I “predatory” publishers: la lista Beall

SchloarlyOAJeffrey Beall, bibliotecario alla University of Colorado, pubblica e aggiorna sul suo blog Scholarly Open Access: critical analysis of scholarly open-access publishing la lista dei cosiddetti editori “predatori” che cercano di sfruttare il movimento Open Access per i propri interessi economici, richiedendo agli autori dei contributi scientifici una tariffa per pubblicare, senza effettuare una rigorosa peer review. Alla fine del 2011 la lista conteneva venticinque editori mentre oggi il numero ammonta a più di trecento. Inoltre Beall invita i ricercatori a valutare attentamente dove pubblicare, a non offrirsi come revisori di riviste “scadenti” e a non prendere parte a comitati editoriali di dubbia qualità.

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