E’ online un altro modulo dell’Open Science MOOC

OpenScienceMOOCE’ stato da poco pubblicato online, sulla piattaforma open source Eliademy, un nuovo modulo dell’Open Science MOOC, corso online che affronta tutti gli aspetti legati al tema della scienza aperta. Questo modulo, Open Principles, introduce i principi base dell’Open Science, elencandone i diversi attori coinvolti, e aiuta a crearsi un profilo online aderente ai principi del movimento.
Tutti i corsi dell’Open Science MOOC sono gratuiti e possono essere seguiti con il proprio ritmo. I contenuti sono liberamente disponibili e autorizzati per l’uso sia all’interno che al di fuori della piattaforma.
Per avere una bibliografia completa ed aggiornata sui vari temi legati all’Open Science consigliamo di consultare la sezione dove viene raccolto tutto il materiale relativo ad ogni corso.
Dopo aver seguito il corso e risposto alle domande finali, si può scaricare un attestato.

Italian open science webinar series 2019

Italian open science webinar series 2019

OpenAIRE, in collaborazione con il Nodo italiano RDA, offre la nuova serie di webinar sull’Open Science.

Quali sono i principali aspetti legali da considerare quando si ha a che fare con i dati della ricerca?
Di cosa si occupa il Data Steward?
Qual è l’importanza del Data Management Plan dal punto di vista di un data steward e di un ricercatore?

Questi i temi cui saranno dedicati i tre incontri in programmazione a partire dal 29 aprile. I webinar, avranno la durata di un’ora complessiva, di cui 30 minuti di presentazione e 30 minuti per le domande dei partecipanti.
L’iscrizione è obbligatoria e verrà rilasciato, a chi lo richiede, un attestato di partecipazione.
Il calendario e le schede di registrazione sono disponibili sulla pagina italiana del nodo RDA  e sul portale di OpenAIRE.

10 miti da sfatare sull’editoria ad accesso aperto

Segnaliamo un interessante preprint, appena pubblicato su PeerJ, che vuole sfatare quelli che sono i dieci argomenti divenuti i più controversi con l’emergere del movimento dell’Open Science nel mondo della comunicazione scientifico/accademica.
I “miti” sono stati identificati attraverso una discussione su Twitter e presentati nell’articolo senza nessun particolare ordine di importanza. Tra di essi troviamo l’impact factor come garanzia di qualità, l’obbligo da parte degli autori del trasferimento del copyright dei propri articoli, il ruolo della peer review e la legittimità dei database “globali” (Web of Science, Scopus).
Questo articolo è inteso dagli autori come un punto di riferimento per la lotta alla disinformazione che circonda la scienza aperta ed è corredato anche da una bibliografia estremamente dettagliata ed aggiornata.

Di seguito riportiamo l’infografica presa dal testo che elenca i 10 miti che sono stati sfatati nell’articolo:

10 myths

Wellcome Open Research, il futuro della comunicazione scientifica?

wellcome open researchVi segnaliamo un altro post che, in linea con le conclusioni dell’Expert Group on the future of scholarly publishing and scholarly communication della Commissione Europea, prevede che saranno gli enti finanziatori della ricerca ad avere un ruolo fondamentale nel futuro della comunicazione scientifico/accademica. Sul blog LSE Impact of Social Sciences si parla dei primi due anni di attività della piattaforma Wellcome Open Research del Wellcome Trust, uno dei principali finanziatori della ricerca scientifica nel mondo. Questa piattaforma, online dal 2016 ed incentrata sull’accesso aperto, si basa su servizi sviluppati da F1000Research e consente ai ricercatori di pubblicare e condividere un’ampia gamma di risultati di ricerca, dai protocolli, ai set di dati, agli articoli di ricerca tradizionali. 
Per gli autori del post, questo è un momento molto interessante per la comunicazione scientifico/accademica: sono ormai all’ordine del giorno le tecnologie che permettono di  superare gli ostacoli alla condivisione dei risultati della ricerca e sono molti gli enti finanziatori che hanno sviluppato le proprie piattaforme editoriali (tra questi, la Bill and Melinda Gates Foundation, l’Irish Research Council e la South African Academy of Sciences). Gli autori del post riconoscono che le piattaforme di condivisione gestite dagli  enti che finanziano la ricerca possono avere anche un ruolo chiave nella soluzione di uno dei principali problemi della ricerca scientifica: un sistema di valutazione che tiene in maggior conto dove viene pubblicato un lavoro invece di valutarne il valore intrinseco, problema che verrebbe superato se tutti i lavori fossero pubblicati su questo tipo di piattaforme.
I dati che arrivano dalla piattaforma Wellcome Open Research sono molto incoraggianti, in questi due anni sono stati pubblicati articoli di 2185 autori affiliati a 727 istituzioni di 73 paesi. Dei 166 articoli pubblicati nel 2018, 73 (44%) sono articoli di ricerca non tradizionali che solitamente sono molto difficili da pubblicare. Inoltre, il numero di pubblicazioni sulla piattaforma è aumentato del 38% negli ultimi 12 mesi e le richieste continuano a crescere.
Gli autori del post concludono evidenziando che un potenziale svantaggio del pubblicare su piattaforme di questo tipo potrebbe essere un sovraccarico di informazioni in quanto la peer review viene fatta successivamente alla pubblicazione. Propongono, tuttavia, che potrebbero essere le stesse società scientifiche ad assumersi il ruolo di selezionatori utilizzando l’esperienza dei propri membri per identificare sulle piattaforme la ricerca migliore nelle rispettive aree di competenza dandole, così, anche un sigillo di qualità.

Online il primo modulo dell’Open Science MOOC

OpenScienceMOOCE’ da poco online, sulla piattaforma open source Eliademy, il primo modulo dell’Open Science MOOC, corso online che riguarda tutti gli aspetti legati al tema della scienza aperta.

Il primo modulo ha come argomenti l’Open Research Software e l’Open Source. Il prossimo modulo, programmato per gli inizi del 2019, riguarderà i Principi base dell’Open Science (Open Principles).  

I corsi sono completamente gratuiti, possono essere seguiti con il proprio ritmo quindi possono essere completati nel tempo libero, tutti i contenuti sono liberamente disponibili e autorizzati per l’uso sia all’interno che al di fuori della piattaforma.

Chi è interessato può anche partecipare alla realizzazione di questi moduli registrandosi su Slack o su GitHub.

Bibliosan 2.0 riprenderà a gennaio. Buone feste!

A Vision for Open Science

EOSCSegnaliamo un interessante documento che riassume i risultati del seminario  “Research Institutions and Libraries and the role of Funders in the European Open Science Cloud”, tenutosi a Lille in occasione della 47 conferenza LIBER, (Associazione europea delle biblioteche di ricerca) in qualità di partner del progetto EOSCpilot.
Il workshop ha riunito i rappresentanti chiave delle diverse istituzioni coinvolte nella comunicazione scientifica: finanziatori della ricerca, istituti di ricerca e biblioteche, per immaginare quali azioni intraprendere per far sì che la scienza aperta diventi la norma e non l’iniziativa di alcuni come avviene oggi. Il workshop è stato organizzato per promuovere l’EOSC (European Open Science Cloud, cloud europeo per la scienza aperta) nata per offrire uno spazio sicuro e aperto in cui la comunità scientifica possa archiviare, condividere e riutilizzare dati e risultati scientifici.
I finanziatori della ricerca giocano un ruolo chiave nel promuovere questo cambiamento culturale a favore della scienza aperta, attraverso le loro politiche e i mandati istituzionali a suo sostegno. In particolare, durante il workshop, è stato suggerito che i finanziatori in futuro potrebbero:

  • valutare l’adozione da parte dei ricercatori delle pratiche della scienza aperta (mettere a disposizione liberamente dati e articoli, usare software aperti, open peer review… etc ) come uno dei criteri per assegnare i finanziamenti
  • investire in infrastrutture che supportano l’implementazione della scienza aperta, la condivisione e la valutazione della ricerca
  • partecipare a discussioni per risolvere incomprensioni e idee sbagliate riguardanti la scienza aperta
  • fornire informazioni pratiche ad esempio sui principi FAIR nella gestione dei dati (non sempre i dati sono adatti per l’accesso aperto, ma dovrebbero essere “il più aperti possibile, chiusi quando necessario”)

E’ stato ribadito che per mettere in pratica la scienza aperta è essenziale cambiare i criteri di valutazione: un uso responsabile delle metriche e criteri più appropriati per la valutazione della ricerca sono essenziali per realizzare questo cambiamento culturale.
Anche le biblioteche di ricerca sono fondamentali nella promozione della scienza aperta all’interno delle istituzioni, aiutando e sostenendo i ricercatori a rendere sempre più aperti i risultati delle loro ricerche. Anche se l’acquisizione della letteratura (di ricerca) rimarrà una parte importante del lavoro delle biblioteche, queste in futuro dovranno focalizzarsi maggiormente sull’acquisizione, la descrizione, l’organizzazione e l’archiviazione della produzione intellettuale delle proprie istituzioni e dovranno essere più interoperabili, condividendo le proprie collezioni (ad esempio tramite repository istituzionali, librerie digitali, database, ecc.).
Strumenti, servizi e infrastrutture sono fattori essenziali per l’implementazione della scienza aperta. Tuttavia, la sola presenza di queste componenti non significa che la scienza aperta diventerà la norma e verrà messa in pratica in ogni istituzione: vi è bisogno di conoscenze e competenze per utilizzare efficacemente gli strumenti, i servizi e le infrastrutture, in questo istituzioni e biblioteche possono avere un ruolo centrale sostenendo la formazione per studenti, ricercatori e docenti.
La transizione verso la scienza aperta è in atto così come l’implementazione dell’European Open Science Cloud (EOSC). Immaginare che tutti gli enti di finanziamento della ricerca, le istituzioni e i ricercatori riconoscano i vantaggi della scienza aperta, e ne adottino le pratiche, è possibile a patto che tutti i principali attori coinvolti nella ricerca collaborino per garantire un futuro in cui la ricerca riesca realmente a beneficiare dal riutilizzo dei risultati della ricerca (e ad avere un impatto concreto sulla società).

OpenUp Hub

OpenUPhubOpenUp Hub è una piattaforma che recupera ed organizza documenti, strumenti, best practice e linee guida relativi a peer review, disseminazione e metriche alternative nell’ambito dell’Open Science. Nasce da un progetto finanziato dal programma Horizon2020 della Commissione Europea indirizzato a tutti coloro che sono coinvolti nel ciclo della ricerca scientifica: dai ricercatori agli editori, dai finanziatori ai bibliotecari. Si può personalizzare la ricerca del materiale informativo raccolto nella piattaforma (articoli, corsi di formazione, guide, checklist, ecc.) sia in base al proprio profilo (bibliotecario, ricercatore, …) sia in base alle proprie esigenze ed esempio, quali sono le migliori strategie di disseminazione sul web di un articolo.

All’interno di OpenUp Hub si trovano anche una interessante sezione di domande e risposte sull’Open Science, un blog, ed uno spazio, chiamato The Observatory, che monitora i recenti sviluppi negli ambiti dei temi trattati dal sito utilizzando i social media come fonte di informazioni.