Open Peer Review Module per gli archivi istituzionali

OPRM_logoIl 27 aprile prossimo verrà presentato a Madrid l’Open Peer Review Module (OPRM) sviluppato da Open Scholar in collaborazione con 5 partner spagnoli e finanziato dal progetto OpenAIRE2020. L’obiettivo è quello di offrire uno strumento per garantire una peer review aperta a tutte le tipologie di lavori depositati negli archivi ad accesso aperto in modo da equiparare, in termini qualitativi, i lavori depositati negli archivi aperti e quelli pubblicati sulle riviste al fine di ridefinire il ruolo degli archivi istituzionali per il futuro della valutazione scientifica. Un sistema di tag e opzioni di ricerca avanzate permetterà di individuare facilmente tutti i lavori depositati negli archivi aperti che hanno ricevuto peer review. Il progetto prevede la graduale conversione degli attuali archivi aperti in piattaforme in grado di assicurare un processo di valutazione aperto e trasparente ad opera della comunità dei pari e riportare in questo modo il processo di valutazione in mano alla comunità scientifica. L’OPRM sarà inizialmente sviluppato come un plugin per i repository che utilizzano Dspace, ma verrà successivamente adattato anche ad altri software come ad esempio EPrints.

The Peer Reviewers Openness Initiative

PROSegnaliamo una recente interessante iniziativa nata dalla volontà di un gruppo di ricercatori/revisori a favore di una maggiore diffusione della scienza aperta. L’iniziativa si fonda sul presupposto che l’apertura e la trasparenza sono valori fondanti della scienza e incoraggia i revisori a richiedere agli autori di rendere disponibili tutti i materiali (dati grezzi, questionari, programmi…) utilizzati in fase di ricerca e per la stesura dell’articolo. I ricercatori che aderiscono all’iniziativa si impegnano, a partire da gennaio 2017, a revisionare solo articoli che rispondono ai seguenti requisiti:

  • i dati e i materiali relativi alla ricerca su cui si basa l’articolo devono essere pubblicamente disponibili
  • nel caso non sia possibile rendere disponibili dati e materiali deve essere fornita una spiegazione (etica, legale…) nell’articolo
  • file e software devono essere inoltre corredati dai documenti necessari per la loro corretta interpretazione ed utilizzo

Sul sito dell’iniziativa si trovano anche linee guida e suggerimenti per gli autori che sono interessati a rendere aperti i risultati delle proprie ricerche

Nuove forme di peer review

peer reviewLa scorsa settimana dedicata alla peer review ha visto una grande partecipazione da parte di tutti coloro coinvolti nel processo di valutazione: ricercatori, editori e servizi terzi che offrono diverse forme di peer review e non solo. Il dibattito si è focalizzato su come superare le criticità del processo di valutazione come, ad esempio, i tempi eccessivamente lunghi, la trasparenza ed il riconoscimento del lavoro svolto dai ricercatori in qualità di revisori. Le diverse soluzioni proposte si orientano soprattutto verso la post publication peer review, tra queste segnaliamo: PubPeer, che permette commenti in forma anonima su articoli dotati di DOI o pubblicati come preprint su arXiv, e F1000Research, che pubblica articoli per i quali richiede una successiva open peer review da parte della propria comunità di esperti. La peculiarità di questo servizio è che tutto il processo di peer review è completamente trasparente e può essere seguito da tutti e in tutte le sue fasi. Quando l’articolo supera le revisioni, viene indicizzato dai più importanti database bibliografici quali, tra gli altri, PubMed Central, Scopus ed Embase. Altri esempi di open peer review sono offerti dai così detti mega-journalsUn altro interessante esperimento in questo ambito è offerto da Publons che offre un riconoscimento pubblico al lavoro di revisione. Questo servizio, in collaborazione con i principali editori scientifici, assegna dei crediti per ogni revisione effettuata e permette ai revisori, pur mantenendo l’anonimato quando richiesto, di certificare la propria attività a fini curricolari. Non mancano proposte innovative anche per quanto riguarda la pre publication peer review, tra queste segnaliamo Peerage of Science, servizio gratuito di peer-review cui gli autori possono rivolgersi prima di sottoporre il proprio articolo ad una rivista. Il servizio si caratterizza per i tempi rapidi ed un processo trasparente. Gli autori possono poi pubblicare o su una rivista che sottoscrive il servizio o proporre l’articolo completo di peer review ad altre riviste.

ScienceOpen: research + publishing network

ScienceOpenScienceOpen è una piattaforma che riunisce in unico luogo servizi di editoria ad accesso aperto e di social networking. In qualità di editore garantisce la pubblicazione immediata degli articoli proposti (previo controllo editoriale) che vengono successivamente sottoposti alla post publication peer-review da parte di tutti coloro che partecipano alla propria rete. ScienceOpen vuole infatti essere anche un luogo di incontro per la comunità scientifica favorendo il confronto e lo scambio di opinioni, e con questo obiettivo aggrega anche articoli ad accesso aperto pubblicati altrove (PMC e Arxiv) che possono essere commentati e revisionati al pari di quelli da loro pubblicati. L’accesso agli articoli è libero, per partecipare attivamente alla comunità (pubblicazione, commenti, attività di review, ratings etc…) è richiesta la registrazione e il possesso del codice ORCID al fine di garantire un confronto di qualità. Questa piattaforma si inserisce tra le numerose iniziative che promuovono nuove forme di valutazione per il superamento dell’IF (per ogni articolo sono disponibili le altmetrics) e della tradizionale peer-review a favore di un processo più trasparente e veloce.

I mega-journals

Imega-journals mega-journals sono un nuovo tipo di riviste scientifiche open access le cui principali caratteristiche sono:
multidisciplinarietà
– light peer review: revisione finalizzata alla sola pubblicazione che accerta la validità del metodo adottato senza entrare nel merito del contenuto
open post publication peer review: viene lasciata ai lettori la possibilità di commentare e valutare pubblicamente il contenuto degli articoli
nessun limite al numero di articoli pubblicati
utilizzo di metriche alternative (article level metrics)
facilità di riutilizzo dei dati

Queste riviste sono nate dopo il fenomenale successo di PLoS ONE, considerato il primo esempio di mega-journal pubblicato a partire dal 2006. Diversi editori, sia accademici che commerciali, stanno sperimentando questo nuovo tipo di pubblicazione che garantisce la disseminazione dell’informazione scientifica in tempi più brevi grazie alla light peer review (50 – 70% degli articoli accettati e tempi di pubblicazione tra i 3 e i 5 mesi) e alla mancanza di limiti nel numero di articoli pubblicati. Alcuni autorevoli esempi di mega-journals sono: BMJ Open, PeerJScientific Reports e Springer Plus.

 

I BENEFICI DELLA OPEN PEER REVIEW

f1000bibliosan20E’ stato pubblicato sul blog dell’editore F1000Research un post che mette in luce i vantaggi dell’utilizzo della open peer review, procedura in cui vengono resi noti i commenti degli esperti che valutano un articolo e in alcuni casi anche i loro nomi. In questo modo viene superata la mancanza di trasparenza che caratterizza la peer review tradizionale aumentando, secondo alcuni, la qualità del referaggio e consentendo ai revisori di dare maggior rilievo al loro lavoro e alle loro competenze professionali.

PeerJ assegna il DOI alle revisioni

Peerj1

PeerJ, rivista scientifica peer reviewed ad accesso aperto che offre agli autori la possibilità di pubblicare la storia del referaggio dei loro articoli, ha iniziato recentemente ad attribuire un DOI alle revisioni, fino ad ora contrassegnate solo dall’ URL, in modo da agevolarne l’identificazione e la citazione. Il vantaggio del DOI rispetto all’ URL è la sua persistenza che permette di mappare le revisioni anche qualora gli URL dovessero cambiare. Inoltre l’assegnazione del DOI permette di citare le revisioni dando maggiore visibilità ai revisori stessi.