The State of Open Data 2020

E’ stato pubblicato lo scorso mese da Figshare il rapporto annuale The State of Open Data 2020, nato nel 2016 per esaminare le attitudini e le esperienze dei ricercatori nei riguardi della condivisione dei dati della ricerca. Il rapporto, il quinto della serie, quest’anno si è concentrato sull’impatto dell’attuale pandemia da Covid-19 sulle pratiche della ricerca.

Il sondaggio, che ha ricevuto circa 4.500 risposte, ha chiesto ai ricercatori in che modo la pandemia stesse influenzando la loro capacità di condurre ricerche, le loro pratiche di condivisione e il riutilizzo dei dati. 

Per quanto riguarda l’effetto del covid, i dati più significativi raccontano che circa un terzo (32%) dei ricercatori ha riferito che la propria ricerca è stata “estremamente” o “molto” influenzata dall’epidemia e che discipline più colpite sono sono state nell’ordine: Chimica (47%), Biologia (39%), Medicina (36%) e Scienza dei materiali (36%). La metà degli intervistati inoltre ritiene che la pandemia porterà ad un maggiore riutilizzo dei dati aperti e il 65% prevede di riutilizzare i propri dati; più di un terzo dei ricercatori afferma di aspettarsi una maggiore collaborazione come risultato del COVID-19, ma se ci riferiamo a coloro che  fanno ricerca in ambito medico o lavorano in ambito clinico la percentuale aumenta in modo significativo.

Per quanto riguarda i temi più generali, relativamente ai dati aperti emerge che il numero di intervistati che non ha mai realizzato un piano di gestione dei dati si è dimezzato dal 30% al 15%. Inoltre, se nel 2018 il 60% degli intervistati non aveva mai sentito parlare dei principi FAIR, quest’anno il numero è sceso al 39% e il 24% dichiara di avere familiarità con i principi FAIR rispetto al dato precedente del 15%. Ben il 55% degli intervistati ritiene che la condivisione dei dati dovrebbe far parte dei requisiti per l’assegnazione dei finanziamenti.

Complessivamente, i dati raccolti sembrano andare nella giusta direzione e la pandemia ha sicuramente messo in luce il valore e l’importanza della condivisione e di una buona gestione dei dati per poter garantire la riproducibilità e l’affidabilità della ricerca.

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