L’università di Leuven appoggia il FAIR OA

FAIR oAAnche l’università di Leuven si inserisce in quello che sta diventando un lungo elenco di enti finanziatori della ricerca che si stanno impegnando ad appoggiare la pubblicazione dei risultati delle ricerche da loro finanziate su riviste ad accesso aperto.
In questo caso, il fondo per la pubblicazione ad accesso aperto dell’università ha appena dichiarato che sosterrà i costi di pubblicazione solamente se si tratta di riviste che seguono i principi del FAIR Open Access.

In dettaglio, le riviste su cui gli autori intendono pubblicare devono:

  • avere una struttura editoriale trasparente
  • lasciare il copyright agli autori
  • pubblicare esclusivamente articoli ad accesso aperto (non vengono considerate “fair” le riviste ibride) ed avere licenze di utilizzo esclusivamente Open Access
  • prevedere delle tariffe (APC) esclusivamente per la pubblicazione di un articolo
  • richiedere spese di pubblicazione (APC) basse (non superare i 1000€ se non in casi eccezionali), trasparenti e proporzionate al lavoro svolto dall’editore

 

L’uso dell’Impact Factor nel mondo accademico

impact factorSegnaliamo un post, pubblicato su LSE Impact blog, che riporta i risultati di un’indagine nata per verificare in che misura l’Impact Factor (IF) viene usato nelle università americane e canadesi per assegnare posti accademici, promozioni o finanziamenti. Sono stati analizzati 860 documenti per “review, promotion and tenure” (RPT).
L’utilizzo dell’IF quale metrica principale nella valutazione della ricerca e dei singoli ricercatori è da molto tempo oggetto di critica e discussioni, e ha dato luogo a prese di posizione importanti come la DORA Declaration.
Quali effetti ha avuto il dibattito sull’IF nelle decisioni relative al finanziamento, reclutamento e promozioni nel mondo accademico?
Quanto spesso l’IF è citato nei documenti RPT?
Cosa misura l’IF in questi documenti?
Queste sono alcune delle domande a cui ha risposto questa indagine.
I risultati non sono incoraggianti: nessuno dei documenti analizzato critica l’IF o ne vieta l’uso nelle valutazioni. Tra le istituzioni che menzionano l’IF, il 63% lo associa alla qualità, il 40% all’impatto o importanza e il 20% al prestigio, reputazione o status. Non solo è incoraggiato l’uso dell’IF, specialmente nelle università ad alta intensità di ricerca, ma è spesso utilizzato per misurare aspetti della ricerca che non è idoneo a misurare.
Tutto questo indica che c’è ancora molto lavoro da fare per migliorare i processi di valutazione per evitare l’uso improprio di metriche come l’IF, e che non bisogna sottovalutare il potenziale impatto dell’IF sul nostro futuro professionale.
L’articolo completo è disponibile su PeerJ.

Netto aumento delle APC di BioMed Central

biomed2019statsSul blog Sustaining the Knowledge Commons è appena stato pubblicato uno studio che ha analizzato le Article Processing Charges (APC) delle riviste di BioMed Central (BMC) rivelando un netto aumento delle spese di pubblicazione degli articoli nel 2019.
Lo studio ha rivelato che la maggior parte delle riviste di BMC (66%) ha incrementato le proprie APC con un aumento medio del 15%, un tasso di molto superiore all’inflazione.
Nel dettaglio, delle 260 riviste BMC per le quali si hanno sia dati 2018 che 2019:

  • 172 hanno aumentato le APC (66%)
  • 55 hanno mantenuto le stesse APC dell’anno precedente (21%)
  • 33 hanno diminuito le APC (13%)

Questo è un dato che ha scatenato varie riflessioni sul fatto che, se questo diventa il trend (sul blog ci sono vari post che presentano questo tipo di analisi, ad esempio questo che analizza le APC di un altro editore OA molto conosciuto, Frontiers), un futuro Open Access basato sulle APC potrebbe non essere sostenibile a lungo termine.
Il post fornisce anche un link per accedere ai dati grezzi su cui si è basato lo studio.

E’ online un altro modulo dell’Open Science MOOC

OpenScienceMOOCE’ stato da poco pubblicato online, sulla piattaforma open source Eliademy, un nuovo modulo dell’Open Science MOOC, corso online che affronta tutti gli aspetti legati al tema della scienza aperta. Questo modulo, Open Principles, introduce i principi base dell’Open Science, elencandone i diversi attori coinvolti, e aiuta a crearsi un profilo online aderente ai principi del movimento.
Tutti i corsi dell’Open Science MOOC sono gratuiti e possono essere seguiti con il proprio ritmo. I contenuti sono liberamente disponibili e autorizzati per l’uso sia all’interno che al di fuori della piattaforma.
Per avere una bibliografia completa ed aggiornata sui vari temi legati all’Open Science consigliamo di consultare la sezione dove viene raccolto tutto il materiale relativo ad ogni corso.
Dopo aver seguito il corso e risposto alle domande finali, si può scaricare un attestato.

Italian open science webinar series 2019

Italian open science webinar series 2019

OpenAIRE, in collaborazione con il Nodo italiano RDA, offre la nuova serie di webinar sull’Open Science.

Quali sono i principali aspetti legali da considerare quando si ha a che fare con i dati della ricerca?
Di cosa si occupa il Data Steward?
Qual è l’importanza del Data Management Plan dal punto di vista di un data steward e di un ricercatore?

Questi i temi cui saranno dedicati i tre incontri in programmazione a partire dal 29 aprile. I webinar, avranno la durata di un’ora complessiva, di cui 30 minuti di presentazione e 30 minuti per le domande dei partecipanti.
L’iscrizione è obbligatoria e verrà rilasciato, a chi lo richiede, un attestato di partecipazione.
Il calendario e le schede di registrazione sono disponibili sulla pagina italiana del nodo RDA  e sul portale di OpenAIRE.

Bookmarklet for Researchers

bookmarkletinactionSei un ricercatore e vuoi sapere chi condivide i tuoi lavori, dove e perché?
Altmetric offre gratuitamente uno strumento che ti permette di farlo in modo facile e veloce: Bookmarklet for Researchers.
Questo programma, disponibile per Chrome, Firefox e Safari, permette infatti di visualizzare le condivisioni online e le menzioni di un articolo con un solo clic per tutti gli articoli indicizzati da PubMed, arXiv o pagine contenenti un DOI. Le menzioni di Twitter sono disponibili solo per articoli pubblicati da luglio 2011.

Usare questo strumento è semplice: è sufficiente trascinare il bookmarklet nella barra dei preferiti, accedere alla pagina di un articolo e cliccare su “Altmetric it!”.
In questo modo è possibile verificare l’impatto dei propri lavori sul web al di fuori dei canali tradizionali della comunicazione scientifica.

X Convegno Nilde

ponte paviaL’Università di Pavia ospiterà, nei giorni 30-31 maggio, il X Convegno Nilde sul Document Delivery e la cooperazione interbibliotecaria “Biblioteche virtuali per utenti reali”. Il convegno è organizzato dal Comitato Biblioteche NILDE, in collaborazione con l’Università degli Studi di Pavia, l’Area della Ricerca del CNR di Bologna, la Fondazione Policlinico S. Matteo, l’ICS Maugeri Spa SB, la Fondazione C. Mondino, l’Istituto IMATI “E. Magenes” del CNR, il Settore Tutela Ambientale Promozione del Territorio e Sostenibilità della Provincia di Pavia, la Biblioteca Civica “C. Bonetta” e la Biblioteca Universitaria di Pavia.
Obiettivo dell’evento è estendere il network anche ad altre tipologie di biblioteche, a significative realtà presenti sul territorio, non sempre inserite in un palese circuito informativo
E’ prevista una sessione poster, per parteciparvi è necessario presentare l’abstract entro il 15 aprile. Verrà premiato il miglior poster.
L’iscrizione al convegno è gratuita, è necessario registrarsi, entro e non oltre il 27 maggio, utilizzando il modulo online.
Per tenersi aggiornati:
Pagina del Convegno su Facebook
Pagina NILDE su Facebook
Twitter 
@Nilde20191
#Nilde2019