A Vision for Open Science

EOSCSegnaliamo un interessante documento che riassume i risultati del seminario  “Research Institutions and Libraries and the role of Funders in the European Open Science Cloud”, tenutosi a Lille in occasione della 47 conferenza LIBER, (Associazione europea delle biblioteche di ricerca) in qualità di partner del progetto EOSCpilot.
Il workshop ha riunito i rappresentanti chiave delle diverse istituzioni coinvolte nella comunicazione scientifica: finanziatori della ricerca, istituti di ricerca e biblioteche, per immaginare quali azioni intraprendere per far sì che la scienza aperta diventi la norma e non l’iniziativa di alcuni come avviene oggi. Il workshop è stato organizzato per promuovere l’EOSC (European Open Science Cloud, cloud europeo per la scienza aperta) nata per offrire uno spazio sicuro e aperto in cui la comunità scientifica possa archiviare, condividere e riutilizzare dati e risultati scientifici.
I finanziatori della ricerca giocano un ruolo chiave nel promuovere questo cambiamento culturale a favore della scienza aperta, attraverso le loro politiche e i mandati istituzionali a suo sostegno. In particolare, durante il workshop, è stato suggerito che i finanziatori in futuro potrebbero:

  • valutare l’adozione da parte dei ricercatori delle pratiche della scienza aperta (mettere a disposizione liberamente dati e articoli, usare software aperti, open peer review… etc ) come uno dei criteri per assegnare i finanziamenti
  • investire in infrastrutture che supportano l’implementazione della scienza aperta, la condivisione e la valutazione della ricerca
  • partecipare a discussioni per risolvere incomprensioni e idee sbagliate riguardanti la scienza aperta
  • fornire informazioni pratiche ad esempio sui principi FAIR nella gestione dei dati (non sempre i dati sono adatti per l’accesso aperto, ma dovrebbero essere “il più aperti possibile, chiusi quando necessario”)

E’ stato ribadito che per mettere in pratica la scienza aperta è essenziale cambiare i criteri di valutazione: un uso responsabile delle metriche e criteri più appropriati per la valutazione della ricerca sono essenziali per realizzare questo cambiamento culturale.
Anche le biblioteche di ricerca sono fondamentali nella promozione della scienza aperta all’interno delle istituzioni, aiutando e sostenendo i ricercatori a rendere sempre più aperti i risultati delle loro ricerche. Anche se l’acquisizione della letteratura (di ricerca) rimarrà una parte importante del lavoro delle biblioteche, queste in futuro dovranno focalizzarsi maggiormente sull’acquisizione, la descrizione, l’organizzazione e l’archiviazione della produzione intellettuale delle proprie istituzioni e dovranno essere più interoperabili, condividendo le proprie collezioni (ad esempio tramite repository istituzionali, librerie digitali, database, ecc.).
Strumenti, servizi e infrastrutture sono fattori essenziali per l’implementazione della scienza aperta. Tuttavia, la sola presenza di queste componenti non significa che la scienza aperta diventerà la norma e verrà messa in pratica in ogni istituzione: vi è bisogno di conoscenze e competenze per utilizzare efficacemente gli strumenti, i servizi e le infrastrutture, in questo istituzioni e biblioteche possono avere un ruolo centrale sostenendo la formazione per studenti, ricercatori e docenti.
La transizione verso la scienza aperta è in atto così come l’implementazione dell’European Open Science Cloud (EOSC). Immaginare che tutti gli enti di finanziamento della ricerca, le istituzioni e i ricercatori riconoscano i vantaggi della scienza aperta, e ne adottino le pratiche, è possibile a patto che tutti i principali attori coinvolti nella ricerca collaborino per garantire un futuro in cui la ricerca riesca realmente a beneficiare dal riutilizzo dei risultati della ricerca (e ad avere un impatto concreto sulla società).

OpenUp Hub

OpenUPhubOpenUp Hub è una piattaforma che recupera ed organizza documenti, strumenti, best practice e linee guida relativi a peer review, disseminazione e metriche alternative nell’ambito dell’Open Science. Nasce da un progetto finanziato dal programma Horizon2020 della Commissione Europea indirizzato a tutti coloro che sono coinvolti nel ciclo della ricerca scientifica: dai ricercatori agli editori, dai finanziatori ai bibliotecari. Si può personalizzare la ricerca del materiale informativo raccolto nella piattaforma (articoli, corsi di formazione, guide, checklist, ecc.) sia in base al proprio profilo (bibliotecario, ricercatore, …) sia in base alle proprie esigenze ed esempio, quali sono le migliori strategie di disseminazione sul web di un articolo.

All’interno di OpenUp Hub si trovano anche una interessante sezione di domande e risposte sull’Open Science, un blog, ed uno spazio, chiamato The Observatory, che monitora i recenti sviluppi negli ambiti dei temi trattati dal sito utilizzando i social media come fonte di informazioni.

Serie di webinar sulla Scienza Aperta

open scienceSegnaliamo una serie di webinar in italiano, organizzati dai gruppi italiani dei progetti europei OpenAIRE e RDA e da IOSSG, sulla scienza aperta.
Questi Webinar offrono, tramite informazioni chiare e strumenti pratici, un supporto su modalità e strumenti dell’Open Science e degli Open Data. I webinar, dal taglio molto pratico, avranno la durata di un’ora complessiva, di cui 30 minuti di presentazione e 30 minuti per le domande dei partecipanti.
Il primo seminario online, dal titolo Open Science e la politica Europea sulle pubblicazioni, è programmato per il 17 ottobre alle ore 10.30 ed è a cura di Emma Lazzeri ed Elena Giglia.
A questo link è possibile trovare il programma ed effettuare la registrazione.

LIBER Open Science Roadmap

liberLIBER, l’associazione europea delle biblioteche di ricerca, durante il meeting annuale a Lille ha lanciato una Roadmap (Tabella di marcia) verso la Open Science che vede nelle biblioteche gli interlocutori privilegiati per fare in modo che l’Open Science si realizzi pienamente.
Questa Roadmap delinea le azioni specifiche che le biblioteche possono intraprendere per sostenere l’Open Science, sia all’interno che al di fuori delle proprie istituzioni, fornendo esempi concreti di come tutte le biblioteche possono contribuire attivamente al suo sviluppo, ad esempio sensibilizzando, educando, sviluppando politiche di supporto per i propri ricercatori e ampliando l’impatto del proprio lavoro attraverso la collaborazione e le partnership.
LIBER riconosce che la quantità di lavoro che deve essere fatto varia notevolmente tra le varie discipline, i paesi e le istituzioni: in alcuni paesi l’Open Science è già riconosciuta dal governo e la consapevolezza è alta, in altri, il concetto di Open Science è ancora in una fase preliminare.
Nella Roadmap sono elencate le sette aree di priorità sulle quali le biblioteche devono lavorare per sostenere l’Open Science:

  • Scholarly Publishing
  • FAIR data
  • Research Infrastructure & the EOSC (European Open Science Cloud)
  • Metrics & Rewards
  • Open Science Skills
  • Research Integrity
  • Citizen Science

Ognuna di queste sezioni è, a sua volta, costituita da due sottosezioni: Opportunità & sfide e Raccomandazioni.
Alla fine della Roadmap, LIBER ha anche raccolto le esperienze di alcune biblioteche europee che stanno già promuovendo attivamente l’Open Science.

Con questo post vi auguriamo buone vacanze. Continueremo comunque a postare sull’account Twitter di Bibliosan2.0, a settembre!

Open Science Training Courses

FOSTERSegnaliamo un kit di strumenti proposto dal progetto FOSTER (Facilitate Open Science Training for European Research) che offre una serie di corsi online, liberamente accessibili, per fornire strumenti e suggerimenti su cosa fare per mettere in pratica la scienza aperta.
Il pacchetto offre vari moduli, senza un ordine specifico da seguire, che toccano i diversi aspetti della scienza aperta, come ad esempio le Best Practice da adottare, come condividere i dati della ricerca e i preprint, come pubblicare ad accesso aperto.

I moduli sono stati sviluppati riutilizzando contenuti liberamente disponibili prodotti da una serie di fornitori di contenuti tra cui DataOne, Research Data Netherlands, Open Data Institute e lo stesso FOSTER, tutti attivamente impegnati nello sviluppo e diffusione di risorse educative aperte relative alla scienza aperta.
Ogni corso richiede circa 1/2 ore di lavoro al termine delle quali si riceve un badge che attesta il completamento del corso stesso.

Open Science MOOC

OpenScienceMOOCUn gruppo di ricercatori e studiosi provenienti da tutto il mondo (circa 150) sta collaborando alla creazione di un MOOC (Massive Open Online Course) che riguarderà tutti gli aspetti legati al tema della scienza  aperta. Al momento è stata creata una struttura di base che comprende dieci moduli principali che svilupperanno tematiche che vanno dall’accesso ai dati alla riproducibilità della ricerca, dai software open source alle OER (Open Educational Resources). Ogni modulo, al suo interno, è corredato da una gamma completa di risorse tra cui video, articoli di ricerca ed esercitazioni pratiche. Questo progetto, attualmente, non riceve nessun finanziamento ed è basato interamente sul lavoro volontario, chiunque può parteciparvi registrandosi alla lista dei partecipanti.

Open Science: what’s in it for me?

unitoSegnaliamo un interessante workshop Open Science: what’s in it for me? organizzato dall’Università di Torino e dall’Italian Open Science Support Group (IOSSG), e tenuto da Bianca Kramer e Jeroen Bosman, gli autori di 101 Innovations in Scholarly Communication.
Il workshop, che si terrà a Torino l’8 e 9 marzo, è rivolto ai soli ricercatori con l’intento di aiutarli a scoprire gli strumenti e le piattaforme open a disposizione della comunità scientifica per fare attivamente Open Science, ponendo attenzione alle esigenze delle diverse discipline scientifiche.
Il workshop prevede una giornata di lezione sulle tre fasi della comunicazione scientifica e sui relativi strumenti:1) Preparation, Discovery and Analysis; 2) Writing and Publishing 3) Outreach and Assessment ed una seconda giornata di coinvolgimento diretto su come fare Open Science in pratica, ripensando workflow e strumenti.
La partecipazione, previa registrazione, è gratuita.