20 anni dalla Budapest Open Access Initiative

BOAISono state appena pubblicate le nuove Raccomandazioni della Budapest Open Access Initiative (BOAI) che ha celebrato il suo ventesimo anniversario il 14 febbraio.

Per celebrare  questo importante anniversario, il comitato direttivo della BOAI ha quindi pubblicato una nuova serie di raccomandazioni basate sui principi originali dell’iniziativa, sulle circostanze attuali e sul contributo di colleghi di diverse provenienze, sia geografiche che di ambito accademico.

I principi rimangono sempre quelli basati sulla dichiarazione originale BOAI del 2002 e sulla dichiarazione del decimo anniversario del 2012 ma, visto che chiaramente l’open access (OA) ha continuato  a svilupparsi negli anni – si pensi, ad esempio, alla crescita del numero degli articoli che ora sono pubblicati ad accesso aperto, al numero degli archivi, alle nuove riviste OA e all’aumentare costante di quelle che si convertono in OA, alla pratica ormai consolidata di pubblicare preprint, alla proliferazione di nuove politiche da parte degli enti finanziatori e delle università – si è pensato fosse il momento giusto per mettere a frutto la consapevolezza acquisita sui pro e i contro delle politiche relative all’accesso aperto che si sono succedute per creare una nuova lista di raccomandazioni.

Si è deciso di non creare un lungo elenco di raccomandazioni ma di sottolineare solo quattro punti base, corredati da ulteriori specifiche: infrastrutture aperte, valutazione della ricerca, tariffe per la pubblicazione (APC) e accordi “read and publish”, e di focalizzarsi solo sugli articoli ad accesso aperto ed i preprint.

Plan S for Shock. Science. Shock. Solution. Speed

plan s for shockPlan S for Shock è un un volume recentemente pubblicato ad accesso aperto scritto da Robert-Jan Smits, ideatore del Plan S, e Rachael Pells.

Il testo, ripercorrendo la storia dell’accesso aperto e in particolare di Plan S, offre diversi punti di vista nonché interessanti riflessioni sul perché l’accesso aperto è importante e soprattutto sul futuro dell’editoria scientifico accademica. Gli autori sottolineano come l’esperienza della pandemia abbia mostrato quanto la condivisione delle pubblicazioni scientifiche e soprattutto dei dati della ricerca sia fondamentale, e come questa esperienza abbia smascherato una volta per tutte l’insostenibilità del tradizionale sistema editoriale scientifico accademico.

Il volume, una lettura molto stimolante, si conclude con un appello alla comunità scientifica a non ripetere gli errori fatti con gli articoli scientifici quando si tratta di dati, ma al contrario di far tesoro dell’esperienza maturata durante la pandemia e far sì che la libera condivisione dei dati della ricerca diventi la normalità. Questo permetterà alla comunità scientifica di affrontare con maggiore forza le prossime sfide che la attendono: il cancro, il cambiamento climatico, la transizione energetica e la sicurezza alimentare.

Action plan for diamond open access

OAplanScience Europe, coAlition S, OPERAS e Agence Nationale Recherche (ANR) hanno presentato l’Action plan for diamond open access, un piano d’azione per lo sviluppo sostenibile dei cosiddetti open access diamond journals (riviste ad accesso aperto che non richiedono APC/costi per pubblicare). 

Il piano si concentra su quattro punti fondamentali: l’efficienza, il mantenimento di standard di qualità, il rafforzamento delle capacità e la sostenibilità, e prende in considerazione lo sviluppo di risorse comuni per l’intero ecosistema delle riviste “diamond”, inclusi giornali e piattaforme, nel rispetto della loro diversità culturale, linguistica e disciplinare che costituisce la forza del settore. Il piano d’azione, nato dal report The OA diamond journals study sullo stato dell’arte degli open access diamond journals, ha lo scopo di creare una comunità globale che disponga degli strumenti per rafforzare le riviste e le piattaforme Diamond OA esistenti in modo da aumentarne l’impatto e la visibilità.

Per una riforma della valutazione della ricerca

ISE report valutazione

Initiative for Science in Europe (ISE) ha recentemente pubblicato un rapporto: Centrality of researchers in reforming research assessmen presentato in occasione della Paris Open Science European Conference (OSEC2022) qualche settimana fa. 

Il report identifica 18 azioni che ricercatori, finanziatori, governi, università, enti di ricerca e editori possono intraprendere per riformare l’attuale sistema di valutazione della ricerca nell’ottica di una concreta transizione verso la scienza aperta.

In particolare, il rapporto individua quattro principi essenziali per il successo di una riforma della valutazione della ricerca:

  • coinvolgere i ricercatori in tutte le decisioni che riguardano le modifiche del sistema di valutazione della ricerca
  • tutte le parti interessate devono attenersi ai principi San Francisco Declaration on Research Assessment (DORA) sulla valutazione della ricerca e del The Leiden Manifesto e abbandonare l’uso di metriche inadeguate
  • concordare modalità appropriate di valutazione della ricerca e dei ricercatori identificando adeguati mezzi di valutazione specifici per ogni disciplina; stabilire un adeguato equilibrio tra valutazione qualitativa e quantitativa;  valutare quali metriche o indicatori possono essere eventualmente rilevanti ai fini valutativi
  • riconoscere che la riforma del sistema di valutazione richiede risorse e pertanto finanziatori della ricerca, governi e le università dovrebbero fornire ulteriori finanziamenti dedicati alla scienza aperta

Il coinvolgimento diretto dei ricercatori è uno dei punti salienti di questo documento che sottolinea come tutte le parti coinvolte nel processo di valutazione debbano partecipare nel ripensare l’attuale sistema di valutazione avendo chiari quali obiettivi la valutazione si pone.

Project JASPER

jasperIl progetto JASPER (JournAlS are Preserved forevER) è un’iniziativa nata per assicurare la conservazione a lungo termine delle riviste ad accesso aperto. È stato lanciato in occasione della Giornata mondiale della conservazione nel 2020 in risposta ad un preprint Open is not forever (ora pubblicato sul Journal of the Association for Information Science and Technology ) che mostrava che le riviste online, sia ad accesso aperto che chiuso, possono semplicemente scomparire da Internet.

Il progetto, attualmente in fase iniziale, vede la collaborazione di CLOCKSS, DOAJ, Internet Archive, Keepers Registry e PKP, ed è indirizzato a favorire la pratica della conservazione a lungo termine delle riviste ad accesso aperto pubblicate da editori che non hanno le risorse economiche per permettersi di pagare per i servizi attualmente disponibili sul mercato. Partendo da un elenco di riviste indicizzate in DOAJ che non fanno pagare le APC (definite “diamond” OA), i cinque partner in questa prima fase del progetto stanno studiando quale possa essere la via più sostenibile per facilitare l’archiviazione di riviste. In questa fase il Progetto sta coinvolgendo servizi di archiviazione che già partecipano al Keepers Registry, più avanti sarà allargato ad altri.

Pay to close: ResearchEquals

researchequalsResearchEquals è una nuova piattaforma di pubblicazione ad accesso aperto sviluppata da Liberate Science.

La piattaforma, lanciata la scorsa settimana, consente ai ricercatori di pubblicare il loro processo di ricerca passo dopo passo, condividendo gli elementi costitutivi della ricerca in modo continuo e in ordine cronologico. Tutti i risultati della ricerca possono essere pubblicati, indipendentemente dal fatto che siano testo, dati, codice o qualsiasi altra cosa, e ogni passaggio ottiene un DOI che può essere collegato agli altri via via che la ricerca procede permettendo in questo modo di documentarne tutto il percorso indipendentemente dall’output, risultati negativi compresi.

ResearchEquals è “pay to close”, il che significa che pubblicare con licenza CC0 o CCBY è a costo zero, viceversa se si vuole pubblicare con licenze più restrittive bisogna pagare da 149,99 euro per una licenza CC BY SA fino a 549,99 per una licenza all rights reserved.

Un’idea rivoluzionaria, che capovolge uno dei capisaldi dell’accesso aperto e apre a nuovi scenari futuri.

Rapporto 2021 di Plan S

PlanSE’ appena stato pubblicato l’ultimo rapporto di Plan S, Accelerating Open Access, che presenta una panoramica delle attività intraprese dalla cOAlition S nel 2021, sia per quanto riguarda i livelli di conformità raggiunti dagli enti finanziatori della coalizione (che sono arrivati a 26) sia in riferimento agli strumenti e servizi che sono stati sviluppati, Journal Checker Tool e il Journal Comparison Service. Nel Rapporto viene anche delineato il supporto di cOAlition S allo sviluppo di nuovi piani editoriali tramite i Transformative Journals, la Rights Retention Strategy e il ruolo che ha svolto la coalizione nell’incoraggiare i piccoli editori a passare all’Open Access. Nell’ultimo anno la coalizione ha inoltre sostenuto la pubblicazione di un rapporto sui Diamond journals ed ha rilasciato una dichiarazione sull’accesso aperto per i libri accademici.

Coalition S ha individuato alcune priorità strategiche per il 2022: il continuo miglioramento delle strategie intraprese finora, la ricerca di nuovi membri per garantire una copertura più internazionale, e ulteriori collaborazioni con le principali associazioni nel campo dell’editoria accademico-scientifica come, ad esempio, DORA, Science Europe e DOAB.

Open Citations: webinar

opencitations

Il prossimo 2 febbraio, alle ore 11.30, si terrà il primo webinar del 2022 organizzato dal gruppo di interesse speciale Evaluation and Metrics Group del European Association for Health Information and Libraries (EAHIL) sulle Open Citations.

Il webinar sarà tenuto da Silvio Perroni, docente dell’Università di Bologna e direttore, insieme a David Shotton, di OpenCitation: infrastruttura che promuove e mette a disposizione strumenti per la diffusione dei dati bibliografici e citazionali aperti al fine di garantire una circolazione della conoscenza più libera ed equa.

La partecipazione è gratuita previa registrazione.

Open Science Cafè

open science cafeSegnaliamo, per chi volesse essere sempre aggiornato sui temi “caldi” dell’open science, il sito web dell’Open Science Cafè, iniziativa dell’ICDI (Italian Computing and Data Infrastructure) dove vengono pubblicizzati i webinar da loro organizzati su base mensile su temi e novità del mondo della scienza aperta.

Da questa pagina web, creata per avere un unico punto di accesso ai webinar, si può scorrere l’elenco dei corsi online passati e di quelli futuri, informarsi sui temi che verranno trattati, sui docenti e sulle figure professionali a cui saranno rivolti ed, eventualmente, iscriversi. E’ inoltre possibile visualizzare la registrazione video dei webinar passati.

Con l’occasione, comunichiamo che il prossimo appuntamento sarà il 3 febbraio con il webinar “Come scrivere un data management plan”. 

Pratiche dannose nell’editoria accademica: il caso dei Predatory journals

webinar predatory ebscoRiprendiamo il nostro appuntamento settimanale segnalando un webinar: Pratiche dannose nell’editoria accademica: il caso dei Predatory journals, organizzato da EBSCO.

Quello dei predatory journals è un fenomeno che mette seriamente a rischio l’integrità della ricerca e che, sebbene emerso da diversi anni, tuttora affligge l’editoria scientifica.

Al webinar, tenuto da Franca Deriu e Andrea Manca, rispettivamente professoressa e ricercatore dell’Università di Sassari, si parlerà di: 

  • cosa è il fenomeno dei predatory journals: come è nato e come si è evoluto
  • recenti ricerche che cercano di quantificare il fenomeno e la sua distribuzione geografica
  • iniziative in corso per cercare di contenere e risolvere il fenomeno
  • criteri di selezione di EBSCO per garantire l’affidabilità dei contenuti delle proprie banche dati

Il webinar, gratuito, si terrà mercoledì 26 gennaio alle 11.30 e durerà un’ora. Per partecipare è necessario registrarsi.