Cos’è e come evitare il “Predatory publishing”

GuestPostCon questo interessante contributo inauguriamo la collaborazione con i colleghi Bibliosan. Questo post è stato scritto da Manuela Moncada, della Biblioteca Medica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che ringraziamo. Buona lettura!

Come riconoscere un “predatory publisher” o un “predatory journal”, e cosa si intende, esattamente, con queste espressioni? Lo spiega Il COPE, Committee on Publication Ethics, in un documento di sintesi in cui fa il punto su questo fenomeno, mettendone in luce le caratteristiche salienti.

Cresciuto con l’avvento di Internet e  divenuto sempre più diffuso, il predatory publishing è la pubblicazione da parte di riviste ed editori di contenuto accademico e di ricerca in modo fraudolento e ingannevole e senza la necessaria attenzione per la qualità degli studi: elementi comuni sono la mancanza di peer review, la promessa di tempi rapidissimi di pubblicazione e il pagamento di un costo, richiesto talvolta in modo non chiaro, a fronte dell’accettazione dell’articolo, elemento che ha erroneamente assimilato questo fenomeno al modello Open Access.

Il documento elenca una serie di indicatori utili per imparare a riconoscere le riviste predatorie, dal nome del journal, che può volutamente somigliare a quello di una rivista affermata, al modo utilizzato per reclutare nuovi possibili autori, ad esempio dichiarando un falso Impact Factor, che sono basati sui Principi di trasparenza formulati unitamente da COPE, DOAJ (Directory of Open access Journals) e OASPA (Open Access Scholarly Publishers Association).

Webinar “Open access, come e perché”

oa-badge-2OpenAIRE, a seguito del successo del webinar Open Access, come e perché del 6 febbraio scorso, ha deciso di riproporne una seconda versione il 18 febbraio alle 15:00. Scopo del webinar è di chiarire le logiche e le modalità dell’Open Access e di fornire strumenti utili per la loro applicazione come, ad esempio, la verifica delle politiche di copyright degli editori.

Il webinar avrà una durata di 1 ora, di cui 30 minuti per lo sviluppo del tema e 30 minuti per le domande.
Questo webinar è pensato per bibliotecari, ricercatori, docenti, studenti di dottorato e, in generale, per tutto il personale di ricerca che lavora su progetti finanziati dalla Commissione Europea, dal Ministero dell’Università e della Ricerca, e che viene sottoposto a valutazione.
Le docenti del webinar sono Elena Giglia (Università di Torino) ed Emma Lazzeri (CNR-ISTI Pisa).

L’indirizzo del webinar è https://zoom.us/j/324191427.
Per partecipare si deve compilare un modulo online.

“S-legami” Open Access – Manuale d’uso per ricercatori

aprequaderniSegnaliamo l’uscita del Quaderno APRE “S-legami” Open Access – Manuale d’uso per ricercatori.
Il documento nasce nell’ambito delle attività svolte dal Gruppo di Lavoro APRE (Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea) dedicato all’Open Science e si sviluppa come un manuale d’uso per i ricercatori sul tema Scienza Aperta e, nello specifico, su Open Access e Open Data.
La sua redazione ha coinvolto tutti i membri del Gruppo di lavoro, composto da rappresentanti delle biblioteche e degli uffici di supporto alla ricerca di diverse università e centri di ricerca italiani.
Il manuale è il prodotto finale di un lavoro che si è sviluppato in 3 fasi:

  • raccolta delle domande più comuni poste dai ricercatori in materia di Open Access e Open Data alle proprie strutture di appartenenza: biblioteche e/o grant office
  • le domande raccolte sono state suddivise in 6 temi che rappresentano le sezioni del manuale: I falsi miti, Considerazioni individuali, Peer Review e Impact Factor, La proprietà intellettuale e il contratto con l’editore, Quello che i ricercatori non sanno e Open Access e progetti europei
  • redazione delle risposte alle domande e preoccupazioni più frequenti dei ricercatori

Il manuale è di facile consultazione in quanto mantiene la struttura in domanda e risposta permettendo di individuare rapidamente le proprie perplessità e le relative risposte poste sempre in modo preciso e sintetico.

Chi vuole collaborare con noi?

2012-09-06logogrande3Carissimi colleghe e colleghi di Bibliosan,
nell’ottica di offrire una maggiore quantità e varietà di contenuti di qualità nel nostro blog, ci piacerebbe ospitare in Bibliosan 2.0 post scritti da voi.
Se avete iniziative alle quali volete dare visibilità e/o temi che pensate sarebbe interessante affrontare, fateci sapere!
Potete mandare un contributo, che ovviamente sarà pubblicato a vostro nome, a Donatella Gentili (donatella.gentili@iss.it) o a Annarita Barbaro (annarita.barbaro@iss.it).

Linee guida per la selezione degli archivi di dati

open scienceL’editore Springer Nature sta collaborando con diversi editori (tra cui PLoS, F1000, Wiley, Taylor and Francis, Elsevier e Cambridge University Press), e con FAIRsharing e DataCite, per sviluppare una serie di criteri fondamentali per l’identificazione e la selezione di archivi di dati che possano essere raccomandati ai ricercatori quando intendono pubblicare i dati alla base delle proprie ricerche. 
Nella bozza di lavoro sono stati al momento elencati criteri essenziali e criteri desiderabili (non così diffusi al momento da poterli considerare come un filtro essenziale nella valutazione di un archivio di dati).
Alla base di questa collaborazione c’è la convinzione che, se si vuole che i ricercatori comincino a considerare i set di dati come risultato accademico di pari valore delle pubblicazioni di ricerca più tradizionali, editori e singole riviste dovrebbero raccomandare archivi di dati basandosi su criteri chiari e condivisi.
In questa prima fase, il lavoro è indirizzato soprattutto a editori, a riviste e a chi gestisce archivi aperti ma tutti possono andare a leggere il draft e commentarlo fino a fine gennaio 2020.

Bibliometrics Training Series

NIHLa biblioteca dei National Institutes of Health ha da poco reso disponibili, gratuitamente online una serie di 13 corsi dedicati alla bibliometria. La serie nasce sulla base dell’esperienza che la stessa NIH ha maturato offrendo da diversi anni ai propri ricercatori servizi bibliografici quali: Measure Productivity, Detect Collaboration, Identify Research Topics e Assess Citation Impact.

La serie dei seminari, organizzata in aree tematiche, per ogni corso offre, oltre al video, letture supplementari per approfondire l’argomento trattato e, aspetto molto interessante, esercitazioni pratiche per “imparare a fare” bibliometria. Gli argomenti trattati vanno dall’uso delle varie basi dati bibliografiche con finalità bibliometriche, la pulizia dei dati, la creazione di network di collaboratori, misurazione dell’impatto citazionale, metriche alternative etc.
Gli autori suggeriscono di seguire i corsi nell’ordine proposto per poterne beneficiare appieno.

Con l’occasione auguriamo a tutti buone feste.