The State of Open Data 2018

state open dataIn concomitanza con le celebrazioni della Open Access Week, Figshare ha pubblicato il rapporto annuale The State of Open Data 2018,  il terzo della serie, per presentare i risultati di un sondaggio sullo stato dell’arte dei dati aperti corredato da una raccolta di articoli di esperti internazionali del settore.
Il rapporto,  che è nato per esaminare le attitudini e le esperienze dei ricercatori che lavorano con dati aperti mostra dati incoraggianti, soprattutto se confrontati con quelli del 2016, anno di pubblicazione del primo rapporto.
Tuttavia, sebbene i dati aperti stiano diventando sempre più parte integrante della ricerca (il 64% degli intervistati ha reso i propri dati disponibili nel 2018), una percentuale ancora rilevante (il 60% degli intervistati) dichiara di non essere a conoscenza dei principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable), definiti proprio per garantire l’accessibilità e la riproducibilità dei dati.
Gli intervistati che hanno dichiarato di aver riutilizzato dati aperti nelle loro ricerche si riducono: il 48% rispetto al 57% del 2016, mentre aumenta la percentuale dei ricercatori che si dichiarano a sostegno dei mandati nazionali per i dati aperti: il 63% rispetto al 55% del 2017.
Nel complesso i risultati confermano che, nonostante gli editori, i finanziatori e le istituzioni abbiano adottato questi principi, molto rimane da fare per educare i ricercatori ad una corretta gestione dei dati e pertanto mostrano la necessità di iniziative per fornire ai ricercatori istruzioni chiare su come essere conformi ai principi FAIR al fine di garantire l’accessibilità e la riproducibilità dei dati aperti.

Open Access Week 2018 (22-28 Ottobre )

OAweek2018La prossima settimana si terrà, con eventi in tutto il mondo, la Open Access Week. Il tema di quest’anno è “Designing equitable foundations for open knowledge” e vorrebbe far riflettere sul fatto che tutti coloro che lavorano attivamente alle politiche relative all’Open Access dovrebbero impegnarsi affinché siano inclusive, eque e soddisfino le esigenze di una comunità molto diversificata.
Con l’occasione, segnaliamo alcuni eventi che si svolgeranno in Italia:
– Il Politecnico di Torino propone una serie di seminari e incontri articolati in tre giornate (22-24 ottobre) per apprendere e riflettere su principi, pratiche e opportunità della Scienza Aperta. Qui il link all’evento
– L’Università di Trento il 25 ottobre propone la Giornata di studio: “Non per profitto: la scienza aperta e il ruolo dell’università” .
– L’università di Roma “La Sapienza” organizza il 23 ottobre un workshop sullo stato dell’arte dell’Open Access
– L’università degli studi del Piemonte Orientale organizza dei brevi seminari aperti a tutti 
Per quanto riguarda le iniziative internazionali, anche quest’anno OpenAIRE e FOSTER hanno organizzato una serie di webinar su vari aspetti legati all’Open Science in generale. A questo link troverete tutte le informazioni utili.
Si può seguire l’evento su Twitter usando l’hashtag officiale #OAweek

PlanS: accesso aperto alla ricerca senza se e senza ma!

pLANsIl 4 settembre 2018 Science Europe, l’associazione degli enti finanziatori della ricerca in Europa, con il sostegno della Commissione europea e del Consiglio europeo della ricerca (CER), ha annunciato il lancio di cOAlition S, un’iniziativa per rendere concreto l’accesso aperto immediato alle pubblicazioni scientifiche, proseguendo il processo già avviato dalla Commissione Europea con il programma quadro Horizon2020.
L’iniziativa ruota attorno a Plan S, piano strategico che si articola in un obiettivo
“Dal 1° gennaio 2020 le pubblicazioni scientifiche sui risultati della ricerca finanziata da sovvenzioni pubbliche fornite da consigli di ricerca e organismi di finanziamento nazionali ed europei dovranno essere pubblicate su riviste o piattaforme ad accesso aperto conformi alle indicazioni di Plan S”
e 10 principi tra cui sottolineiamo:

  • Gli autori mantengono il copyright della loro pubblicazione senza restrizioni. Tutte le pubblicazioni devono essere pubblicate con una licenza aperta, preferibilmente la licenza Creative Commons Attribution License CC BY
  • Viene stabilito un tetto massimo alle APC (valido per tutti i paesi europei)
  • Gli enti finanziatori della ricerca pagheranno direttamente le APC; nel caso in cui non esistano ancora riviste o piattaforme ad accesso aperto di qualità in uno specifico ambito, gli enti finanziatori si impegnano a proporre incentivi per la loro creazione
  • I finanziatori chiederanno alle università, agli enti di ricerca e alle biblioteche di allineare le loro politiche e strategie per garantire trasparenza nella contrattazione e acquisizione delle risorse informative
  • Il modello di pubblicazione “ibrido” non sarà preso in considerazione perchè non è conforme ai suddetti principi
  • I finanziatori controlleranno il rispetto dei suddetti principi e ne sanzioneranno il mancato rispetto

Attualmente la coalizione S comprende 13 organizzazioni nazionali di finanziamento della ricerca (in Italia lo ha sottoscritto l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, INFN) che si sono impegnate ad attuare i 10 principi del PlanS. Altri finanziatori di ricerca di tutto il mondo, sia pubblici che privati, sono stati invitati ad unirsi a cOalition S.
Il documento ha suscitato un acceso dibattito in Europa che si può seguire su twitter attraverso #PlanS

Serie di webinar sulla Scienza Aperta

open scienceSegnaliamo una serie di webinar in italiano, organizzati dai gruppi italiani dei progetti europei OpenAIRE e RDA e da IOSSG, sulla scienza aperta.
Questi Webinar offrono, tramite informazioni chiare e strumenti pratici, un supporto su modalità e strumenti dell’Open Science e degli Open Data. I webinar, dal taglio molto pratico, avranno la durata di un’ora complessiva, di cui 30 minuti di presentazione e 30 minuti per le domande dei partecipanti.
Il primo seminario online, dal titolo Open Science e la politica Europea sulle pubblicazioni, è programmato per il 17 ottobre alle ore 10.30 ed è a cura di Emma Lazzeri ed Elena Giglia.
A questo link è possibile trovare il programma ed effettuare la registrazione.

LIBER Open Science Roadmap

liberLIBER, l’associazione europea delle biblioteche di ricerca, durante il meeting annuale a Lille ha lanciato una Roadmap (Tabella di marcia) verso la Open Science che vede nelle biblioteche gli interlocutori privilegiati per fare in modo che l’Open Science si realizzi pienamente.
Questa Roadmap delinea le azioni specifiche che le biblioteche possono intraprendere per sostenere l’Open Science, sia all’interno che al di fuori delle proprie istituzioni, fornendo esempi concreti di come tutte le biblioteche possono contribuire attivamente al suo sviluppo, ad esempio sensibilizzando, educando, sviluppando politiche di supporto per i propri ricercatori e ampliando l’impatto del proprio lavoro attraverso la collaborazione e le partnership.
LIBER riconosce che la quantità di lavoro che deve essere fatto varia notevolmente tra le varie discipline, i paesi e le istituzioni: in alcuni paesi l’Open Science è già riconosciuta dal governo e la consapevolezza è alta, in altri, il concetto di Open Science è ancora in una fase preliminare.
Nella Roadmap sono elencate le sette aree di priorità sulle quali le biblioteche devono lavorare per sostenere l’Open Science:

  • Scholarly Publishing
  • FAIR data
  • Research Infrastructure & the EOSC (European Open Science Cloud)
  • Metrics & Rewards
  • Open Science Skills
  • Research Integrity
  • Citizen Science

Ognuna di queste sezioni è, a sua volta, costituita da due sottosezioni: Opportunità & sfide e Raccomandazioni.
Alla fine della Roadmap, LIBER ha anche raccolto le esperienze di alcune biblioteche europee che stanno già promuovendo attivamente l’Open Science.

Con questo post vi auguriamo buone vacanze. Continueremo comunque a postare sull’account Twitter di Bibliosan2.0, a settembre!

Open Science Training Courses

FOSTERSegnaliamo un kit di strumenti proposto dal progetto FOSTER (Facilitate Open Science Training for European Research) che offre una serie di corsi online, liberamente accessibili, per fornire strumenti e suggerimenti su cosa fare per mettere in pratica la scienza aperta.
Il pacchetto offre vari moduli, senza un ordine specifico da seguire, che toccano i diversi aspetti della scienza aperta, come ad esempio le Best Practice da adottare, come condividere i dati della ricerca e i preprint, come pubblicare ad accesso aperto.

I moduli sono stati sviluppati riutilizzando contenuti liberamente disponibili prodotti da una serie di fornitori di contenuti tra cui DataOne, Research Data Netherlands, Open Data Institute e lo stesso FOSTER, tutti attivamente impegnati nello sviluppo e diffusione di risorse educative aperte relative alla scienza aperta.
Ogni corso richiede circa 1/2 ore di lavoro al termine delle quali si riceve un badge che attesta il completamento del corso stesso.

Free Journal Network

FJNIl Free Journal Network (FJN) è una iniziativa partita all’inizio del 2018 nell’ambito del movimento dell’Open Access per promuovere le riviste che vengono definite “diamante” o “platino” (riviste che non fanno pagare né abbonamento né tariffe per pubblicare). Nell’ambito delle pubblicazioni che seguono i principi dell’accesso aperto ci sono molte riviste che sono di livello alto e non pongono nessun tipo di barriera finanziaria agli autori di articoli scientifici o ai lettori. Uno degli obiettivi principali di questa iniziativa è quello di aiutare tali riviste a coordinare i loro sforzi per accelerare la creazione di un ecosistema di riviste che coinvolga editori ad accesso aperto “platino” o “diamante” per superare l’offerta delle riviste degli editori commerciali. FJN vuole quindi dimostrare che può esistere una valida alternativa alle riviste degli editori commerciali rappresentata da riviste “professionali” (in termini di qualità) ma, nello stesso tempo, “amatoriali” (solitamente gestite su base volontaria).
Va sottolineato che questo tipo di riviste possono essere molto economiche da gestire (ad esempio la maggior parte del lavoro viene “offerto” dai ricercatori e utilizzano software open source) anche se, ovviamente, non sono a costo zero, per esempio già assegnare un DOI ad un articolo costa 2$.

Per far parte dell’iniziativa, le riviste devono seguire dei criteri piuttosto semplici: devono soddisfare i 5 principi del Fair Open Access, dichiarare pubblicamente la loro appartenenza al Free Journal Network e permettere di pubblicare gli articoli in inglese. In futuro probabilmente sarà richiesta la registrazione nella DOAJ (Directory of Open Access Journals). Le riviste vengono selezionate da un Comitato e, ad oggi, fanno parte del FJN 39 pubblicazioni.