The state of Open Data 2019

stateOA2019In concomitanza con le celebrazioni della Open Access Week dello scorso ottobre, Figshare ha pubblicato il rapporto annuale The State of Open Data 2019, il quarto della serie, per esaminare le attitudini e le esperienze dei ricercatori nei riguardi della condivisione dei dati della ricerca.

Il sondaggio di quest’anno ha ricevuto un numero record di risposte, circa 8.500 (per dare un’idea della dimensione, il primo rapporto del 2016 aveva ricevuto circa 2000 risposte). La particolarità che emerge dai risultati di quest’anno è che la comunità di ricerca pensa che l’impegno degli enti che finanziano la ricerca sia fondamentale per cambiare l’atteggiamento dei ricercatori nei confronti dei dati aperti: il 67% ritiene che si debbano bloccare i finanziamenti ai ricercatori che non condividono i propri dati, o penalizzarli in altri modi, ed il 69% ritiene che gli enti che finanziano la ricerca dovrebbero rendere la condivisione dei dati di ricerca parte dei requisiti fondamentali per la concessione dei finanziamenti stessi.

Per quanto riguarda temi più generali riguardo ai dati aperti, sono ancora una buona percentuale, circa il 36%, i ricercatori che esprimono la preoccupazione che i propri dati, una volta condivisi, possano essere utilizzati in modo improprio e solo il 52% degli intervistati, che comunque condividono i propri dati, ha sentito parlare dei principi FAIR.

Esiste il OA Altmetrics Advantage?

donutSegnaliamo un interessante articolo, da poco pubblicato su Scientometrics, che riporta i risultati di una ricerca volta a verificare se gli articoli ad accesso aperto hanno realmente il cosiddetto OA Altmetrics Advantage, ovvero una maggiore capacità di attirare la “online attention” (misurata dalle altmetrics) rispetto a quelli a pagamento, e verificare le eventuali differenze dovute all’ambito disciplinare.

Lo studio si basa su lavori/research output, di cui almeno uno degli autori sia affiliato con una delle università finlandesi, pubblicati su periodici Gold OA tra il 2012 e il 2014.

Questa ricerca si concentra sulla misura della relative visibility, ovvero la frequenza con cui gli articoli pubblicati nelle riviste OA ricevono almeno una menzione sulle diverse piattaforme online prese in esame (Mendeley, Twitter, Facebook, Web of Science, Blog…) e della relative receptivity, ovvero la frequenza con cui gli articoli pubblicati nelle riviste OA ottengono menzioni rispetto agli articoli pubblicati in riviste a pagamento. 

I dati raccolti mostrano significative differenze nella misura in cui l’OA Altmetrics Advantage si manifesta, dovute sia alla natura delle diverse piattaforme sia agli ambiti disciplinari. Uno degli aspetti più interessanti emerso è che per diverse discipline l’accesso aperto non si traduce automaticamente in maggiore visibilità e ricettività online, indipendentemente dalle piattaforme considerate. 

Un nuovo corso per bibliotecari sulla gestione dei dati

logo1-RDMLALo scorso ottobre è stato lanciato Research Data Management Librarian Academy (RDMLA), corso online gratuito per bibliotecari sulla gestione dei dati della ricerca (Research Data Management, RDM).
Il corso intende fornire ai bibliotecari le informazioni e le competenze necessarie per collaborare efficacemente con i ricercatori nella gestione dei dati ed è stato sviluppato sulla base delle risposte ad un sondaggio creato per valutare delle esigenze, e le competenze, dei professionisti dell’informazione in questo ambito. 
RDMLA è composto da otto unità di apprendimento che trattano diversi argomenti come, ad esempio, le basi della gestione dei dati di ricerca, la promozione dei servizi di gestione dei dati forniti dalle biblioteche, la gestione di progetti RDM e gli strumenti per la gestione dei dati della ricerca.

Workshop Bibliosan 2019

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Martedì 3 dicembre si terrà a Roma, presso l’Auditorium del Ministero della Salute in via Giorgio Ribotta 5, il Workshop Bibliosan 2019.
Titolo del Workshop di quest’anno è “Scienza aperta e trattamento dei dati: possibili modelli, buone pratiche, criticità”, un tema di stretta attualità e rilevante interesse per i ricercatori. 
Il programma completo è consultabile qui.
Per motivi organizzativi, è necessario registrarsi all’evento. La registrazione è gratuita.

Unpaywall Journals

unpaywall beta

E’ stata da poco rilasciata la versione beta di un nuovo strumento, Unpaywall Journals, creato per aiutare i bibliotecari a gestire al meglio i propri abbonamenti alle riviste.

In pratica, si tratta di una dashboard che riunisce su un’unica schermata i dati relativi ai costi degli abbonamenti alle riviste, alle statistiche elaborate da COUNTER, all’offerta disponibile ad accesso aperto e alle citazioni dei lavori pubblicati da ricercatori afferenti all’istituzione, in modo da poter integrare i dati e sperimentare differenti possibilità di abbonamento fino a trovare quella che potrebbe essere la migliore per la propria istituzione.

Lo scopo di questo nuovo strumento è quindi quello di aiutare le biblioteche ad ottimizzare i costi e a bilanciare, così, il budget a disposizione per gli abbonamenti facendo scelte ragionate, e personalizzate, utilizzando anche l’enorme offerta di riviste ad accesso aperto a disposizione. 

La dashboard personalizzata costa 1000$ all’anno.

Siamo disposti a cedere i nostri dati per l’accesso aperto?

openaccessBibliosan20E’ di pochi giorni fa la notizia che Elsevier avrebbe proposto alle università olandesi, alleatesi con i centri medici universitari (NFU) e il principale finanziatore della ricerca olandese (NWO) nella trattativa con l’editore, un nuovo accordo che, se confermato, mostra un deciso cambio di strategia da parte dell’editore.
Di cosa si tratta? 
I  negoziati sono tuttora in corso, ma a far notizia è la proposta di Elsevier che dichiara di essere disposto a concedere l’accesso aperto a tutte le sue riviste, senza alcun aumento dei costi di contratto, in cambio di una piena collaborazione su una serie di progetti pilota relativi a dati e metadati
Chi beneficerebbe di questo nuovo accordo?
La notizia ha dato avvio ad un interessante scambio di opinioni su Twitter
Il timore diffuso è che accettare un accordo di questo tipo vorrebbe dire agevolare il cambio di business model da parte di Elsevier, che passerebbe dall’attuale subscription model ad uno basato sulla gestione dei dati e dei metadati, legando ulteriormente i ricercatori a sistemi e ambienti proprietari.
L’accesso ai dati della ricerca potrebbe offrire infatti ad Elsevier i mezzi per poter influenzare, in Olanda, le scelte politiche in ambito scientifico, rendendolo ancora più potente sul mercato di quanto non sia oggi.  Ad esempio, i dati sui flussi di finanziamento della ricerca potrebbero essere mappati e i dati sulla ricerca potrebbero essere utilizzati per condizionare/influenzare le scelte politiche.
Questa proposta mostra quella che probabilmente sarà la strategia futura degli editori, proiettati sempre di più verso una società dei dati per la quale offrire software e servizi per la gestione dei (meta)dati. 
I negoziati dovranno concludersi entro la fine dell’anno, sarà interessante vedere quale sarà la scelta dell’alleanza olandese.

Quinto convegno annuale AISA

AISAGiovedì 7 e venerdì 8 novembre si svolgerà, presso l’Università degli studi di Udine, il quinto convegno dell’AISA (Associazione Italiana per la promozione della Scienza Aperta) “Dalle pubblicazioni ai dati: l’apertura della scienza tra promesse e fatti”.

Chi desidera partecipare può registrarsi al seguente indirizzo https://aisa.sp.unipi.it/attivita/v-convegno-annuale/registrazione/.

Le iscrizioni chiuderanno il 3 novembre 2019.