The Future of Open Access

biorxivPer celebrare la OA week segnaliamo un interessante preprint a cura di H. Piwowar, da poco pubblicato su BioRxiv, che riporta i risultati di uno studio che, esaminando la crescita degli articoli ad accesso aperto (nelle diverse versioni: Gold, Green e Hybrid…) disponibili nel tempo e i dati sul loro utilizzo, mira a fornire modelli di crescita dell’accesso aperto in tutte le sue forme.
Lo studio è stato portato avanti su 71 milioni di articoli pubblicati tra il 1950 e il 2019. I dati sulle visualizzazioni sono stati elaborati grazie ad Unpaywall (servizio che cerca sul web la versione ad accesso aperto di un articolo disponibile solo tramite abbonamento). E’ emerso che gli articoli Green, Gold e Hybrid ricevono più visualizzazioni rispetto ai loro omologhi a pagamento, in particolare i Green resi disponibili entro un anno dalla pubblicazione.
Inoltre, la percentuale di articoli Green, Gold e Hybrid sta crescendo più rapidamente delle aspettative.

In particolare, nel 2019:

  • il 31% di tutti gli articoli pubblicati su riviste è disponibile come OA
  • il 52% delle visualizzazioni degli articoli riguarda articoli OA

Date le attuali tendenze, gli autori dello studio stimano che entro il 2025:

  • il 44% di tutti gli articoli di riviste sarà disponibile come OA
  • il 70% delle visualizzazioni degli articoli riguarderà gli articoli OA

E’ facile immaginare che il progressivo declino degli articoli ad accesso chiuso cambierà il panorama della comunicazione scientifico/accademica nei prossimi anni, e prevedere la prevalenza futura dell’OA è fondamentale per molte delle parti interessate che sono tenute a prendere decisioni adesso: sia le biblioteche, che devono decidere a quali riviste abbonarsi, sia le istituzioni insieme agli enti finanziatori che devono stabilire quali politiche mandatorie adottare.

Open Access Week 2019 (21-27 ottobre)

oaweek2019La prossima settimana si terrà, con eventi in tutto il mondo, la Open Access Week. Il tema di quest’anno è “Open for Whom? Equity in Open Knowledge” che riprende, approfondendolo, il tema dell’inclusione sviluppato nell’edizione precedente.
Con l’occasione, segnaliamo alcuni eventi che si svolgeranno in Italia:
– l’Università di Trento, in collaborazione con l’Associazione Italiana per la promozione della Scienza Aperta (AISA), propone, il 21 ottobre, un seminario, dal titolo “Aperto per chi? Barriere valutative, giuridiche ed economiche alla scienza aperta” 
– l’Università di Genova, l’Istituto Italiano di Tecnologia e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare presentano GenOA week 2019, una settimana di iniziative per riflettere sulle attuali dinamiche della comunicazione scientifica e sulle sfide lanciate dalla Scienza Aperta (Open Science) e dal modello della Conoscenza aperta (Open Knowledge).
– Il Sistema Bibliotecario di Ateneo dell’Università del Piemonte orientale ha organizzato, per il 23 ottobre,  il seminario “Aperto per chi? Equità nella conoscenza aperta”.
– l’Università degli studi di Milano aderisce all’OA week con quattro appuntamenti, distribuiti tra il 22 e il 29 ottobre 
– la Marie Curie Library dell’Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics (ICTP) di Trieste ospita il 22 ottobre il seminario Beyond Open Access: SciPost (infrastruttura Open Access alternativa all’editoria scientifica commerciale) 

Per quanto riguarda le iniziative internazionali, anche quest’anno OpenAIRE ha organizzato una serie di webinar su vari aspetti legati all’Open Science.

Si può seguire l’evento su Twitter usando l’hashtag ufficiale #OAweek e contribuire al dibattito utilizzando l’hashtag #OpenForWhom

I podcast di Orion Open Science

orionSegnaliamo un’interessante serie di podcast prodotta da Orion Open Science, progetto quadriennale (2017-2021) finanziato da Horizon 2020 nell’ambito del programma di lavoro Science with and for Society (SWAFS) il cui obiettivo è quello di costruire una cooperazione efficace tra scienza e società.
Luiza Bengtsson ed Emma Harris del Max-Delbrück-Center for Molecular Medicine presso la Helmholtz Association (MDC), hanno sviluppato per questo progetto una serie di risorse per la formazione dei ricercatori sull’Open Science, quali workshop e diversi materiali online tra i quali raccomandiamo la serie dei podcast.
Questi podcast vogliono essere un modo semplice e immediato per informarsi su diversi aspetti della scienza aperta come ad esempio la condivisione dei dati, la citizen science, la revisione tra pari etc…
Si tratta di in una serie di interviste con diversi ospiti per esplorare pregi e difetti dell’attuale sistema scientifico, e capire in che modo le pratiche Open Science possono migliorare l’attuale modo di fare scienza. 
Ultimo pubblicato è l’intervista a Paola Masuzzo: A Public Scandal: Paola Masuzzo on the Absurdity of Locking Up Knowledge che propone un approccio radicale per aprire la conoscenza a tutti: “la conoscenza è preziosa, non è un bene commerciale, e non può essere trattata come tale.”

Nuova versione di Dryad

dryadLa scorsa settimana è stato annunciato il lancio di una nuova versione di Dryad (archivio dei dati della ricerca) con funzionalità incentrate sul far sì che la pubblicazione dei dati diventi sempre più semplice per i ricercatori. 
Tra le novità segnaliamo che:

  • l’archivio ora supporta anche i set di dati inviati in modo indipendente e non solo quelli che fanno parte di un articolo inviato ad una rivista
  • i dati possono essere caricati direttamente da cloud o dal server di un laboratorio
  • i set di dati possono avere dimensioni fino a 300 GB
  • i set di dati possono essere facilmente aggiornati o modificati in qualsiasi momento
  • vengono aggiornate e visualizzate, per ogni set di dati pubblicato, le statistiche d’uso e la citazione dei dati 
  • sono state create nuove API (applicazioni che rendono più immediato l’uso di alcune funzionalità informatiche) per facilitare il lavoro sui dati

Molto interessante anche tutto il lavoro che sta facendo il gruppo di lavoro di Dryad per rendere questo archivio di dati sempre più interoperabile: 

  • integrazione con piattaforme editoriali come Editorial Manager, ScholarOne e PubSweet 
  • collaborazione con PubMed per consentire anche la ricerca dei set di dati, archiviati in Dryad, relativi agli articoli indicizzati da questa importante banca dati biomedica
  • collaborazione con Zenodo, altro importante archivio dei dati della ricerca

Metric competencies for biomedical librarians: results of a survey

jeahilL’ Evaluation and Metric group della European Association for Health Information and Libraries (EAHIL) ha pubblicato, sul Journal of EAHIL, un articolo che presenta i risultati di un sondaggio volto ad indagare quali sono le conoscenze e quale uso viene fatto dei principali database bibliometrici tradizionali e delle metriche alternative da parte dei bibliotecari biomedici. Il questionario ha ricevuto 173 risposte da 33 paesi diversi.

Dai risultati emerge un forte interesse verso i temi della bibliometria e della valutazione della ricerca, in particolare è emersa la necessità di approfondire la conoscenza delle metriche alternative, il loro funzionamento ed utilizzo, in vista di un’auspicabile coinvolgimento dei bibliotecari a supporto degli utenti e delle amministrazioni nel processo di valutazione. La maggioranza dei partecipanti riconosce, infatti, la necessità di incorporare le nuove metriche nel processo valutazione della ricerca.

In evidenza anche la richiesta di maggiori risorse finanziarie da dedicare alla formazione e partecipazione a seminari e workshop sulla bibliometria, in particolare su altmetrics e identificatori personali (ad esempio ORCID), strumenti quest’ultimi, che stanno acquisendo un ruolo sempre più importante nella ricerca. 

PubMed Labs

pubmedlabsLa National Library of Medicine sta lavorando per sviluppare una versione aggiornata di PubMed. Al momento è online in fase sperimentale una piattaforma, PubMed Labs, per permettere agli utenti di testare le nuove funzionalità/strumenti di ricerca e fornire un feedback.
Tra le novità che faranno parte del nuovo PubMed ci sono: 

  • l’ordinamento dei risultati della ricerca per pertinenza (Best match) e non per data (Most recent)
  • l’inclusione nei risultati della ricerca di “snippets” (frammenti di testo evidenziati dall’abstract dell’articolo) selezionati in base alla loro relazione con la ricerca effettuata in modo da fornire agli utenti informazioni aggiuntive per aiutarli a decidere se un articolo è utile o meno
  • la possibilità di salvare le citazioni relative a lavori di interesse in diversi formati 
  • una versione più “evoluta” di My Bibliography con la possibilità di fare ricerche per autore, parole chiave e grant numbers
  • un layout adatto ai dispositivi mobili 

PubMed Labs è in continuo aggiornamento con nuove funzionalità che vengono aggiunte man mano. Su YouTube è stato caricato un video dove vengono evidenziate tutte le nuove funzionalità che faranno parte del nuovo PubMed, disponibile online da gennaio 2020.

10 temi caldi sull’editoria accademica

publications-07-00034-g004-550L’Open Access è responsabile della nascita degli editori predatory?
Gli editori aggiungono valore al processo della comunicazione accademica?
I preprint fanno “scoprire” la tua ricerca?
Queste sono 3 delle 10 domande alle quali risponde un lungo e interessante articolo, pubblicato su Publications, un peer-reviewed open access journal, che vuole fare luce su alcuni argomenti tra i più contestati e tuttora al centro del dibattito sull’accesso aperto. 

L’articolo vuole fornire un livello base di comprensione condiviso in merito a questioni fondamentali per poter avviare un dibattito costruttivo, non viziato da pregiudizi, basandosi sulla letteratura più recente e offrendo altresì lo stato dell’arte della ricerca grazie ad una ricchissima bibliografia.

Gli argomenti trattati sono stati identificati attraverso una discussione su Twitter e ridotti a 10 dagli autori per poter focalizzare la discussione sulle questioni che vanno affrontate.

Questo articolo vuole essere un punto di riferimento per la lotta contro la disinformazione che tuttora distorce le discussioni sull’accesso aperto e rappresentare un punto di partenza in merito ai temi affrontati.

Con questo post vi auguriamo buone vacanze, ci ritroviamo a settembre!