Open Research Europe: la nuova piattaforma della Commissione Europea

cover_ORE_ITASegnaliamo un interessante webinar sull’Open Research Europe (ORE), la nuova piattaforma di pubblicazione Open Access della Commissione Europea, che si terrà l’11 marzo dalle 13:50 alle 15:00. 

I beneficiari dei progetti europei Horizon 2020 e Horizon Europe potranno usarla per diffondere i risultati delle proprie ricerche attraverso un processo di pubblicazione aperto e trasparente in ogni passaggio, dai costi alla peer review, dai preprint ai dati che hanno portato alla definizione dell’articolo. In una prima fase, la piattaforma ospiterà le pubblicazioni di beneficiari di progetti europei (anche conclusi) afferenti a sei aree: scienze naturali, ingegneria e tecnologia, medicina, agricoltura, scienze sociali, discipline umanistiche e artistiche. 

La presentazione della piattaforma sarà fatta in italiano da Ilaria Fava (che ne ha seguito la messa a punto per OpenAIRE) e per parteciparvi è necessario iscriversi al seguente link: https://learning.garr.it/course/view.php?id=134

Questo è il primo degli Open Science Cafè, una serie di appuntamenti periodici, organizzati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e pensati per la comunità scientifica italiana, con i temi e le novità dal mondo della scienza aperta.

Etica e pragmatica dell’open access

Etica_e_pragmatica_dell_open_accessSegnaliamo un interessante webinar dal titolo Etica e pragmatica dell’open access, promosso dalla Commissione per l’Etica e l’Integrità nella Ricerca in collaborazione con l’Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee del CNR, che si terrà il 2 e il 3 marzo dalle 17 alle 19. Il primo giorno sarà dedicato al tema: indirizzo generale e policy, il secondo a: policies e scienze aperte. 

Per partecipare è necessario registrarsi. L’evento sarà fruibile mediante la piattaforma GoToWebinar.

PlanS aiuterà l’accesso aperto?

pLANsSegnaliamo l’interessante post di Bernard Rentier, ex rettore dell’Università di Liegi, Will PlanS support or pervert Open Access? nel quale l’autore si chiede, appunto, se l’avvenuta entrata in vigore di PlanS dal 1 gennaio aiuterà o distorcerà l’accesso aperto.
Questa iniziativa richiede ai ricercatori finanziati dagli enti che l’hanno sottoscritta, tra cui anche il Wellcome Trust, di rendere i loro articoli immediatamente accessibili gratuitamente online dopo la pubblicazione. Esistono vari  modi per conformarsi a PlanS, sia pagando le APC agli editori per rendere il proprio articolo liberamente disponibile online, sia depositando l’articolo in un archivio ad accesso aperto. 
Bernard Rentier si chiede se questa iniziativa riuscirà ad avere l’effetto desiderato, alla luce anche del fatto che le principali agenzie di finanziamento della ricerca in Cina, India e Stati Uniti hanno sì espresso il loro sostegno all’Open Access, ma non hanno aderito a PlanS e quindi il suo impatto si farà quindi sentire principalmente su una parte della letteratura scientifica mondiale, quella europea, ponendo i ricercatori che vi si devono adeguare in una posizione di svantaggio a livello internazionale. 
Un altro punto controverso è che, essendo obbligatorio, PlanS offre agli editori, soprattutto quelli che pubblicano riviste prestigiose ad alto Impact Factor, una opportunità per addebitare tariffe di pubblicazione eccessivamente alte. Proprio in riferimento a quest’ultimo punto, Rentier sottolinea che servirà un radicale cambiamento della cultura della ricerca e, soprattutto, delle metriche che vengono utilizzate per la valutazione della ricerca e dei ricercatori.

Bibliosan per l’accesso aperto: nuovo accordo con Frontiers

Segnaliamo con piacere il recente accordo tra Bibliosan e Frontiers, editore ad accesso aperto.

È infatti di dicembre scorso la firma del primo National Open Access Framework, della durata di 3 anni a partire da gennaio 2021, siglato da Bibliosan per tutte e 51 istituzioni che lo compongono.

L’accordo, in linea con i mandati internazionali per l’accesso aperto, incluso PlanS, prevede, tra le altre cose, uno sconto sulle APC, la fatturazione centralizzata e flessibile e un supporto per il personale di biblioteca che si occupa di APC. Inoltre, i ricercatori avranno pieno accesso agli strumenti e alle infrastrutture di Frontiers, compresa la sua piattaforma collaborativa per la peer review e Loop, social network per ricercatori.

Gli articoli accettati saranno pubblicati con licenza aperta (CC-BY) che consente agli autori (o alle loro istituzioni) di mantenere il copyright.

Questo accordo evidenzia l’impegno della comunità di ricerca italiana, e in particolare di Bibliosan, per l’accesso aperto e per rendere liberamente accessibile la ricerca finanziata con fondi pubblici. 

Oltre gli abbonamenti: che cosa sono i contratti trasformativi

jlis

Segnaliamo l’articolo di A. Capaccioni: Oltre gli abbonamenti: che cosa sono i contratti trasformativi, pubblicato sull’ultimo numero di JLIS.it Italian Journal of Library, Archives, and Information Science, rivista italiana ad accesso aperto. 

L’articolo, in italiano, approfondisce i cosiddetti transformative agreements, una nuova tipologia di accordi tra editori scientifici e istituzioni (università, enti di ricerca o consorzi bibliotecari), che caratterizzano l’attuale fase dell’Open Access, e ne delinea i punti di forza così come le fragilità, soprattutto quando si parla di accordi tra editori e consorzi che riuniscono più soggetti.

Questi nuovi tipi di contratti si caratterizzano per la trasparenza, infatti gli accordi presi devono essere pubblici, e partono dal presupposto che la spesa sostenuta per gli abbonamenti deve essere sufficiente a coprire anche i costi di pubblicazione ad accesso aperto. Il cuore della trattativa si sposta quindi sul calcolo dei “token”, gettoni forniti dall’editore per pubblicare ad accesso aperto e sui loro criteri di distribuzione che, nel caso di consorzi, è molto complessa.  

L’articolo cita vari modelli che sono stati sperimentati negli ultimi anni per migliorare la distribuzione della spesa e dei token al fine di evitare squilibri, con particolare attenzione alla realtà universitaria italiana.

Journal Checker Tool

cOAlitionS ha da poco rilasciato la versione beta del Journal Checker Tool (JCT), strumento Web che fornisce ai ricercatori suggerimenti su come conformarsi alle richieste del proprio ente finanziatore che aderisce alla politica di PlanS.

In questa prima versione, il JCT fornisce informazioni su una serie di requisiti base di PlanS per stabilire se un dato giornale offra un percorso per la conformità con l’accesso aperto:

  • una licenza CC BY (o equivalente)
  • nessun embargo
  • la capacità di mantenere un copyright sufficiente a consentire l’accesso aperto

In seguito saranno aggiunte altre specifiche tecniche.

Il Journal Checker Tool si usa in modo molto semplice: basta fornire il nome della rivista sulla quale si intende pubblicare, del proprio ente finanziatore e dell’istituto al quale si è affiliati. La combinazione di questi dati produce istantaneamente un risultato che consente di vedere se la rivista scelta è conforme a PlanS e in che modo: è una rivista ad accesso aperto, permette l’autoarchiviazione o applica un accordo trasformativo (transformative agreement).  

Durante questa fase di test,  cOAlitionS si aspetta di ricevere un feedback da parte della comunità di ricerca in modo da migliorare lo strumento prima dell’implementazione di PlanS a gennaio 2021.

Bibliosan 2.0 riprenderà a gennaio. Buone feste!

“Publish, than review”

eLife, rivista open access, ha recentemente annunciato l’introduzione di un nuovo modello di pubblicazione: “publish, then review”.

Da luglio 2021 eLife esaminerà solo i manoscritti precedentemente pubblicati su un archivio di preprint come bioRxiv, medRxiv o arXiv e pubblicherà le revisioni unitamente ai preprint. Nel caso la rivista riceva manoscritti che non siano già depositati come preprint, questi saranno pubblicati da eLife su bioRxiv o medRxiv per conto degli autori.

Alla base di questa scelta la consapevolezza della crescente popolarità dei preprint confermata da un’indagine interna dalla quale è emerso che circa il 70% dei lavori pubblicati su eLife tra maggio e luglio di quest’anno era già stato pubblicato come preprint. 

eLife prevede inoltre di pubblicare le revisioni sugli archivi di preprint indipendentemente dal fatto che un articolo sia accettato o meno per la pubblicazione (gli autori di manoscritti rifiutati potranno ritardare la pubblicazione delle loro recensioni fino a quando i loro articoli non saranno accettati altrove). In quest’ottica sta sviluppando una piattaforma, Sciety, per la condivisione di peer review pubbliche, i cui autori rimarranno comunque anonimi.

Questo nuovo modello rappresenta un contributo all’accesso aperto in quanto rende la condivisione dei preprint, così come l’open peer review, pratiche di default e probabilmente non a caso nasce in questo momento storico in cui, in occasione della pandemia da covid-19, la condivisione è stata centrale e i preprint, cresciuti in modo esponenziale, sono stati lo strumento privilegiato per diffondere i risultati della ricerca. 

Pagare per leggere o pagare per scrivere: un dilemma insuperabile? Editoria scientifica e Open Access

L’Università del Piemonte Orientale e l’Associazione italiana per la promozione della scienza aperta (AISA) organizzano la teleconferenza Pagare per leggere o pagare per scrivere: un dilemma insuperabile? Editoria scientifica e Open Access. L’iniziativa avrà luogo nella mattinata del 4 dicembre 2020.

Il programma prevede anche interventi su Plan S e i cosiddetti accordi trasformativi. Per partecipare è necessario registrarsi compilando l’apposito modulo.

DOAJ sigla un accordo per favorire la conservazione a lungo termine delle riviste ad accesso aperto

doaj2DOAJ, CLOCKSS, Internet Archive, Keepers Registry e Public Knowledge Project (PKP) hanno ufficialmente annunciato di aver iniziato una collaborazione per favorire la pratica della conservazione a lungo termine delle riviste ad accesso aperto pubblicate da editori che non hanno le risorse economiche per permettersi di pagare per i servizi attualmente disponibili sul mercato.

Questa iniziativa nasce dopo che è stato pubblicato uno studio, Open is not forever, scritto da M. Laakso, L. Matthias e N. Jahn, che ha dato luogo a numerosi dibattiti sull’effettivo rischio di scomparsa delle riviste accademiche ad accesso aperto in formato digitale.

L’iniziativa congiunta di queste organizzazioni mira ad offrire un’opzione di archiviazione a prezzi accessibili alle riviste ad accesso aperto registrate su DOAJ, e che non fanno pagare le APCs (definite  “diamond” OA), e a sensibilizzare gli editori sull’importanza di avere una soluzione di conservazione a lungo termine. DOAJ avrà la funzione di singola interfaccia con CLOCKSS, PKP e Internet Archive e lavorerà per facilitare la connessione a questi servizi per le riviste interessate.

Come prima iniziativa, constatato che circa il 50% delle riviste identificate da DOAJ come prive di soluzioni di conservazione a lungo termine utilizza Open Journal System (OJS), si partirà con l’incoraggiare gli editori di tali riviste a preservare i propri contenuti nel PKP Preservation Network (PKP PN) o con l’aiutarli a trovare un’altra soluzione se la versione di OJS che utilizzano non è abbastanza recente da essere compatibile con tale soluzione.

Initiative for Open Abstracts (I4OA)

L’Initiative for Open Abstracts (Iniziativa per gli abstract aperti, I4OA) nasce da una collaborazione tra editori accademici, bibliotecari, ricercatori, finanziatori della ricerca, e organizzazioni legate al movimento della scienza aperta, per sostenere e promuovere il deposito degli abstract delle pubblicazioni accademiche (in particolare di articoli di riviste e di capitoli di libri) in un archivio interdisciplinare aperto e accessibile.

La maggior parte degli abstract è già disponibile sui siti web delle riviste, o su database accademici come PubMed. Il problema che questa iniziativa vuole risolvere è che queste fonti hanno dei limiti, ad esempio richiedono un abbonamento, non sono accessibili dai sistemi di data mining o sono limitate a una specifica disciplina. 

I4OA è stato formalmente lanciato a settembre 2020 durante la Conferenza online OASPA sull’editoria accademica ad accesso aperto, ed è nato dalle discussioni nate all’interno dell’Initiative for Open Citations (Iniziativa per le citazioni aperte, I4OC) partita nel 2017. La scienza aperta richiede l’accesso aperto non solo ai riferimenti bibliografici ma anche agli abstract e ad altri metadati bibliografici, e I4OA mira a replicare il successo di I4OC ottenendo un enorme aumento della disponibilità aperta di abstract accademici.

Gli editori che hanno aderito a questa iniziativa (al momento circa 50 tra cui BMJ, PNAS e PLoS) hanno accettato di inviare gli abstract dei loro articoli a Crossref, un’agenzia che registra i DOI (identificatori di oggetti digitali univoci) dei lavori di ricerca, che li renderà disponibili in un formato standardizzato disponibile tramite un’API.