Open Science Cafè

open science cafeSegnaliamo, per chi volesse essere sempre aggiornato sui temi “caldi” dell’open science, il sito web dell’Open Science Cafè, iniziativa dell’ICDI (Italian Computing and Data Infrastructure) dove vengono pubblicizzati i webinar da loro organizzati su base mensile su temi e novità del mondo della scienza aperta.

Da questa pagina web, creata per avere un unico punto di accesso ai webinar, si può scorrere l’elenco dei corsi online passati e di quelli futuri, informarsi sui temi che verranno trattati, sui docenti e sulle figure professionali a cui saranno rivolti ed, eventualmente, iscriversi. E’ inoltre possibile visualizzare la registrazione video dei webinar passati.

Con l’occasione, comunichiamo che il prossimo appuntamento sarà il 3 febbraio con il webinar “Come scrivere un data management plan”. 

Your right to make your work open access: cOAlition S, Wellcome and UKRI

open lunchSegnaliamo un interessante webinar, in inglese, organizzato dalla Biblioteca dell’Università di Leeds: Your right to make your work open access: cOAlition S, Wellcome and UKRI che si terrà mercoledì 24 novembre alle 14.30 (ora italiana).

Ospiti dell’evento saranno il professor Johan Rooryck, direttore esecutivo di cOAlition S, (coalizione di finanziatori europei) e Sally Rumsey, esperta di accesso aperto, che offriranno una panoramica sulla Rights Retention Strategy, strategia sviluppata da cOAlition S per offrire ai ricercatori la libertà di inviare i manoscritti alla propria rivista preferita, incluse le riviste in abbonamento, pur rimanendo pienamente conformi a Plan S.

Gli ospiti descriveranno cosa devono fare gli autori per mantenere i diritti e come utilizzarli anche per difendersi da quegli editori commerciali che stanno mettendo in atto nuove pratiche per cercare di minare i diritti di proprietà intellettuale degli autori e di aggirare le politiche di accesso aperto dei finanziatori della cOAlition S

Ci sembra interessante in questa occasione ascoltare come vengono affrontate queste tematiche in altri contesti per avere una visione più completa su un aspetto di stretta attualità nel dibattito intorno all’accesso aperto alla ricerca.

Per partecipare al webinar, gratuito, è necessario registrarsi

Open-Science.it  La scienza condivisa

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La scorsa settimana, in occasione della GenOA week, è stato lanciato il portale Open-Science.it  La scienza condivisa.

Si tratta di una risorsa ricca di informazioni e materiale informativo e aggiornamenti, a carattere nazionale e internazionale, sull’open science e sull’accesso aperto ai risultati della ricerca. 

Vista la complessità del tema, e le diverse implicazioni in gioco, le informazioni e le risorse fornite sono selezionabili in base a 4 specifici punti di vista: ricercatore, ente di ricerca, ente finanziatore e cittadino. Per ognuno di essi si può scegliere tra le seguenti tematiche: open science, gestione dei dati della ricerca, regolamenti open science, repository, enti finanziatori e open access, servizi e open sience progetti e iniziative. Questa struttura permette una navigazione mirata. 

E’ inoltre disponibile sulla home page un catalogo per trovare le risorse e i materiali relativi alle diverse tipologie di contenuti e di attività affrontate nel portale come, ad esempio, politiche istituzionali adottate per l’accesso aperto, documentazione ufficiale delle agenzie di finanziamento nonché gli eventi che vengono annunciati sul sito.

The scholcomm chronicles #1

schoolcomchroniclesSegnaliamo la prima puntata di “The ScholComm Chronicles”, una nuova serie che presenta brevi articoli sotto forma di fumetto. Questo primo contributo, Rambling about Misconceptions of Open Access, è dedicato ai falsi miti che da sempre affliggono il movimento dell’Open Access.

Il fumetto, ad opera di Dony Christophe, bibliotecario dell’Università di Liegi, si sofferma sul tema dei costi dell’open access, facendo spesso riferimento al volume di Peter Suber dedicato all’Open Access

Riteniamo questa nuova forma di comunicazione molto interessante ed efficace!

Convegno OAI12

oai12_posterQuest’anno la dodicesima edizione del convegno OAI The Geneva Workshop on Innovations in Scholarly Communication, uno degli appuntamenti più importanti in area Open Science, si terrà in modalità virtuale dal 6 al 10 settembre e sarà completamente gratuita.

Gli argomenti che verranno trattati durante il convegno saranno: 

  • scholarly publishing
  • digital research data in the era of EOSC and FAIR
  • research integrity: how are changes in research practice re-shaping our thinking about what research integrity should be?
  • diversity, inclusion and collaboration
  • the future of open science

Gli organizzatori dell’evento invitano chi è interessato a partecipare a registrarsi qui

Perché cOAlition non supporta le riviste ibride

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Pochi giorni fa Plan S ha pubblicato una nota informativa nella quale spiega perché le istituzioni che partecipano a cOAlition S non sosterranno le spese per pubblicare nelle riviste cosiddette ibride sottolineando ancora una volta il ruolo negativo svolto da queste ultime:

1- le riviste ibride non hanno facilitato la transizione verso l’accesso aperto diversamente da quanto “promesso” inizialmente dagli editori

2- la comunità scientifica paga due volte: abbonamento alla rivista e APC per articolo ad accesso aperto

3- pubblicare su riviste ibride costa mediamente di più che pubblicare su riviste ad accesso aperto (£2770 vs £1768)

4- gli editori ibridi offrono servizio di scarsa qualità quando si parla di depositare gli articoli in archivi aperti come Europe PMC o di attribuzione di licenze CC-BY

5- le riviste ibride escludono nuovi modelli di pubblicazione ad accesso aperto e ad oggi rappresentano il maggior ostacolo allo sviluppo di nuove soluzioni e/o nuovi competitor 

6- le riviste ibride sono ad accesso aperto random in quanto contengono un mix casuale di contenuti aperti e a pagamento non permettendo a chi non è abbonato di accedere alla totalità dei contributi pubblicati

Verranno supportate finanziariamente solo quelle riviste ibride che adotteranno un accordo trasformativo che le porterà ad un full OA entro dicembre 2024.

In questo modo gli editori si renderanno conto che il modello ibrido non è più un’opzione praticabile e saranno spinti ad esplorare nuovi modelli di pubblicazione ad accesso aperto. 

OA.Works

oa.worksOpen Access Button, associazione senza scopo di lucro che progetta strumenti gratuiti e open source per facilitare l’accesso aperto, ha annunciato di aver modificato il proprio nome in OA.Works. Il significato di questa nuova denominazione serve proprio a ribadire quella che è la base su cui poggia tutto il lavoro del gruppo: l’accesso aperto funziona.

Al momento gli strumenti creati da OA.Works sono:

Oa button, estensione gratuita del browser che effettua la ricerca di un articolo, anche a pagamento, in migliaia di siti rendendo accessibile all’utente la versione open access, in maniera gratuita e legale

Share your paper, servizio che aiuta a ricevere informazioni sul copyright del proprio articolo in modo da trovare una soluzione per renderlo liberamente accessibile tramite autoarchiviazione

InstantILL, pensato appositamente per le biblioteche, facilita il processo di document delivery ricercando gli articoli richiesti non solo nel posseduto della biblioteca ma anche tra le eventuali versioni ad accesso aperto

(As)saggi di OpenScience

assaggi di open science

(As)saggi di OpenScience, conversazioni in tema di accesso aperto, è un ciclo di incontri organizzato dalla Biblioteca di Scienze Sociali dell’Università degli studi di Firenze dedicato alla diffusione dei contenuti della ricerca. 

Il prossimo appuntamento, il 4 maggio dalle ore 15 alle 16, sarà dedicato ai Transformative agreements e altri modelli per l’accesso aperto e sarà tenuto da Stefano Bolelli Gallevi dell’Università statale di Milano, Ufficio di Supporto alle Politiche di Open Science, e Tessa Piazzini dell’Università di Firenze, Biblioteca Biomedica.

Il programma completo nonché le registrazioni degli eventi passati sono disponibili qui.

Per partecipare è sufficiente collegarsi a https://meet.jit.si/AsaggidiOpenscience 

The Open Access Diamond Journals Study

oa diamond studyE’ stato recentemente pubblicato il report con i risultati di uno studio commissionato da cOAlition, finanziato da Science Europe, sullo stato dell’arte dei cosiddetti Open Access Diamond Journals (riviste ad accesso aperto che non richiedono APC/costi per pubblicare). 

Lo studio svela l’intera dimensione di una parte importante del mondo della divulgazione scientifica (circa 29.000 riviste di cui solo ⅓ registrate in DOAJ), così composto: circa il 60% riviste di discipline umanistiche e scienze sociali, 22% di scienze e il 17% di medicina. Di queste vengono analizzati gli aspetti fondamentali e critici per il loro funzionamento: le strutture legali, le capacità tecniche, i processi editoriali e i modelli di finanziamento.

In generale sono riviste che affrontano molte sfide operative e fanno affidamento soprattutto sul volontariato. Si tratta perlopiù di piccole realtà, multilingue, che svolgono un ruolo cruciale per le molte comunità scientifiche di tutto il mondo e per le quali è necessario sviluppare infrastrutture e aumentare i finanziamenti per poterle rafforzare, sostenere e rendere conformi alle politiche di accesso aperto come PlanS.

Per la maggior parte, infatti, sono lontane dal soddisfare i requisiti di PlanS (solo il 4,3% li soddisfa tutti mentre il 37% ne soddisfa più della metà). Tra i problemi più frequenti la mancanza di DOI, un utilizzo ridotto di licenze aperte e l’assenza di politiche di conservazione a lungo termine. Ben il 67% di queste riviste aderisce al più alto livello di controllo della qualità scientifica (revisione tra pari in doppio cieco). 

Dal rapporto emerge una realtà ricca e composita, in crescita soprattutto da quando le APC sono aumentate, che merita un supporto per poterne garantire la sostenibilità a lungo termine ed un ruolo nel vasto contesto della scienza aperta.

Per approfondire l’argomento è possibile seguire il webinar The OA Diamond Journals Study: Q&A organizzato dagli autori del report il prossimo 9 aprile.

 

Direct to Open: MIT Press lancia un nuovo modello di accesso aperto per le monografie

D2O

MIT Press ha recentemente annunciato il lancio di Direct to Open (D2O), nuovo modello collaborativo di finanziamento per l’accesso aperto basato sul supporto delle biblioteche, che prevede che dal 2022 tutte le nuove monografie e le raccolte pubblicate dal MIT Press saranno ad accesso aperto sulla sua piattaforma di e-book.

Le biblioteche che sceglieranno di aderire all’iniziativa avranno l’opportunità, pagando una quota di partecipazione tarata in base alle proprie caratteristiche (tipologia, dimensione, budget), di garantire l’accesso aperto alle nuove pubblicazioni del MIT Press.

In questo modo MIT Press avrà anche la possibilità di coprire, parzialmente, i costi diretti per la pubblicazione di opere di alta qualità che resteranno disponibili anche per l’acquisto a stampa. Per incentivare le iscrizioni, ai soli membri di D2O sarà garantito l’accesso al catalogo completo dell’editore, circa 2.300 titoli.

Questa nuova sinergia tra university press e biblioteche fa ben sperare nell’ottica di un nuovo ecosistema dell’editoria accademica che vede le biblioteche giocare un ruolo sempre più importante.