LIBER Open Science Roadmap

liberLIBER, l’associazione europea delle biblioteche di ricerca, durante il meeting annuale a Lille ha lanciato una Roadmap (Tabella di marcia) verso la Open Science che vede nelle biblioteche gli interlocutori privilegiati per fare in modo che l’Open Science si realizzi pienamente.
Questa Roadmap delinea le azioni specifiche che le biblioteche possono intraprendere per sostenere l’Open Science, sia all’interno che al di fuori delle proprie istituzioni, fornendo esempi concreti di come tutte le biblioteche possono contribuire attivamente al suo sviluppo, ad esempio sensibilizzando, educando, sviluppando politiche di supporto per i propri ricercatori e ampliando l’impatto del proprio lavoro attraverso la collaborazione e le partnership.
LIBER riconosce che la quantità di lavoro che deve essere fatto varia notevolmente tra le varie discipline, i paesi e le istituzioni: in alcuni paesi l’Open Science è già riconosciuta dal governo e la consapevolezza è alta, in altri, il concetto di Open Science è ancora in una fase preliminare.
Nella Roadmap sono elencate le sette aree di priorità sulle quali le biblioteche devono lavorare per sostenere l’Open Science:

  • Scholarly Publishing
  • FAIR data
  • Research Infrastructure & the EOSC (European Open Science Cloud)
  • Metrics & Rewards
  • Open Science Skills
  • Research Integrity
  • Citizen Science

Ognuna di queste sezioni è, a sua volta, costituita da due sottosezioni: Opportunità & sfide e Raccomandazioni.
Alla fine della Roadmap, LIBER ha anche raccolto le esperienze di alcune biblioteche europee che stanno già promuovendo attivamente l’Open Science.

Con questo post vi auguriamo buone vacanze. Continueremo comunque a postare sull’account Twitter di Bibliosan2.0, a settembre!

Open Science Training Courses

FOSTERSegnaliamo un kit di strumenti proposto dal progetto FOSTER (Facilitate Open Science Training for European Research) che offre una serie di corsi online, liberamente accessibili, per fornire strumenti e suggerimenti su cosa fare per mettere in pratica la scienza aperta.
Il pacchetto offre vari moduli, senza un ordine specifico da seguire, che toccano i diversi aspetti della scienza aperta, come ad esempio le Best Practice da adottare, come condividere i dati della ricerca e i preprint, come pubblicare ad accesso aperto.

I moduli sono stati sviluppati riutilizzando contenuti liberamente disponibili prodotti da una serie di fornitori di contenuti tra cui DataOne, Research Data Netherlands, Open Data Institute e lo stesso FOSTER, tutti attivamente impegnati nello sviluppo e diffusione di risorse educative aperte relative alla scienza aperta.
Ogni corso richiede circa 1/2 ore di lavoro al termine delle quali si riceve un badge che attesta il completamento del corso stesso.

Free Journal Network

FJNIl Free Journal Network (FJN) è una iniziativa partita all’inizio del 2018 nell’ambito del movimento dell’Open Access per promuovere le riviste che vengono definite “diamante” o “platino” (riviste che non fanno pagare né abbonamento né tariffe per pubblicare). Nell’ambito delle pubblicazioni che seguono i principi dell’accesso aperto ci sono molte riviste che sono di livello alto e non pongono nessun tipo di barriera finanziaria agli autori di articoli scientifici o ai lettori. Uno degli obiettivi principali di questa iniziativa è quello di aiutare tali riviste a coordinare i loro sforzi per accelerare la creazione di un ecosistema di riviste che coinvolga editori ad accesso aperto “platino” o “diamante” per superare l’offerta delle riviste degli editori commerciali. FJN vuole quindi dimostrare che può esistere una valida alternativa alle riviste degli editori commerciali rappresentata da riviste “professionali” (in termini di qualità) ma, nello stesso tempo, “amatoriali” (solitamente gestite su base volontaria).
Va sottolineato che questo tipo di riviste possono essere molto economiche da gestire (ad esempio la maggior parte del lavoro viene “offerto” dai ricercatori e utilizzano software open source) anche se, ovviamente, non sono a costo zero, per esempio già assegnare un DOI ad un articolo costa 2$.

Per far parte dell’iniziativa, le riviste devono seguire dei criteri piuttosto semplici: devono soddisfare i 5 principi del Fair Open Access, dichiarare pubblicamente la loro appartenenza al Free Journal Network e permettere di pubblicare gli articoli in inglese. In futuro probabilmente sarà richiesta la registrazione nella DOAJ (Directory of Open Access Journals). Le riviste vengono selezionate da un Comitato e, ad oggi, fanno parte del FJN 39 pubblicazioni.

La Commissione europea prova ad accelerare verso l’accesso aperto totale

CEE’ della settimana scorsa la proposta della Commissione Europea (CE) che prevede per il prossimo programma a lungo termine di finanziamento della ricerca la soppressione dei finanziamenti per il pagamento delle article processing charge (APC) per gli articoli pubblicati sui periodici cosiddetti ibridi.
Attualmente la CE richiede che i lavori da lei finanziati siano liberamente accessibili tramite periodici ad accesso aperto, inclusi gli ibridi, o in alternativa attraverso la cosiddetta via verde che implica l’archiviazione di un articolo a pagamento in un archivio aperto.
Horizon Europe, il programma di finanziamento della ricerca e dell’innovazione, pagherà le APC solo ed esclusivamente per “purely open access venues”, cioè riviste che sono completamente ad accesso aperto.
La Commissione Europea sta abbandonando il proprio sostegno alle riviste ibride perché “al momento non sembrano sostenere una transizione verso modelli di pubblicazione ad accesso aperto”, e, qualora la proposta venisse approvata, potrebbe impedire ai ricercatori di pubblicare nei periodici che loro considerano di prima scelta.

La mossa della Commissione costringerà i ricercatori che ricevono finanziamenti da Horizon Europe a pubblicare solo in riviste ad accesso aperto o ad autoarchiviare i propri lavori in archivi ad accesso aperto attraverso il modello verde se vogliono che il programma sostenga i costi necessari per la pubblicazione.
Nel caso in cui questa risoluzione venga presa, la CE dovrà affrontare il problema della valutazione dei risultati della ricerca tenendo conto del fatto che una gran parte delle riviste di alto prestigio sono ibride.

Peeriodicals

peeriodicalsLa scorsa settimana PubPeer, servizio di post publication peer review, ha lanciato un nuovo sito, chiamato Peeriodicals, che permette di creare una rivista online selezionando preprint, o articoli già esistenti, ritenuti interessanti per il proprio ambito di ricerca. Una volta creato un account, la piattaforma Peeriodicals offre tutti gli strumenti necessari per creare e gestire la propria rivista online da soli o collaborando con un comitato editoriale. Nelle intenzioni dei creatori del sito queste nuove riviste, o peeriodicals, dovrebbero essere uno spazio attraverso il quale i ricercatori possano esplorare nuovi approcci alla divulgazione scientifica, in parallelo al tradizionale settore editoriale.
Questa iniziativa si avvicina in parte al concetto degli overlay journals, come Discrete Analysis, e vuole incentivare un diverso modo di pubblicare in cui la selezione e la certificazione della ricerca siano a cura dei ricercatori stessi, soprattutto nella situazione attuale in cui il recente incremento della pubblicazione dei preprint, anche in ambiti diversi dalla fisica e dalla matematica, ha di fatto aumentato la quantità di materiale che può essere reperito in rete che richiede una selezione di tipo qualitativo.

Transparent Transition to Open Access

FAIR oALa Commissione Europea (CE) ha recentemente aperto un bando per la costituzione di una “Open Research Europe Publication Platformal fine di raggiungere l’obiettivo  dell’accesso aperto al 100% nel 2020. 
Il Consorzio TTOA (Transparent Transition to Open Access), un’iniziativa della Fair Open Access Alliance che comprende editori “nativi” ad accesso aperto come PLoS, Open Edition…, editori tradizionali ed editori ad accesso aperto che non fanno pagare gli autori, ha scelto di non partecipare al bando ed ha invece proposto un approccio diverso per gestire la transizione all’accesso aperto totale mantenendo tutte le caratteristiche specificate nel bando della CE che sono:

  • la piattaforma deve essere open source;
  • i costi per la pubblicazione di ciascun articolo devono essere trasparenti;
  • gli autori devono essere esonerati da qualsiasi spesa/costo;
  • tutti i contenuti pubblicati sulla piattaforma devono essere immediatamente e liberamente accessibili a tutti;
  • la piattaforma deve poter integrare la pubblicazione dei risultati della ricerca sponsorizzati da altri finanziatori.

La scelta del consorzio nasce dalla convinzione che la nuova piattaforma, così come proposta dalla CE, si profilerebbe come una sorta di mega-journal che può ospitare contributi di tutte le discipline e vista la riluttanza dei ricercatori a pubblicare su simili piattaforme, offre un portale/piattaforma ad accesso aperto per la pubblicazione di articoli peer reviewed ad accesso aperto.
TTOA sostiene infatti che gli editori Open Access esistenti siano nella posizione migliore per garantire standard di qualità e soddisfare le esigenze della comunità scientifica.
La proposta di TTOA prevede che, dopo aver inviato un articolo ad un portale comune, gli autori debbano indicare, in ordine di preferenza, le riviste in cui sperano che il loro articolo venga pubblicato (tra quelle aderenti all’iniziativa). Utilizzando un sistema  di “portable peer review ” (ad esempio quella offerta da Peerage of Scienceservizio di revisione a cui si rivolgono gli autori di un articolo prima di sottoporlo ad una rivista in particolare)  l’articolo verrà poi indirizzato alla rivista selezionata per la pubblicazione.
Il portale e la piattaforma di pubblicazione saranno finanziati dalle organizzazioni che finanziano la ricerca, mentre la peer-review e il controllo di qualità saranno effettuati dalle riviste degli editori partecipanti. La tariffa media massima di pubblicazione sarà di € 1400 ad articolo (senza costi aggiuntivi per gli autori) offrendo di fatto una notevole riduzione dei costi di pubblicazione rispetto agli attuali € 3800 – € 5000 per articolo.
La proposta del consorzio TTOA, accolta favorevolmente dalla CE, potrebbe modificare drasticamente la tabella di marcia prevista dalla Commissione europea per il raggiungimento dell’accesso aperto totale nel 2020.

Think, Check, Attend

TCAttend
Negli ultimi tempi, i ricercatori hanno cominciato a ricevere un numero crescente di inviti a partecipare a vario titolo a conferenze che, in realtà, sono un mezzo utilizzato dagli editori predatori per fare soldi tramite le tariffe di iscrizione. A volte, queste conferenze vengono inspiegabilmente cancellate ma i soldi dell’iscrizione non restituiti, in altri casi le conferenze sono ben lontane dagli eventi internazionali di alto profilo che avrebbero dovuto essere.

Per aiutare i ricercatori a decidere se partecipare o presentare un proprio lavoro ad una conferenza è nata una nuova iniziativa chiamata Think Check Attend. Seguendo la stessa metodologia di Think Check Submit, iniziativa gemella nata qualche anno fa per aiutare i ricercatori a identificare le riviste dove pubblicare articoli, Think Check Attend fornisce delle linee guida che aiutano i ricercatori a distinguere tra un’autentica conferenza e una da evitare e si basa su una semplice lista di controllo che i ricercatori possono seguire per scegliere la conferenza giusta a cui partecipare e/o presentare un lavoro. Sul sito web appositamente creato viene quindi presentato un approccio in 3 fasi che incoraggia gli accademici a “Pensare” (Think) al problema posto da conferenze predatorie o di scarsa qualità, a “Controllare” (Check) la validità di una conferenza con una serie di domande e “Partecipare” (Attend) solo se la conferenza aderisce alle caratteristiche di una conferenza legittima.
All’interno del sito è presente anche un “Conference checker” che aiuta a valutare una conferenza tramite una procedura guidata.