “Article Version Explainer, sempre creata da Open Access Button, che spiega, in modo semplice, la differenza tra le varie versioni.

Proposta AISA di modifica alla legge italiana sul diritto d’autore

AISAAISA (Associazione Italiana per la promozione della Scienza Aperta) propone di allineare l’Italia ad altri paesi europei aggiungendo l’articolo 42-bis alla Legge sul diritto d’autore (Legge n. 633, 22 aprile 1941) in modo da assicurare a chi fa ricerca, con un prevalente finanziamento pubblico, il diritto di ripubblicare gratuitamente i propri testi, immediatamente se l’editore è ad accesso aperto o dopo un periodo di tempo non superiore a un anno se è ad accesso chiuso. La Germania e i Paesi Bassi hanno già modificato le proprie leggi sul diritto d’autore in questa direzione, riconoscendo il diritto di ripubblicazione non derogabile per via contrattuale. La proposta dell’AISA si basa sulla riflessione che  i commi 2, 3 e 4 dell’art. 4 della legge 112/2013, relativi all’accesso aperto delle pubblicazioni finanziate con fondi pubblici, non toccano il copyright vigente e non si rivolgono ai ricercatori, bensì alle istituzioni che li finanziano assegnando così agli autori un ruolo esclusivamente passivo.  La modifica proposta dall’Associazione si basa su alcuni princìpi generali:

  1. il diritto d’autore è in primo luogo il diritto dell’autore e non dell’editore;
  2. il contribuente ha diritto ad accedere ai cosiddetti “prodotti” della ricerca scientifica che ha finanziato con le sue tasse;
  3. la libertà delle arti e delle scienze, e del loro insegnamento, è tutelata dall’articolo 33 della costituzione italiana e, come tale, non può essere asservita a interessi meramente amministrativi e commerciali.

Una novità della proposta di AISA è che prende in considerazione anche i libri che spesso, soprattutto nelle scienze umane e sociali, sono finanziati interamente con fondi pubblici.