Valutare o valorizzare la ricerca: percorsi possibili

valutare la ricercaSegnaliamo un interessante webinar sulla valutazione della ricerca che si terrà l’8 aprile dalle 13:50 alle 15:00.

Questo incontro è il secondo appuntamento degli Open Science Cafè, una serie di webinar sui temi e le novità dal mondo della scienza aperta pensati per la comunità scientifica italiana.

Si parlerà di come i criteri attuali di valutazione della ricerca influenzino profondamente i comportamenti dei ricercatori e di come sia sempre più centrale la necessità di dare più spazio ad un sistema che valorizzi tutte le componenti  del lavoro di ricerca per integrare a pieno i principi della scienza aperta nelle azioni quotidiane dei ricercatori. 

L’incontro è organizzato dal Competence Center di ICDI, in collaborazione con GARR, verrà introdotto da Emma Lazzeri e tenuto da Elena Giglia e da Donatella Castelli.

Per parteciparvi è necessario iscriversi alla piattaforma GARR al seguente link: https://learning.garr.it/enrol/index.php?id=136

Open Research Europe: la nuova piattaforma della Commissione Europea

cover_ORE_ITASegnaliamo un interessante webinar sull’Open Research Europe (ORE), la nuova piattaforma di pubblicazione Open Access della Commissione Europea, che si terrà l’11 marzo dalle 13:50 alle 15:00. 

I beneficiari dei progetti europei Horizon 2020 e Horizon Europe potranno usarla per diffondere i risultati delle proprie ricerche attraverso un processo di pubblicazione aperto e trasparente in ogni passaggio, dai costi alla peer review, dai preprint ai dati che hanno portato alla definizione dell’articolo. In una prima fase, la piattaforma ospiterà le pubblicazioni di beneficiari di progetti europei (anche conclusi) afferenti a sei aree: scienze naturali, ingegneria e tecnologia, medicina, agricoltura, scienze sociali, discipline umanistiche e artistiche. 

La presentazione della piattaforma sarà fatta in italiano da Ilaria Fava (che ne ha seguito la messa a punto per OpenAIRE) e per parteciparvi è necessario iscriversi al seguente link: https://learning.garr.it/course/view.php?id=134

Questo è il primo degli Open Science Cafè, una serie di appuntamenti periodici, organizzati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e pensati per la comunità scientifica italiana, con i temi e le novità dal mondo della scienza aperta.

Scopus aggiunge i preprint sul profilo degli autori

scopus

Scopus ha annunciato di aver incorporato i preprint sul profilo degli autori. Al momento vengono presi in considerazione solo i preprint caricati dal 2017 su alcuni dei più conosciuti server di preprint: arXiv, bioRxiv, ChemRxiv e medRxiv (per SSRN si dovrà aspettare la fine dell’anno).

Scopus afferma che sta apportando questo cambiamento perché vede i preprint come una parte importante del ciclo della ricerca e che questa aggiunta consentirà ad altri studiosi di “identificare potenziali collaboratori” che stanno eseguendo ricerche “all’avanguardia”. 

L’aggiunta dei preprint aiuterà anche a fornire una panoramica più completa del lavoro di un ricercatore, infatti si sta anche valutando la possibilità di collegarli alle loro versioni eventualmente pubblicate su riviste per mostrarne l’intero percorso. 

I preprint verranno aggiunti solo ai profili degli autori che hanno già delle pubblicazioni peer reviewed indicizzate in Scopus e, ovviamente, saranno separati da queste in quanto per il conteggio delle metriche non verranno prese in considerazione le citazioni da loro ricevute.

Scienza aperta e comunicazione ai tempi del COVID-19

notte_ricercatori1Il Gruppo di lavoro sull’open access del Sistema Bibliotecario di Ateneo dell’Università del Piemonte Orientale parteciperà alla Notte europea dei ricercatori 2020, che quest’anno si terrà il prossimo 27 novembre, con un’attività dal titolo Scienza aperta e comunicazione ai tempi del COVID-19. L’attività si terrà in modalità virtuale dalle ore 16,30 alle ore 17,45 circa. 

Si parlerà di comunicazione scientifica durante la pandemia e della necessità di far circolare informazioni corrette e agevolare il progresso della ricerca attraverso contenuti subito accessibili. Ospiti la dott.ssa Paola Masuzzo, data scientist e open scientist e il dott. Matteo Di Rosa (APRE).

La diretta si può seguire sul canale YouTube dell’Università all’indirizzo  https://youtu.be/xUuI2B3KpLc

Durante lo streaming si potrà interagire attraverso la chat di YouTube; la discussione sarà registrata e quindi fruibile anche successivamente all’evento.

Pagare per leggere o pagare per scrivere: un dilemma insuperabile? Editoria scientifica e Open Access

L’Università del Piemonte Orientale e l’Associazione italiana per la promozione della scienza aperta (AISA) organizzano la teleconferenza Pagare per leggere o pagare per scrivere: un dilemma insuperabile? Editoria scientifica e Open Access. L’iniziativa avrà luogo nella mattinata del 4 dicembre 2020.

Il programma prevede anche interventi su Plan S e i cosiddetti accordi trasformativi. Per partecipare è necessario registrarsi compilando l’apposito modulo.

Webinar: Covid-19 e condivisione dei dati: perché in Italia si fa troppo poco?

Segnaliamo un interessante seminario: Covid-19 e condivisione dei dati: perché in Italia si fa troppo poco? organizzato dai nodi italiani di OpenAIRE, ELIXIR, RDA e EOSC Pillar in cui verranno illustrati gli strumenti e le pratiche dell’Open Science per contrastare la crisi sanitaria in corso. 

Con la pandemia da COVID-19 è infatti diventata evidente la necessità di aderire ad un modello di scienza aperto e collaborativo per condividere i dati e gli altri risultati della ricerca scientifica. Verranno inoltre illustrate le principali iniziative europee per la condivisione di dati e risultati di ricerca all’interno della comunità scientifica.

Per partecipare al webinar, che si terrà lunedì 16 novembre dalle 15 alle 17, è obbligatorio registrarsi entro domenica 15 novembre a questo link. Un’ora prima dell’evento gli iscritti riceveranno via email il link per partecipare.

Initiative for Open Abstracts (I4OA)

L’Initiative for Open Abstracts (Iniziativa per gli abstract aperti, I4OA) nasce da una collaborazione tra editori accademici, bibliotecari, ricercatori, finanziatori della ricerca, e organizzazioni legate al movimento della scienza aperta, per sostenere e promuovere il deposito degli abstract delle pubblicazioni accademiche (in particolare di articoli di riviste e di capitoli di libri) in un archivio interdisciplinare aperto e accessibile.

La maggior parte degli abstract è già disponibile sui siti web delle riviste, o su database accademici come PubMed. Il problema che questa iniziativa vuole risolvere è che queste fonti hanno dei limiti, ad esempio richiedono un abbonamento, non sono accessibili dai sistemi di data mining o sono limitate a una specifica disciplina. 

I4OA è stato formalmente lanciato a settembre 2020 durante la Conferenza online OASPA sull’editoria accademica ad accesso aperto, ed è nato dalle discussioni nate all’interno dell’Initiative for Open Citations (Iniziativa per le citazioni aperte, I4OC) partita nel 2017. La scienza aperta richiede l’accesso aperto non solo ai riferimenti bibliografici ma anche agli abstract e ad altri metadati bibliografici, e I4OA mira a replicare il successo di I4OC ottenendo un enorme aumento della disponibilità aperta di abstract accademici.

Gli editori che hanno aderito a questa iniziativa (al momento circa 50 tra cui BMJ, PNAS e PLoS) hanno accettato di inviare gli abstract dei loro articoli a Crossref, un’agenzia che registra i DOI (identificatori di oggetti digitali univoci) dei lavori di ricerca, che li renderà disponibili in un formato standardizzato disponibile tramite un’API.

Tre lezioni sull’accesso aperto dell’emergenza COVID-19

In occasione dell’Open Access Week, segnaliamo un interessante post pubblicato su LSE Impact Blog, Three lessons COVID-19 has taught us about Open Access publishing. L’autore, Robert Kiley, responsabile del dipartimento dell’Open Research del Wellcome Trust, individua tre innovazioni nella comunicazione scientifica, derivate dalla pandemia di COVID-19, che potrebbero essere molto utili nello sviluppo futuro dell’Open Science in generale. In particolare, l’autore afferma che è ormai chiaro che:

  • i modelli di pubblicazione tradizionali, che bloccano i contenuti dietro paywall, non possono essere accettabili nel caso di emergenze sanitarie
  • i preprint e le piattaforme per la pubblicazione ad accesso aperto (come Wellcome Open Research) sono diventati il mezzo di comunicazione privilegiato per diffondere il risultato di una ricerca scientifica nel più breve tempo possibile
  • visto che non è possibile prevedere quale ricerca risulterà importante per una determinata emergenza sanitaria (al momento ci sono anche altre emergenze come, ad esempio, il cambiamento climatico), sarebbe meglio rendere tutto ad accesso aperto

Come afferma l’autore del post, l’emergenza COVID-19 ha mostrato i vantaggi di una editoria ad accesso aperto, è arrivato il momento per concretizzarli e far diventare l’open access la norma nella comunicazione scientifica.

Covid-19 Shows That Scientific Journals Need to Open Up

open_access_for_researchersUn importante cambiamento causato dalla pandemia da Covid-19 è stata la disponibilità da parte dei maggiori editori scientifici a garantire il libero accesso alla quasi totalità degli articoli pubblicati sul nuovo virus, normalmente accessibili solamente tramite abbonamento.
Cosa accadrà alla comunicazione scientifica con la fine della pandemia? Si pagherà nuovamente o gli editori manterranno questa posizione?

Se lo chiede in un lungo e interessante articolo Covid-19 Shows That Scientific Journals Need to Open Up pubblicato su Bloomberg Opinion Justin Fox, che, ripercorrendo la storia delle riviste scientifiche dalle origini, racconta come si è arrivati allo status quo e dove sta andando oggi l’industria dell’editoria scientifica.

Fox sostiene che il Covid-19 abbia solo accelerato il complesso passaggio da un sistema di comunicazione scientifica per lo più chiuso ad uno per lo più aperto, per il quale accademici, governi e organizzazioni no profit stanno lavorando da decenni, e che difficilmente si potrà tornare indietro.
Se fino ad oggi mantenere la ricerca dietro paywalls è stato proficuo, ora gli editori devono trovare un nuovo approccio ed abbracciare la scienza aperta, come la pandemia da Covid-19 ha evidenziato, ma non mancheranno conseguenze.
La più perversa di queste conseguenze, dal punto di vista di molti sostenitori dell’accesso aperto, sarà un aumento del potere e dei profitti dei grandi editori commerciali che infatti nel frattempo hanno acquistato server di preprint, social network accademici, piattaforme di hosting di riviste, strumenti di valutazione della ricerca e altri servizi al fine di rendersi essenziali per il mondo accademico.

Open Science, Open Access FAIR data, EOSC, webinar in collaborazione con OpenAIRE

OPAIREInizia domani un corso online su Open Science, Open Access, dati FAIR e European Open Science Cloud, organizzato da OpenAIRE, in collaborazione con l’Unità di progetto Formazione dell’Università di Torino. Docente: Elena Giglia dell’Università di Torino, Unità di progetto Open Access.

Il corso prevede tre incontri (19, 22 e 25 giugno) da due ore ciascuno in cui si affronteranno:

– la crisi dell’attuale modello di comunicazione scientifica e l’alternativa Open, con gli strumenti per aprire ogni passo del ciclo della ricerca 

– l’Open Access in pratica, con una panoramica sulle politiche europee per testi e dati, e sulla European Open Science Cloud

– come gestire i dati della ricerca, come renderli FAIR e come aprirli, se e quando possibile

Il primo incontro si terrà domani, venerdì 19 giugno alle ore 10:00:
LA CRISI DELLA COMUNICAZIONE SCIENTIFICA E L’ALTERNATIVA OPEN

2 incontro: OPEN ACCESS E POLITICHE EUROPEE
Lunedì 22 giugno alle 14.00 

3 incontro: DATI DELLA RICERCA, DATI FAIR, DATI OPEN (E COME SCRIVERE UN DATA MANAGEMENT PLAN)
Giovedì 25 giugno 25 alle 14.00

I link alle sessioni Webex sono alla pagina:
https://www.oa.unito.it/new/open-science-open-access-fair-data-eosc-webinar-in-collaborazione-con-openaire/