un saluto…

2012-09-06logogrande3Cari colleghi,

vi comunichiamo che il sito Bibliosan 2.0 non sarà più gestito da noi.

In questi lunghi 10 anni abbiamo pubblicato 380 post su argomenti che hanno toccato vari temi tra cui: principali strumenti legati al web2.0, Open Access, Open Science, altmetrics, predatory publishers e la valutazione della ricerca scientifica.

Abbiamo anche curato i due canali social del sito su Twitter e Facebook per cercare di arrivare al maggior numero di lettori.

E’ stata una iniziativa che ci ha dato molto per il nostro aggiornamento e crescita professionale ma è arrivato il momento di passare il testimone ad altri.

Annarita e Donatella

LIBER pubblica le nuove raccomandazioni per i negoziati con gli editori

LIBERLIBER, la principale associazione europea delle biblioteche di ricerca, ha pubblicato ad inizio aprile i nuovi principi a cui le biblioteche dovrebbero ispirarsi per i negoziati con gli editori sull’Open Access: Four Urgent Recommendations for Open Access Negotiations with Publishers

L’Associazione, che nel 2017 fa aveva pubblicato i 5 principi per i negoziati con gli editori per l’accesso aperto, riconosce che in questi ultimi 5 anni sono cambiate molte cose, tra cui forse la più evidente è la comparsa degli accordi trasformativi come principale strategia di transizione verso la pubblicazione ad accesso aperto, e delinea 4 raccomandazioni da seguire in fase di negoziazione con gli editori:

  1. l’accesso aperto deve essere al 100% a condizioni eque altrimenti non si deve concludere nessun accordo
  2. per creare un mercato più equo e trasparente, i prezzi dei servizi editoriali ad accesso aperto devono essere disponibili a tutti
  3. si devono definire strategie per supportare la pluralità dell’accesso aperto, includendo nei propri accordi, ad esempio, sia editori completamente Open Access che editori accademici e società indipendenti 
  4. tutte le parti interessate nel processo di transizione devono essere coinvolte

Preservare e condividere il Software: una pratica essenziale per la Scienza Aperta

open science cafeNell’ambito del ciclo di webinar Open Science Cafè organizzato dall’ICDI (Italian Computing and Data Computing), segnaliamo il prossimo appuntamento: Preservare e condividere il Software: una pratica essenziale per la Scienza Aperta dove si parlerà del ruolo fondamentale del software nel realizzare una vera scienza aperta, argomento ad oggi poco trattato.

Per assicurare una scienza aperta e riproducibile, infatti, non solo è essenziale garantire accesso alla letteratura e ai dati, ma è anche necessario che il software sia adeguatamente documentato, curato, conservato, e reso il più possibile aperto. 

Interverranno Roberto di Cosmo, professore ordinario di Informatica all’Università Paris Cité, Paolo Manghi, ricercatore presso l’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione (ISTI) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e Shalini Kurapati, “Open Science and Research Data Management Fellow” al Politecnico di Torino, come moderatrice. 

Il webinar si terrà giovedì 5 maggio dalle 13.50 alle 15. Per partecipare è necessaria la registrazione.

Overlay journals: a study of the current landscape

oa-badge-2Segnaliamo un preprint pubblicato su Arxiv, Overlay journals: a study of the current landscape, sull’attuale stato dell’arte del fenomeno degli overlay journals, un canale di pubblicazione molto interessante e forse ancora poco esplorato nell’ambito dell’open access.

Gli autori del preprint hanno individuato 35 overlay journals attualmente attivi, le due aree di ricerca con il maggior numero di queste riviste sono scienze dell’informazione e matematica. La maggior parte delle riviste overlay sono pubblicate da gruppi di scienziati piuttosto che da organizzazioni formali e quasi tutte quelle investigate non fanno pagare delle APC per pubblicare, dato almeno in parte spiegato dall’efficacia in termini di costi del modello di questo tipo di pubblicazione.

Un dato molto interessante è che circa un terzo delle riviste analizzate è indicizzato in DOAJ (n=11; 31%), un terzo nel database Scopus (n=12; 34%) e un terzo in Web of Science (n=11; 31%). Questo dato, che potrebbe sembrare basso, è almeno in parte spiegato dal fatto che il 49% delle riviste (17) hanno pubblicato per la prima volta nel 2020.

Publish with power, protect your rights

planSCoalitionS-PlanS ha recentemente lanciato una campagna: Publish with power, protect your rights rivolta agli autori per verificare e aumentare la loro conoscenza e consapevolezza rispetto ai propri diritti di proprietà intellettuale.  

La campagna mira a incoraggiare i ricercatori a mantenere i diritti di proprietà intellettuale per poter garantire l’accesso aperto ai propri lavori spiegando le azioni da intraprendere. Per informare gli autori CoalitionS offre varie risorse, tra cui brevi video esplicativi:

  • How to reuse & share your knowledge as you wish through Rights Retention: an explainer video 
  • The right to making one’s work Open Access: key messages 

un quiz per testare la propria consapevolezza:

  • The author’s rights quiz: How well do you know your rights as an author?

e una serie di schede esplicative molto chiare. 

Una risorsa utile disponibile (gratuitamente) per il download, l’utilizzo e la condivisione.

European Research Council e open science: l’eccellenza è aperta

open science cafeSegnaliamo un interessante webinar, European Research Council e open science: l’eccellenza è aperta, che si terrà venerdì 8 aprile dalle 13:50 alle 15:00 nell’ambito della rassegna di seminari Open Science Cafè, organizzati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e pensati per la comunità scientifica italiana con i temi e le novità dal mondo della scienza aperta.
Nell’incontro si parlerà di come l’European Research Council (ERC), uno dei più importanti enti finanziatori della ricerca scientifica, sostiene la scienza aperta e di cosa in concreto è richiesto ai beneficiari dei suoi finanziamenti.
Interverranno Chiara Pavone, che si occupa di Open Science e Open Access all’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione del CNR, Anna Pelagotti, Policy Expert presso ERCEA (Agenzia Esecutiva del Consiglio Europeo della Ricerca nell’Unità di Supporto al Consiglio Scientifico), e Emma Lazzeri che lavora per GARR alla definizione di strategie, strumenti e alla formazione e informazione su tematiche relative alla scienza aperta.
Per partecipare è necessario iscriversi al seguente link: https://learning.garr.it/enrol/index.php?id=168

Webinar: OPEN SCIENCE AND THE ROLE OF RIGHTS MANAGEMENT.

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Segnaliamo un webinar: Open Science and the role of rights management che fa parte di una serie molto interessante: Open for you! An introduction series to open science. Everything you always wanted to know about open science but were afraid to ask!. La registrazione di tutti gli eventi è disponibile online. 

Il prossimo webinar affronterà il tema cruciale del diritto d’autore, il cui trasferimento da parte degli autori a favore degli editori permette loro di imporre paywall per l’accesso ai contenuti pubblicati.

Il webinar vuole fare luce su questo meccanismo, le sue conseguenze per la realizzazione della scienza aperta e presentare alternative nell’ottica di una gestione più consapevole dei propri diritti. Verranno presentate possibili alternative all’accordo di trasferimento del diritto d’autore e le licenze Creative Commons, licenze aperte che concedono ai lettori alcuni diritti per il riutilizzo dei contenuti scientifici, molto utilizzate in ambito Open Science.

I relatori saranno: Rasmus Riise dell’Università di Copenhagen, Violaine Jacq della Sorbonne e Paola Galimberti dell’Università di Milano.

Il webinar si terrà lunedì 4 aprile dalle ore 12.30 alle 14, per partecipare è necessario registrarsi.

20 anni dalla Budapest Open Access Initiative

BOAISono state appena pubblicate le nuove Raccomandazioni della Budapest Open Access Initiative (BOAI) che ha celebrato il suo ventesimo anniversario il 14 febbraio.

Per celebrare  questo importante anniversario, il comitato direttivo della BOAI ha quindi pubblicato una nuova serie di raccomandazioni basate sui principi originali dell’iniziativa, sulle circostanze attuali e sul contributo di colleghi di diverse provenienze, sia geografiche che di ambito accademico.

I principi rimangono sempre quelli basati sulla dichiarazione originale BOAI del 2002 e sulla dichiarazione del decimo anniversario del 2012 ma, visto che chiaramente l’open access (OA) ha continuato  a svilupparsi negli anni – si pensi, ad esempio, alla crescita del numero degli articoli che ora sono pubblicati ad accesso aperto, al numero degli archivi, alle nuove riviste OA e all’aumentare costante di quelle che si convertono in OA, alla pratica ormai consolidata di pubblicare preprint, alla proliferazione di nuove politiche da parte degli enti finanziatori e delle università – si è pensato fosse il momento giusto per mettere a frutto la consapevolezza acquisita sui pro e i contro delle politiche relative all’accesso aperto che si sono succedute per creare una nuova lista di raccomandazioni.

Si è deciso di non creare un lungo elenco di raccomandazioni ma di sottolineare solo quattro punti base, corredati da ulteriori specifiche: infrastrutture aperte, valutazione della ricerca, tariffe per la pubblicazione (APC) e accordi “read and publish”, e di focalizzarsi solo sugli articoli ad accesso aperto ed i preprint.

Plan S for Shock. Science. Shock. Solution. Speed

plan s for shockPlan S for Shock è un un volume recentemente pubblicato ad accesso aperto scritto da Robert-Jan Smits, ideatore del Plan S, e Rachael Pells.

Il testo, ripercorrendo la storia dell’accesso aperto e in particolare di Plan S, offre diversi punti di vista nonché interessanti riflessioni sul perché l’accesso aperto è importante e soprattutto sul futuro dell’editoria scientifico accademica. Gli autori sottolineano come l’esperienza della pandemia abbia mostrato quanto la condivisione delle pubblicazioni scientifiche e soprattutto dei dati della ricerca sia fondamentale, e come questa esperienza abbia smascherato una volta per tutte l’insostenibilità del tradizionale sistema editoriale scientifico accademico.

Il volume, una lettura molto stimolante, si conclude con un appello alla comunità scientifica a non ripetere gli errori fatti con gli articoli scientifici quando si tratta di dati, ma al contrario di far tesoro dell’esperienza maturata durante la pandemia e far sì che la libera condivisione dei dati della ricerca diventi la normalità. Questo permetterà alla comunità scientifica di affrontare con maggiore forza le prossime sfide che la attendono: il cancro, il cambiamento climatico, la transizione energetica e la sicurezza alimentare.

Action plan for diamond open access

OAplanScience Europe, coAlition S, OPERAS e Agence Nationale Recherche (ANR) hanno presentato l’Action plan for diamond open access, un piano d’azione per lo sviluppo sostenibile dei cosiddetti open access diamond journals (riviste ad accesso aperto che non richiedono APC/costi per pubblicare). 

Il piano si concentra su quattro punti fondamentali: l’efficienza, il mantenimento di standard di qualità, il rafforzamento delle capacità e la sostenibilità, e prende in considerazione lo sviluppo di risorse comuni per l’intero ecosistema delle riviste “diamond”, inclusi giornali e piattaforme, nel rispetto della loro diversità culturale, linguistica e disciplinare che costituisce la forza del settore. Il piano d’azione, nato dal report The OA diamond journals study sullo stato dell’arte degli open access diamond journals, ha lo scopo di creare una comunità globale che disponga degli strumenti per rafforzare le riviste e le piattaforme Diamond OA esistenti in modo da aumentarne l’impatto e la visibilità.