Unsub

unsubUnpaywall journals, il servizio creato dal gruppo di Our Research (i cui fondatori sono Jason Priem ed Heather Piwowar) per aiutare i bibliotecari a gestire al meglio i propri abbonamenti ai periodici sostituendo i costosi Big Deal con raccolte più piccole e personalizzate di titoli, ha cambiato nome: unsub. Il cambiamento del nome è stato deciso a causa di alcune importanti modifiche apportate a questo strumento, prima fra tutte l’aggiunta di ulteriori risorse su cui fa affidamento il servizio (prima era solo Unpaywall). Altra motivazione è stata che lo scopo di unsub ora è principalmente quello di supportare in maniera attiva la chiusura ragionata degli abbonamenti per favorire un accesso più mirato ai bisogni dell’utenza delle biblioteche.

Per saperne di più si può fare un tour online di unsub su Vimeo

Nuove funzioni per gli strumenti di scrittura condivisa

d41586-020-00916-6_17834142E’ stato da poco pubblicato sulla rivista Nature un interessante articolo, Synchronized editing: the future of collaborative writing, che elenca e descrive alcune nuove funzioni legate agli strumenti di scrittura condivisa (strumenti che consentono a gruppi di ricercatori di elaborare documenti scientifici da remoto e in maniera collettiva).

A differenza di Google Docs, forse lo strumento di scrittura condivisa più conosciuto, gli strumenti di cui si parla nell’articolo hanno funzionalità molto avanzate e specifiche per la comunità della ricerca e, ad esempio:

  • supportano LaTeX, il linguaggio preferito da fisici, matematici e scienziati informatici (Authorea e Overleaf )
  • gestiscono i riferimenti bibliografici (Authorea, ad esempio, ha un pulsante “cita” che consente agli utenti di effettuare ricerche su PubMed o CrossRef o di inserire articoli tramite DOI o URL; Manubot ha una funzionalità per creare bibliografie usando un DOI, un identificatore arXiv o un URL senza bisogno di un riferimento bibliografico)
  • supportano la gestione di codici e di dati (con Authorea e Manuscripts.io gli autori possono incorporare ed eseguire codici software nei propri articoli o raggruppare le figure insieme ai dati che sono stati utilizzati per crearle)
  • prevedono la possibilità di inviare direttamente gli articoli a riviste e archivi di preprint (Authorea, ad esempio, consente agli autori di inviare direttamente i propri articoli a circa 41 riviste e archivi di preprint)

Anche per quanto riguarda Google Docs, si stanno studiando nuovi strumenti utili alla sua implementazione, un esempio è un plug-in, creato da Stencila, che consente agli autori di inserire nei documenti blocchi di codice eseguibili, tabelle di dati ed equazioni.

PubMed Labs

pubmedlabsLa National Library of Medicine sta lavorando per sviluppare una versione aggiornata di PubMed. Al momento è online in fase sperimentale una piattaforma, PubMed Labs, per permettere agli utenti di testare le nuove funzionalità/strumenti di ricerca e fornire un feedback.
Tra le novità che faranno parte del nuovo PubMed ci sono: 

  • l’ordinamento dei risultati della ricerca per pertinenza (Best match) e non per data (Most recent)
  • l’inclusione nei risultati della ricerca di “snippets” (frammenti di testo evidenziati dall’abstract dell’articolo) selezionati in base alla loro relazione con la ricerca effettuata in modo da fornire agli utenti informazioni aggiuntive per aiutarli a decidere se un articolo è utile o meno
  • la possibilità di salvare le citazioni relative a lavori di interesse in diversi formati 
  • una versione più “evoluta” di My Bibliography con la possibilità di fare ricerche per autore, parole chiave e grant numbers
  • un layout adatto ai dispositivi mobili 

PubMed Labs è in continuo aggiornamento con nuove funzionalità che vengono aggiunte man mano. Su YouTube è stato caricato un video dove vengono evidenziate tutte le nuove funzionalità che faranno parte del nuovo PubMed, disponibile online da gennaio 2020.