Tre lezioni sull’accesso aperto dell’emergenza COVID-19

In occasione dell’Open Access Week, segnaliamo un interessante post pubblicato su LSE Impact Blog, Three lessons COVID-19 has taught us about Open Access publishing. L’autore, Robert Kiley, responsabile del dipartimento dell’Open Research del Wellcome Trust, individua tre innovazioni nella comunicazione scientifica, derivate dalla pandemia di COVID-19, che potrebbero essere molto utili nello sviluppo futuro dell’Open Science in generale. In particolare, l’autore afferma che è ormai chiaro che:

  • i modelli di pubblicazione tradizionali, che bloccano i contenuti dietro paywall, non possono essere accettabili nel caso di emergenze sanitarie
  • i preprint e le piattaforme per la pubblicazione ad accesso aperto (come Wellcome Open Research) sono diventati il mezzo di comunicazione privilegiato per diffondere il risultato di una ricerca scientifica nel più breve tempo possibile
  • visto che non è possibile prevedere quale ricerca risulterà importante per una determinata emergenza sanitaria (al momento ci sono anche altre emergenze come, ad esempio, il cambiamento climatico), sarebbe meglio rendere tutto ad accesso aperto

Come afferma l’autore del post, l’emergenza COVID-19 ha mostrato i vantaggi di una editoria ad accesso aperto, è arrivato il momento per concretizzarli e far diventare l’open access la norma nella comunicazione scientifica.

Covid-19 Shows That Scientific Journals Need to Open Up

open_access_for_researchersUn importante cambiamento causato dalla pandemia da Covid-19 è stata la disponibilità da parte dei maggiori editori scientifici a garantire il libero accesso alla quasi totalità degli articoli pubblicati sul nuovo virus, normalmente accessibili solamente tramite abbonamento.
Cosa accadrà alla comunicazione scientifica con la fine della pandemia? Si pagherà nuovamente o gli editori manterranno questa posizione?

Se lo chiede in un lungo e interessante articolo Covid-19 Shows That Scientific Journals Need to Open Up pubblicato su Bloomberg Opinion Justin Fox, che, ripercorrendo la storia delle riviste scientifiche dalle origini, racconta come si è arrivati allo status quo e dove sta andando oggi l’industria dell’editoria scientifica.

Fox sostiene che il Covid-19 abbia solo accelerato il complesso passaggio da un sistema di comunicazione scientifica per lo più chiuso ad uno per lo più aperto, per il quale accademici, governi e organizzazioni no profit stanno lavorando da decenni, e che difficilmente si potrà tornare indietro.
Se fino ad oggi mantenere la ricerca dietro paywalls è stato proficuo, ora gli editori devono trovare un nuovo approccio ed abbracciare la scienza aperta, come la pandemia da Covid-19 ha evidenziato, ma non mancheranno conseguenze.
La più perversa di queste conseguenze, dal punto di vista di molti sostenitori dell’accesso aperto, sarà un aumento del potere e dei profitti dei grandi editori commerciali che infatti nel frattempo hanno acquistato server di preprint, social network accademici, piattaforme di hosting di riviste, strumenti di valutazione della ricerca e altri servizi al fine di rendersi essenziali per il mondo accademico.

Open Science, Open Access FAIR data, EOSC, webinar in collaborazione con OpenAIRE

OPAIREInizia domani un corso online su Open Science, Open Access, dati FAIR e European Open Science Cloud, organizzato da OpenAIRE, in collaborazione con l’Unità di progetto Formazione dell’Università di Torino. Docente: Elena Giglia dell’Università di Torino, Unità di progetto Open Access.

Il corso prevede tre incontri (19, 22 e 25 giugno) da due ore ciascuno in cui si affronteranno:

– la crisi dell’attuale modello di comunicazione scientifica e l’alternativa Open, con gli strumenti per aprire ogni passo del ciclo della ricerca 

– l’Open Access in pratica, con una panoramica sulle politiche europee per testi e dati, e sulla European Open Science Cloud

– come gestire i dati della ricerca, come renderli FAIR e come aprirli, se e quando possibile

Il primo incontro si terrà domani, venerdì 19 giugno alle ore 10:00:
LA CRISI DELLA COMUNICAZIONE SCIENTIFICA E L’ALTERNATIVA OPEN

2 incontro: OPEN ACCESS E POLITICHE EUROPEE
Lunedì 22 giugno alle 14.00 

3 incontro: DATI DELLA RICERCA, DATI FAIR, DATI OPEN (E COME SCRIVERE UN DATA MANAGEMENT PLAN)
Giovedì 25 giugno 25 alle 14.00

I link alle sessioni Webex sono alla pagina:
https://www.oa.unito.it/new/open-science-open-access-fair-data-eosc-webinar-in-collaborazione-con-openaire/

OpenAIRE per Covid-19

OPAIREPer supportare gli sforzi della comunità scientifica nell’affrontare l’attuale pandemia da COVID-19, la Commissione europea ha invitato alla collaborazione OpenAIRE e altre iniziative dell’European Open Science Cloud (EOSC).

In particolare OpenAIRE sta realizzando, in sinergia con altre iniziative europee come ELIXIR e RDA, un COVID-19 Open Research Gateway in cui raccoglierà in modo automatico tutti i prodotti della ricerca relativi a COVID-19 (dati clinici, epidemiologici, articoli scientifici, software, metodologie, ecc) nell’ottica di fornire un unico punto di accesso a tutte le risorse rilevanti. Il gateway sarà lanciato per la fine di aprile.

OpenAIRE ha inoltre istituito in Zenodo uno spazio dedicato per depositare in modo immediato i risultati della ricerca relativi a COVID-19 (articoli, dataset, software, ecc).

La community è attualmente curata da un gruppo di persone che lavorano per OpenAIRE, tuttavia, è aperta una Call for experts del settore medico/biomedico ma non solo, che possano contribuire a curare la collezione in Zenodo e supportare la selezione delle fonti per l’Open Research Gateway COVID-19.

CORD-19

cord-19In risposta alla pandemia di COVID-19, l’Allen Institute for AI ha collaborato con alcuni importanti gruppi di ricerca per preparare e distribuire il COVID-19 Open Research Dataset (CORD-19), risorsa gratuita che ad oggi archivia oltre 45.000 articoli accademici, di cui oltre 33.000 con testo completo, e relativi dati, su COVID-19, SARS-CoV-2 ed i coronavirus in generale.

Questo database viene aggiornato settimanalmente, man mano che nuovi articoli vengono revisionati e pubblicati su riviste scientifiche e man mano che nuovi preprint vengono caricati su bioRxiv, medRxiv ed altri archivi ad accesso aperto.

Sul sito è possibile sia fare delle ricerche tramite il CORD-19 Explorer (abbastanza semplice, nella pagina è presente anche un elenco di strumenti che permettono una ricerca più estensiva) sia scaricare localmente tutto il set di dati per fare data e text mining, principale attrattiva del sito.

LitCovid

litcovidQuesta settimana segnaliamo LitCovid, una piattaforma creata per raggruppare tutta la letteratura scientifica sul nuovo Coronavirus pubblicata su PubMed.

LitCovid è una risorsa creata dal National Center for Biotechnology Information della National Library of Medicine che, al momento, fornisce l’accesso a più di 1260 articoli di ricerca e viene aggiornata quotidianamente.

La piattaforma ha una funzione di ricerca più sofisticata rispetto alle altre risorse esistenti riuscendo ad identificare circa il 35% in più di articoli pertinenti rispetto alle ricerche convenzionali basate su parole chiave come “COVID-19” o “nCoV”. 

Un altro valore aggiunto di LitCovid è che gli articoli sono classificati per argomento (panoramica generale, meccanismi della malattia, dinamiche di trasmissione, trattamenti, case report e previsione epidemica)  e/o per posizione geografica in modo da poter avere anche una visualizzazione di dove viene prodotta la ricerca.

Ricordiamo anche che la quasi totalità degli editori scientifici ha aderito alla richiesta del Wellcome trust di rendere tutta la ricerca scientifica su questo argomento liberamente accessibile

 

Nuova piattaforma per preprint sul nuovo coronavirus

outbreak scienceL’emergenza scaturita dalla diffusione del COVID-19 ha fatto sì che la comunità scientifica mondiale abbia da subito sentito la necessità di condividere rapidamente dati e risultati preliminari rilevanti al contrasto di questa epidemia.

Come risultato di questa esigenza di una pubblicazione e condivisione immediate, sono aumentati in modo esponenziale i preprint (pubblicazioni che non hanno ancora passato la peer review).

Il Wellcome Trust, riconoscendo il valore che hanno questo tipo di pubblicazioni, ha collaborato con Outbreak Science e PREreview all’apertura di una piattaforma di open peer review, Outbreak Science Rapid PREreview, alla quale possono collaborare attivamente i ricercatori che hanno un ID ORCID facendo la open peer review. Sulla piattaforma si trovano i preprint caricati sui tre principali archivi ad accesso aperto medRxiv, bioRxiv e arXiv. Le recensioni sono aperte e possono essere inviate in forma anonima.

“S-legami” Open Access – Manuale d’uso per ricercatori

aprequaderniSegnaliamo l’uscita del Quaderno APRE “S-legami” Open Access – Manuale d’uso per ricercatori.
Il documento nasce nell’ambito delle attività svolte dal Gruppo di Lavoro APRE (Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea) dedicato all’Open Science e si sviluppa come un manuale d’uso per i ricercatori sul tema Scienza Aperta e, nello specifico, su Open Access e Open Data.
La sua redazione ha coinvolto tutti i membri del Gruppo di lavoro, composto da rappresentanti delle biblioteche e degli uffici di supporto alla ricerca di diverse università e centri di ricerca italiani.
Il manuale è il prodotto finale di un lavoro che si è sviluppato in 3 fasi:

  • raccolta delle domande più comuni poste dai ricercatori in materia di Open Access e Open Data alle proprie strutture di appartenenza: biblioteche e/o grant office
  • le domande raccolte sono state suddivise in 6 temi che rappresentano le sezioni del manuale: I falsi miti, Considerazioni individuali, Peer Review e Impact Factor, La proprietà intellettuale e il contratto con l’editore, Quello che i ricercatori non sanno e Open Access e progetti europei
  • redazione delle risposte alle domande e preoccupazioni più frequenti dei ricercatori

Il manuale è di facile consultazione in quanto mantiene la struttura in domanda e risposta permettendo di individuare rapidamente le proprie perplessità e le relative risposte poste sempre in modo preciso e sintetico.

Quinto convegno annuale AISA

AISAGiovedì 7 e venerdì 8 novembre si svolgerà, presso l’Università degli studi di Udine, il quinto convegno dell’AISA (Associazione Italiana per la promozione della Scienza Aperta) “Dalle pubblicazioni ai dati: l’apertura della scienza tra promesse e fatti”.

Chi desidera partecipare può registrarsi al seguente indirizzo https://aisa.sp.unipi.it/attivita/v-convegno-annuale/registrazione/.

Le iscrizioni chiuderanno il 3 novembre 2019.

 

 

I podcast di Orion Open Science

orionSegnaliamo un’interessante serie di podcast prodotta da Orion Open Science, progetto quadriennale (2017-2021) finanziato da Horizon 2020 nell’ambito del programma di lavoro Science with and for Society (SWAFS) il cui obiettivo è quello di costruire una cooperazione efficace tra scienza e società.
Luiza Bengtsson ed Emma Harris del Max-Delbrück-Center for Molecular Medicine presso la Helmholtz Association (MDC), hanno sviluppato per questo progetto una serie di risorse per la formazione dei ricercatori sull’Open Science, quali workshop e diversi materiali online tra i quali raccomandiamo la serie dei podcast.
Questi podcast vogliono essere un modo semplice e immediato per informarsi su diversi aspetti della scienza aperta come ad esempio la condivisione dei dati, la citizen science, la revisione tra pari etc…
Si tratta di in una serie di interviste con diversi ospiti per esplorare pregi e difetti dell’attuale sistema scientifico, e capire in che modo le pratiche Open Science possono migliorare l’attuale modo di fare scienza. 
Ultimo pubblicato è l’intervista a Paola Masuzzo: A Public Scandal: Paola Masuzzo on the Absurdity of Locking Up Knowledge che propone un approccio radicale per aprire la conoscenza a tutti: “la conoscenza è preziosa, non è un bene commerciale, e non può essere trattata come tale.”