Open Data: the researcher perspective

open-data-report-imageL’editore Elsevier ha condotto, in collaborazione con il Centre for Science and Technology Studies (CWTS) della  Leiden University, una ricerca sulle attitudini dei ricercatori verso i dati aperti. La ricerca, che esamina le attitudini dei ricercatori verso la condivisione dei dati ed il perché di alcune loro reticenze, è composta da tre diversi studi: un’indagine globale su 1.200 ricercatori, un’analisi quantitativa sulla pubblicazione  dei dati nei data journal e tre case studies che includono interviste approfondite con individui coinvolti nella raccolta, analisi ed archiviazione di dati negli ambiti delle scienze del suolo, della genetica e dell’umanistica digitale. Per quanto riguarda l’analisi globale dei ricercatori, la ricerca presenta dei risultati interessanti:

  • non esiste un approccio generale in quanto le pratiche di condivisione dei dati dipendono dall’ambito della ricerca cui sono riferiti
  • gli atteggiamenti verso la condivisione dei dati sono generalmente positivi (il 73% afferma che sarebbe utile per la propria ricerca poter accedere a dati relativi ad articoli pubblicati, il 64% sarebbe disponibile a condividere i propri dati)
  • di contro, i dati aperti non sono ancora una realtà per una buona parte dei ricercatori: mentre la maggior parte dei ricercatori riconosce i benefici della condivisione dei dati della ricerca, pochi sono disposti a condividere dati o li hanno condivisi (34% dei ricercatori non condividono i dati relativi alla propria ricerca e meno del 15% dei i ricercatori condivide i dati in un archivio aperto).
  • ci sono ancora molti ricercatori che percepiscono i dati come una proprietà personale e quando condividono direttamente i loro dati, la maggior parte di loro (> 80%) li condivide con collaboratori diretti. Questo tipo di condivisione collaborativa, da persona a persona, suggerisce che la fiducia è un aspetto importante della condivisione dati
  • tra le varie cause della mancata, o minima, condivisione dei dati ci sono la mancanza di formazione ed il fatto che la loro condivisione non è associata ad alcuna ricompensa. Altre cause sono i problemi legati alla gestione dei dati ed ai problemi della privacy. Un dato interessante è che i data management plan richiesti dai finanziatori della ricerca non sono considerati un forte incentivo

Per quanto riguarda l’analisi quantitativa dei data journal, mentre il loro numero è ancora limitato, queste riviste giocano sempre di più un ruolo importante in termini di numero di articoli pubblicati e citazioni ricevute. In pochi anni, questo tipo di riviste assumeranno un ruolo sempre più importante nel panorama delle pubblicazioni e della ricerca scientifica. Tuttavia, dal sondaggio si ricava che la condivisione dei dati avviene ancora principalmente in modo tradizionale, come, ad esempio, con la presentazione dei dati come allegato o in tabelle, o i dati non vengono pubblicati affatto (34%).
Con questo rapporto, si è cercato di contribuire a colmare il divario tra quelle che sono le politiche sui dati aperti da una parte e le pratiche di ricerca quotidiane dall’altra. Come si è visto dai risultati della ricerca, le pratiche relative ai dati aperti sono meno sviluppate di quanto si creda, con l’eccezione degli ambiti in cui la gestione dei dati è  integrata nella struttura della ricerca dall’inizio.
Il report finale della ricerca può essere scaricato qui: i dati relativi ai tre diversi studi posso essere scaricati liberamente da Mendeley Data. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...