Quinto convegno annuale AISA

AISAGiovedì 7 e venerdì 8 novembre si svolgerà, presso l’Università degli studi di Udine, il quinto convegno dell’AISA (Associazione Italiana per la promozione della Scienza Aperta) “Dalle pubblicazioni ai dati: l’apertura della scienza tra promesse e fatti”.

Chi desidera partecipare può registrarsi al seguente indirizzo https://aisa.sp.unipi.it/attivita/v-convegno-annuale/registrazione/.

Le iscrizioni chiuderanno il 3 novembre 2019.

 

 

I podcast di Orion Open Science

orionSegnaliamo un’interessante serie di podcast prodotta da Orion Open Science, progetto quadriennale (2017-2021) finanziato da Horizon 2020 nell’ambito del programma di lavoro Science with and for Society (SWAFS) il cui obiettivo è quello di costruire una cooperazione efficace tra scienza e società.
Luiza Bengtsson ed Emma Harris del Max-Delbrück-Center for Molecular Medicine presso la Helmholtz Association (MDC), hanno sviluppato per questo progetto una serie di risorse per la formazione dei ricercatori sull’Open Science, quali workshop e diversi materiali online tra i quali raccomandiamo la serie dei podcast.
Questi podcast vogliono essere un modo semplice e immediato per informarsi su diversi aspetti della scienza aperta come ad esempio la condivisione dei dati, la citizen science, la revisione tra pari etc…
Si tratta di in una serie di interviste con diversi ospiti per esplorare pregi e difetti dell’attuale sistema scientifico, e capire in che modo le pratiche Open Science possono migliorare l’attuale modo di fare scienza. 
Ultimo pubblicato è l’intervista a Paola Masuzzo: A Public Scandal: Paola Masuzzo on the Absurdity of Locking Up Knowledge che propone un approccio radicale per aprire la conoscenza a tutti: “la conoscenza è preziosa, non è un bene commerciale, e non può essere trattata come tale.”

E’ online un altro modulo dell’Open Science MOOC

OpenScienceMOOCE’ stato da poco pubblicato online, sulla piattaforma open source Eliademy, un nuovo modulo dell’Open Science MOOC, corso online che affronta tutti gli aspetti legati al tema della scienza aperta. Questo modulo, Open Principles, introduce i principi base dell’Open Science, elencandone i diversi attori coinvolti, e aiuta a crearsi un profilo online aderente ai principi del movimento.
Tutti i corsi dell’Open Science MOOC sono gratuiti e possono essere seguiti con il proprio ritmo. I contenuti sono liberamente disponibili e autorizzati per l’uso sia all’interno che al di fuori della piattaforma.
Per avere una bibliografia completa ed aggiornata sui vari temi legati all’Open Science consigliamo di consultare la sezione dove viene raccolto tutto il materiale relativo ad ogni corso.
Dopo aver seguito il corso e risposto alle domande finali, si può scaricare un attestato.

Italian open science webinar series 2019

Italian open science webinar series 2019

OpenAIRE, in collaborazione con il Nodo italiano RDA, offre la nuova serie di webinar sull’Open Science.

Quali sono i principali aspetti legali da considerare quando si ha a che fare con i dati della ricerca?
Di cosa si occupa il Data Steward?
Qual è l’importanza del Data Management Plan dal punto di vista di un data steward e di un ricercatore?

Questi i temi cui saranno dedicati i tre incontri in programmazione a partire dal 29 aprile. I webinar, avranno la durata di un’ora complessiva, di cui 30 minuti di presentazione e 30 minuti per le domande dei partecipanti.
L’iscrizione è obbligatoria e verrà rilasciato, a chi lo richiede, un attestato di partecipazione.
Il calendario e le schede di registrazione sono disponibili sulla pagina italiana del nodo RDA  e sul portale di OpenAIRE.

10 miti da sfatare sull’editoria ad accesso aperto

Segnaliamo un interessante preprint, appena pubblicato su PeerJ, che vuole sfatare quelli che sono i dieci argomenti divenuti i più controversi con l’emergere del movimento dell’Open Science nel mondo della comunicazione scientifico/accademica.
I “miti” sono stati identificati attraverso una discussione su Twitter e presentati nell’articolo senza nessun particolare ordine di importanza. Tra di essi troviamo l’impact factor come garanzia di qualità, l’obbligo da parte degli autori del trasferimento del copyright dei propri articoli, il ruolo della peer review e la legittimità dei database “globali” (Web of Science, Scopus).
Questo articolo è inteso dagli autori come un punto di riferimento per la lotta alla disinformazione che circonda la scienza aperta ed è corredato anche da una bibliografia estremamente dettagliata ed aggiornata.

Di seguito riportiamo l’infografica presa dal testo che elenca i 10 miti che sono stati sfatati nell’articolo:

10 myths

Wellcome Open Research, il futuro della comunicazione scientifica?

wellcome open researchVi segnaliamo un altro post che, in linea con le conclusioni dell’Expert Group on the future of scholarly publishing and scholarly communication della Commissione Europea, prevede che saranno gli enti finanziatori della ricerca ad avere un ruolo fondamentale nel futuro della comunicazione scientifico/accademica. Sul blog LSE Impact of Social Sciences si parla dei primi due anni di attività della piattaforma Wellcome Open Research del Wellcome Trust, uno dei principali finanziatori della ricerca scientifica nel mondo. Questa piattaforma, online dal 2016 ed incentrata sull’accesso aperto, si basa su servizi sviluppati da F1000Research e consente ai ricercatori di pubblicare e condividere un’ampia gamma di risultati di ricerca, dai protocolli, ai set di dati, agli articoli di ricerca tradizionali. 
Per gli autori del post, questo è un momento molto interessante per la comunicazione scientifico/accademica: sono ormai all’ordine del giorno le tecnologie che permettono di  superare gli ostacoli alla condivisione dei risultati della ricerca e sono molti gli enti finanziatori che hanno sviluppato le proprie piattaforme editoriali (tra questi, la Bill and Melinda Gates Foundation, l’Irish Research Council e la South African Academy of Sciences). Gli autori del post riconoscono che le piattaforme di condivisione gestite dagli  enti che finanziano la ricerca possono avere anche un ruolo chiave nella soluzione di uno dei principali problemi della ricerca scientifica: un sistema di valutazione che tiene in maggior conto dove viene pubblicato un lavoro invece di valutarne il valore intrinseco, problema che verrebbe superato se tutti i lavori fossero pubblicati su questo tipo di piattaforme.
I dati che arrivano dalla piattaforma Wellcome Open Research sono molto incoraggianti, in questi due anni sono stati pubblicati articoli di 2185 autori affiliati a 727 istituzioni di 73 paesi. Dei 166 articoli pubblicati nel 2018, 73 (44%) sono articoli di ricerca non tradizionali che solitamente sono molto difficili da pubblicare. Inoltre, il numero di pubblicazioni sulla piattaforma è aumentato del 38% negli ultimi 12 mesi e le richieste continuano a crescere.
Gli autori del post concludono evidenziando che un potenziale svantaggio del pubblicare su piattaforme di questo tipo potrebbe essere un sovraccarico di informazioni in quanto la peer review viene fatta successivamente alla pubblicazione. Propongono, tuttavia, che potrebbero essere le stesse società scientifiche ad assumersi il ruolo di selezionatori utilizzando l’esperienza dei propri membri per identificare sulle piattaforme la ricerca migliore nelle rispettive aree di competenza dandole, così, anche un sigillo di qualità.

Online il primo modulo dell’Open Science MOOC

OpenScienceMOOCE’ da poco online, sulla piattaforma open source Eliademy, il primo modulo dell’Open Science MOOC, corso online che riguarda tutti gli aspetti legati al tema della scienza aperta.

Il primo modulo ha come argomenti l’Open Research Software e l’Open Source. Il prossimo modulo, programmato per gli inizi del 2019, riguarderà i Principi base dell’Open Science (Open Principles).  

I corsi sono completamente gratuiti, possono essere seguiti con il proprio ritmo quindi possono essere completati nel tempo libero, tutti i contenuti sono liberamente disponibili e autorizzati per l’uso sia all’interno che al di fuori della piattaforma.

Chi è interessato può anche partecipare alla realizzazione di questi moduli registrandosi su Slack o su GitHub.

Bibliosan 2.0 riprenderà a gennaio. Buone feste!